Una affollata serata di festa dedicata alle storie e alle scorribande dei briganti si interrompe alle 22.00 in punto quando le campane della chiesa di Santa Maria delle Grazie iniziano il loro canto “a distesa” per “disertare” il silenzio che incombe su Gaza.
Siamo a San Gregorio Matese, piccolo centro nel Parco nazionale del Matese dove da diciotto anni l’Associazione I Briganti del Matese ogni estate mette in scena un pezzo di storia ricordando i fatti di dolore e di morte, il desiderio di liberà che caratterizzarono gli anni dell’Italia postunitaria nelle regioni del Sud. Di quelle vicende San Gregorio fu la base e il nascondiglio di bande, luogo di passaggio di nomi esclusivi del fenomeno del brigantaggio.
Dal 24 al 27 luglio quattro serata di festa in cui musica, tradizione, cibi di una volta hanno avuto la scena finché non è arrivato il momento di lasciare andare le campane e interrompere temporaneamente ogni goliardico festeggiamento, ed unirsi con l’uso degli strumenti popolari a quella voce che grida “basta la guerra, basta la fame” per le popolazioni di Gaza.
Quel suono di campane si è unito ai tanti dei paesi limitrofi e di tutta Italia che alla stessa ora hanno risuonato nella notte e nel silenzio rispondendo all’appello di Pax Christi, il movimento ecclesiale per la pace, che ha chiesto un segnale simbolico al mondo ecclesiale contro il mutismo della Comunità internazionale sulla tragedia che si consuma a Gaza.