La massiccia partecipazione popolare entusiasma e accende le prospettive del Comitato San Rocco Bene Comune promotore a Sessa Aurunca del Corteo pacifico per la riapertura del Punto Nascita nell’ospedale cittadino e in quelli di Piedimonte Matese e Sapri con la collaborazione dei comitati territoriali.
Richieste al Governo centrale di Giorgia Meloni e a quello regionale di Vincenzo De Luca si sono levate nell’ultima parte della manifestazione organizzata giovedì 31 luglio: cori, striscioni, voci in cammino da Piazza Tiberio fino al Vecchio ospedale dove il coordinatore del Comitato Domenico Palmieri ha fatto il suo appello, sulla scorta di un lavoro che il Comitato cura e porta avanti da tempo per la tutela del diritto alla salute dei cittadini. Circa duemilacinquecento i partecipanti alla manifestazione tra cui Mons. Giacomo Cirulli, vescovo delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca.
“Non immaginavo di vivere in questo tempo una manifestazione di questo tipo; non immaginavo di avere questa vista davanti agli occhi. A me il compito di spiegarvi cosa faremo e dove andremo; questa manifestazione non intende essere uno scherzo”. Le parole con cui ha introdotto il suo intervento. Subito all’attenzione dei presenti la maggiore preoccupazione del Comitato San Rocco bene Comune: “I problemi della sanità non si possono risolvere con le amicizie e logiche di apparato”, tanto da chiedere alla politica regionale una visione, una progettualità, “chiediamo una visione per uscire dalla logica di adesso, per far tornare il Punto nascita (degli ospedali interessati dalla chiusura, ndr) sopra le soglie minime”.
Il precedente
La mobilitazione prende le mosse dalla chiusura dei Punti Nascita negli ospedali di Sessa Aurunca, Piedimonte Matese e Sapri, i tre presidi della Campania dove si registrano meno di 500 nascite all’anno. Un tetto minimo che il Governo Renzi fissava nel 2015, sotto il quale viene meno il requisito di qualità del medesimo servizio, con inevitabili aggravi alla spesa pubblica. Alla Regione Campania, competente in materia sanitaria, la responsabilità di vigilare sull’andamento dei fatti, fino alla decisione recente del 1 luglio di chiudere i predetti Punti nascita, condizione fissata in accordo con il Governo centrale per il Piano di rientro della sanità campana. La richiesta che viene dal basso è di una deroga con la conseguente riattivazione dei servizi, la cui ‘assenza’ in un mese ha già messo in luce il grave disagio arrecato alla popolazione per la costrizione alle mamme di percorrere chilometri e lunghi minuti in auto prima di raggiungere le strutture sanitarie più vicine.
Le proposte
La spesa recente dei Libretti pediatrici, ha spiegato Palmieri, ha toccato quota 2000, un dato significativo, che attesta i numeri necessari nei nosocomi di Sessa, Piedimonte e Sapri.
Cosa chiede il Comitato San Rocco Bene comune? Sotto accusa le perduranti convenzioni tra Asl Caserta e Strutture private dove migrano centinaia di mamme all’anno, con la garanzia – in questi luoghi – di servizi e assistenza finanziati da fondi pubblici. “Non parliamo del privato che sinergicamente collabora” al funzionamento della macchina sanitaria che necessita di personale, strumenti e servizi per l’elevato numero di popolazione e di richieste, ma la provocazione lanciata da Palmieri è stata quella di una vera e propria “sostituzione” della sanità privata a quella pubblica, “dove – tra l’altro i medici sono pagati di più”, e dove – molti parti sono il frutto di migrazioni di pazienti al seguito dei loro ginecologi di fiducia migrati dal pubblico al privato.
Il primo appello al Governo e al Ministero della Salute: “Cari parlamentari – così Palmieri – se davvero volete concedere questa deroga, togliete la chiusura dei punti nascita dalle precondizioni del Piano di rientro della Campania”.
Poi l’appello ai vertici regionali (alcuni presenti alla manifestazioni nelle vesti di comuni cittadini) chiedendo di concedere meno spazio alla sanità privata, riducendo quei vantaggi che ad oggi privano il pubblico di risorse urgenti e necessarie alla salute di ogni classe sociale: “Se davvero vogliamo organizzare un Servizio sanitario pubblico imponiamo all’Asl di Caserta di andare a trattare gli accordi di contratto con i privati”, in virtù della brevità temporale a cui questi sono soggetti.
Su tutto è prevalso l’appello all’unità che ha iniziato e concluso l’intervento di Palmieri: “Qui abbiamo cucito insieme una comunità senza divisioni politiche e senza divisioni di parte se non con una distinzione: quella tra chi sta con la sanità pubblica e chi sta con il problema”; parole a cui hanno fatto seguito quelle di invito all’unità: “Vogliamo che questo Comitato diventi veramente un comitato di salute pubblica”, strutturato “con i comitati di cittadini che hanno reso possibile la manifestazione”. Poi la richiesta ai professionisti della comunità, “i legali del territorio” per consentire alla mobilitazione del Comitato di raggiungere agevolmente i tavoli delle trattative.
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Foto Comitato San Rocco Bene comune

1 commento
Articolo molto preciso che ha sottolineato le richieste del comitato per la voce di Domenico Palmieri