
La Chiesa perde un educatore e uno studioso, un sacerdote segnato dall’urgenza dell’annuncio evangelico. Don Luciano Meddi, sacerdote romano, si è spento sabato 9 agosto dopo un breve periodo di malattia. La notizia diffusa dalla Diocesi di Roma con una nota del Cardinale Vicario S. Em.za Baldassare Reina e dalla Pontificia Università Urbaniana unitamente al Dicastero per l’Evangelizzazione tocca le numerose Chiese e comunità in Italia che hanno attinto al suo insegnamento vedendolo presente in corsi formativi ed eventi riservati alla catechesi, come accaduto per lunghi anni nella Diocesi di Alife-Caiazzo.
Le esequie saranno celebrate lunedì 11 agosto alle 10.00 nella chiesa di San Carlo a Cave (RM).
Nato ad Anticoli Corrado (RM) il 22 agosto 1956; sacerdote del clero di Roma dal 1981. Da sempre impegnato nella catechesi, aveva fatto dei suoi studi un servizio alla Chiesa universale: il suo contributo alla ricerca e alla progettazione catechistica ha superato i confini dell’Italia raggiungendo i Paesi europei e l’America latina. Per 5 anni era stato vice direttore dell’Ufficio Catechistico Regionale della Regione Lazio 1988-1993 e Direttore della rivista catechistica diocesana di Roma “Insieme Catechisti” negli anni 1983-1988 accanto all’allora sacerdote Valentino Di Cerbo, poi Vescovo di Alife-Caiazzo; amicizia che lo aveva portato negli anni dal 2013 nella Chiesa dell’alto casertano per la progettazione di itinerari di fede per adulti e per giovani, per la formazione specifica dei catechisti, per la sperimentazione di percorsi da lui citati in pubblicazioni, descritti come modello di itinerario di fede.
La testimonianza
“Era il 2013 quando la Diocesi di Alife-Caiazzo cominciava a fare una esperienza “profetica” di catechesi per adulti”, racconta Cinzia Brandi, presidente diocesano di Azione Cattolica, all’epoca coinvolta nel progetto. “Si trattò inizialmente di un percorso di catechesi per genitori che accompagnavano i figli al sacramento della prima comunione; poi vennero gli itinerari per le coppie che accompagnavano i figli al Battesimo e per i giovani del catecumenato crismale”. “I tempi erano maturi per cercare di suscitare consapevolezza nelle famiglie che la scelta di far accostare alla iniziazione cristiana, non era compito solo della parrocchia (intesa come parroco e catechiste/i)”. In questa idea si inserisce la formazione permanente di equipe composte da presbiteri e laici seguiti da don Luciano Meddi. “Il progetto diocesano che stava prendendo forma, necessitava di un “architetto” esperto”, racconta oggi Cinzia Brandi che lo descrive come “un attento ascoltatore delle nostre realtà, dei dubbi, delle insicurezze. Ci ha fornito gli strumenti utili conducendoci nuovamente a ‘rimetterci sui libri’, a prendere in mano i documenti della Chiesa sulla Iniziazione cristiana e leggerli con uno sguardo laico, superando la convinzione di una standardizzata religiosità per puntare sulla esperienza di una fede adulta che suscita cristiani capaci di scelte. Don Luciano per due anni, durante il periodo invernale, ha tenuto ogni quindici giorni i suoi incontri formativi all’équipe prima che il progetto prendesse forma nelle parrocchie”.
In Alife-Caiazzo, quello di Meddi, era stato un ritorno, in quanto la sua accreditata competenza era stata scelta ancora prima dal vescovo Pietro Farina per momenti riservati alla formazione di operatori pastorali. Il suo era un andare e venire generoso, mosso non solo dall’impegno assunto, ma dal piacere di poter trascorrere qualche ora anche ad alta quota. Il Lago Matese e Letino che frequentava quando possibile, lo ri-univano alle vette dolomitiche che amava e alle più solenni cime del Perù dove periodicamente si recava per la formazione di catechisti.
Si era formato all’Università Lateranense per studi filosofici; aveva scelto la Gregoriana per gli studi teologici, e l’Università salesiana per gli studi sulla catechesi. Dal 2002 era Docente ordinario di catechetica missionaria nella Facoltà di Missiologia; dal 2001 al 2007 aveva inoltre ricoperto la carica di Preside dell’Istituto Superiore di Catechesi e Spiritualità Missionaria (ISCSM).
L’esperienza nazionale ed internazionale
Gli studi teologici e catechetici si erano arricchiti di un dottorato di ricerca su “Integrazione fede vita nella catechesi dei ragazzi” con il prof. Bissoli; le competenze catechistiche sono state approfondite e fatte motivo di insegnamento in contesti quali l’Istituto Teologico Leoniano di Anagni, la Pontificia Università Salesiana, la Facoltà teologica dell’Italia Meridionale di Napoli sez. di Capodimonte, la Facoltà teologica “Marianum” e l’Istituto di Scienze Religiose “Ecclesia Mater” di Roma. È stato Presidente dell’Associazione Italiana dei Catecheti dal 1998 al 2005, e membro della Ėquipe Eupeenne de catéchèse, della Commissione Catechistica Nazionale presso l’Ufficio Catechistico Nazionale della CEI, del Gruppo Italo-Tedesco promosso dall’UPS di Roma; tra le collaborazioni anche quella con il Pontificio Consiglio per la Famiglia. Nel 2014, per meriti accademici, era stato inserito tra “Les grandes signatures de la catéchèse. Du XXe siècle à nos jours” (Derroitte H. (dir.), Tome 2, Bruxelles, Lumen Vitae, 2014). Solo per ricordare i più recenti contributi, i suoi approfondimenti sul Direttorio per la Catechesi di Mons. Rino Fisichella (2020); un anno fa la partecipazione in Brasile ad un seminario sul cammino sinodale della Chiesa e un intervento, a novembre 2024, sulla situazione attuale della catechesi nel Simposio Internazionale di Catechetica “La dimensione educativa della catechesi”.
Un uomo senza frontiere, da tempo aveva affidato il suo sapere, la riflessione e la ricerca ad un blog per la gioia di condividere, educare, insegnare, piantare un seme e lasciare che altri crescessero nella formazione e nella evangelizzazione. Sapiente, generoso; la sua pungente ironia aveva un oltre che immetteva immediatamente in una riflessione critica ma anche risolutiva. Non un cattedratico, ma un esigente e leale maestro.
1 commento
L’esperienza su riportata mi ha fatto tornare indietro agli anni di fine millennio, perché quell’esperienza l’abbiamo fatta nella nostra parrocchia, già negli anni ’80, presa in considerazione proprio di Luciano Meddi (pubblicai a quell’epoca il libro “Dopo il Gruppo Giovanile, EDB, con la sua consulenza) partendo dagli stessipresupposti.
Ho appreso con grande sgomento la sua scomparsa. Il Signore lo ricompensi per la sua opera preziosa.