La morte è avvenuta serenamente questa mattina, così come in serenità e con fiducia attendeva l’incontro con il Dio della vita.
I funerali saranno celebrati dal Vescovo Mons. Giacomo Cirulli martedì 12 agosto alle 10.30 nella chiesa di Santa Maria della Valle a Sant’Angelo d’Alife, centro ai piedi del Matese di dove era originario il sacerdote; qui si era ritirato definitivamente, accudito dalla famiglia, dopo aver lasciato il servizio pastorale, soltanto due anni fa, all’età di 91 anni.
Aveva infatti, officiato la sua ultima Celebrazione eucaristica pubblica il 24 settembre 2023 nella chiesa di Santa Caterina ad Alife di cui era rettore, alla presenza di collaboratori pastorali, di fedeli a lui legati da amicizia e affetto.
Anche in quella occasione, un saluto non senza qualche lacrima, ricordava con voce ferma la centralità della Parola di Dio, esperienza che portava impressa sul volto lieto, propria di chi è in comunione con Gesù e con i fratelli e vive nella preghiera ogni quotidiana vicenda.
Sempre in quella ultima circostanza toccava uno dei temi per i quali si era speso maggiormente in passato, da Direttore della Caritas diocesana: “essere costruttori di pace nelle comunità e nel mondo, con lo sguardo rivolto ai deboli, alle donne sole e provate dalla vita…”. Don Alfonso De Balsi, un prete con la fretta evangelica della presenza al cospetto di Dio, accanto alla vita degli ultimi; mai stanco di essere missionario della Parola ma sempre generoso dispensatore della gioia che gli suscitava la chiamata vocazionale. Anziano, giovane nella manifestazione del suo amore per Cristo.
Per molti anni Direttore della Caritas diocesana (1980-2012), don Alfonso De Balsi è stato pioniere di iniziative che a partire dai tragici fatti del terremoto nell’Irpinia del 1980 aprivano varchi di speranza e una nuova “visione” di carità intesa non come assistenzialismo ma prossimità nei confronti di bisogni materiali, umani, culturali… Il suo uno spendersi incessantemente per raccontare Cristo attraverso la testimonianza, l’impegno quotidiano per l’altro: lo testimonia la bellissima opera di adozione compiuta da lui e dalla sorella Maria nei confronti di un giovane orfano di madre e padre; lo testimonia la vicinanza a numerose coppie, lavoratori, padri, ammalati ai quali non ha mai smesso di annunciare il Vangelo attraverso i segni delle sue operose mani, delle audaci scelte, dei silenzi che hanno accompagnato molte persone. Era stato parroco a San Giovanni Battista in Letino; a Santa Caterina in San Potito Sannitico; ad Ave Gratia Plena in Piedimonte Matese.
