
Giovanna Corsale – La nomina dei membri del Comitato che andrà a gestire il Parco Nazionale del Matese con la concomitante attribuzione delle cariche ha trovato pieno accoglimento nelle realtà politiche e ambientaliste attive sul territorio.
Parole di soddisfazione e di “sincere congratulazioni” sono quelle espresse da Giovanni Ferrante, presidente del Circolo Fratelli d’Italia di Piedimonte Matese, in rappresentanza dell’intera compagine, a proposito della scelta ricaduta sull’avvocato Andrea Boggia quale presidente del Comitato di Gestione dell’Ente Parco: “La sua nomina rappresenta una scelta di innovazione, capace di coniugare la salvaguardia dell’ambiente con lo sviluppo sostenibile del territorio”.
Manifestazione di compiacimento per il prestigioso quanto delicato incarico conferito all’avvocato Boggia anche da parte di Chiara Riccio, coordinatrice del Circolo Intercomunale Matese-Montana del Partito Democratico, la quale, dopo l’ufficialità della notizia, a mezzo social così si esprime: “Porgendo gli auguri all’amico Andrea Boggia, noi ci siamo”.
Il totale sostegno verso i neoeletti si fa sentire anche sul versante delle associazioni attente all’ambiente, come l’Associazione di Protezione Ambientale “Fare Verde”, un’associazione italiana nata nel 1987, avente la sede centrale a Roma e operativa in 16 regioni italiane con circa 70 gruppi e referenti locali. Tale assocazione, nella persona di Roberto Civitella, già referente per l’Alto Casertano, augura un ottimo lavoro ad Andrea Boggia e all’intero organico, affermando che “le prestigiose designazioni decretate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica premiano competenza e attaccamento al nostro territorio, che, certamente, riceverà l’attenzione che merita e la giusta e doverosa considerazione”.
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Adesso voglo proprio vedere se siamo al cospetto del solito Carrozzone, oppure saranno in grado di dialogare con chi ha presentato ricorso ed ascoltare non solo i Verdi, gli ambientalisti ma soprattutto il territorio, cacciatori ed Allevatori compresi che finora hanno conservato le bellezze e la storia del Matese. Si Matese, ma non i terreni agricoli del Comune di Monteroduni. Ma Venafro, Pozzilli, cosa hanno a che fare con il Parco?