“Ha donato la vita e in maniera fedele ed esemplare e adesso vive quello che ha sempre annunciato, testimoniato, celebrato”, così il Vescovo Giacomo Cirulli ha ricordato il ministero sacerdotale di don Alfonso De Balsi, il sacerdote di Sant’Angelo d’Alife deceduto lunedì 11 agosto nella messa esequiale celebrata nel suo paese in Santa Maria della Valle. Una vita per annunciare Cristo Risorto e “oggi, l’esperienza di essere davanti a lui”.
Numerosi i sacerdoti che hanno concelebrato, numerosi i compaesani di don Alfonso, ma anche rappresentanze delle comunità parrocchiali dove ha servito da prete come Letino, San Potito Sannitico, Piedimonte Matese, Alife.
La Sacra scrittura proclamata, “il mistero della Risurrezione che è risposta all’uomo che si fida di Dio e tutto compie in suo volere, ora don Alfonso lo vive faccia a faccia, giungendo lì dove ha sempre creduto di dover andare”. Parole che pesano il senso di una intera vita così come in tanti hanno testimoniato tante colter, ma anche secondo l’esperienza breve ma sincera che il Pastore ha condiviso con l’anziano sacerdote.
In un clima di profondo raccoglimento, facendo sintesi del sentimento comune – da sacerdoti e di laici – mons. Giacomo Cirulli ha sottolineato in modo particolare la fedeltà alla chiamata del Signore che il sacerdote don Alfonso non ha mai tradito, fino alla fine “si è sentito sacerdote fino all’ultimo momento della sua via terrena”.
Ha ricordato il lungo impegno come direttore della Caritas di Alife-Caiazzo dal 1980, in in tempo in cui la Chiesa costruiva la sua stabile rete di soccorso e di aiuto ai bisognosi, a cui dava ulteriore spinta l’emergenza generata dal terremoto dell’Irpinia. In Caritas diocesana fino al 2012 senza mai rinunciare all’azione e all’autoformazione per essere in linea con le esigenze dei cambiamenti sociali, sempre sul pezzo rispetto alle emergenze internazionali. L’ultimo tratto di strada lo ha visto alla guida della retorica di Santa Caterina ad Alife, comunità che lo ha molto amato e con cui ha condiviso in modo particolare il culto per l’Eucaristia e la devozione a Sant’Anna creando occasioni di preghiera, di crescita, vivendo molto da vicino la quotidianità di anziani e ammalati.
E sulla certezza di una testimonianza che ha molto da insegnare a tutti, il Pastore ha parlato al suo sacerdote con parole di preghiera: “Ci rivedremo caro don Alfonso; frattanto aiutaci qui sulla terra perché come hai creduto tu possiamo credere anche noi; come hai testimoniato tu possiamo testimoniare anche noi. Aiutaci nel tratto di strada che per ciascuno di noi il Signore ha ancora riservato”.
Al termine della celebrazione, il corteo dei sacerdoti e dei fedeli ha accompagnato il feretro all’uscita della chiesa tra il raccoglimento e la preghiera.
