di Padre Fabrizio Cristarella Orestano
Comunità Monastica di Ruviano
XXI domenica del Tempo ordinario
Is 66, 18-21; Sal 116; Eb 12, 5-7.11-13; Lc 13, 22-30

Molte volte il problema più grande che bisogna affrontare è scegliere la porta giusta, è scegliere per dove passare per trovare la vita, il senso della vita, la salvezza. Nell’evangelo che oggi si ascolta pongono a Gesù ancora una domanda che a Lui interessa davvero poco… gli chiedono valutazioni numeriche: «Sono pochi quelli che si salvano?». Come al solito vogliono portare Gesù all’interno di una polemica francamente sterile e
Queste cose davvero Gesù non le tollera … ed ecco che si impegna per portare questo discorso sterile e pericoloso su un altro campo. Il problema per salvarsi è scegliere la porta giusta: attraverso cosa devo passare per accedere al Regno? Molti si affollano presso le porte larghe delle facili e rassicuranti osservanze: passeranno per quelle porte facili, ma si troveranno in un mondo “religioso” che non può offrire né vita, né verità. Bisogna invece saper scegliere la porta giusta che è proprio quella stretta, e che potrebbe essere chiusa prima di quanto si immagini. È un’immagine potente questa della porta stretta, ed è anche un’immagine che evoca ancora una volta urgenza: non si può perdere tempo! È necessario far passare la propria vita per questa porta scomoda; l’immagine della porta che si chiude non vuole essere una minaccia, ma è un richiamo all’urgenza: la nostra vita è “breve” ed è “una”; non può essere sprecata al di qua della porta del Regno, occorre affrettarsi.
Gesù dice: «Sforzatevi di entrare per quella porta»! Il verbo greco agonízomai significa “
È la porta stretta che ci conduce al Regno, è la porta stretta che ci conduce a respirare nello spazio di Dio; nessun’altra appartenenza esteriore può essere un’assicurazione in tal senso! Insomma, non basta essere figli di Abramo, bisogna avere la fede di Abramo! Non è questione di sangue, di appartenenze previe, è questione di fede! La pagina di Luca che oggi ascoltiamo è certo una polemica con quei Giudei che non avevano accolto Gesù, ma vuole essere sferzante anche per noi, sferzante per le nostre sicurezze di cristiani troppo spesso tentati di “giustizia”, e tentati di credere di stare dalla parte dei salvati e di starci spesso anche contro gli altri. Nessuna presunzione che crei quietismi e rassicurazioni! È necessaria, invece, quella santa inquietudine che ci metta in moto, che ci metta in lotta per passare per quella stessa porta che Cristo Gesù ha già attraversato. La grande riflessione del Quarto Evangelo arriverà a far dire a Gesù: «Io sono la porta!» (Gv 10, 9). È vero! La porta stretta è la croce! La porta stretta non è solo la via di Gesù, ma è la via che è Gesù! È la via del dare la vita! Solo se si passa attraverso di Lui, fidandosi di Lui, si permette alla propria vita di entrare in quei pascoli di senso e di bellezza a cui aneliamo.
Sottrarre giorni a quei pascoli – ripetiamocelo – è iniquo e stolto! In questo Anno Santo in cui ancora una volta la Chiesa ci ha chiesto di passare per la Porta Santa, dobbiamo aver ben chiaro che la Porta Santa è la Passione d’amore fino all’estremo, la Porta Santa è Gesù! È necessario scegliere oggi la porta