Funzionale e funzionante. Sono le parole che descrivono il reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale Civile Ave Gratia Plena di Piedimonte Matese nell’intervista rilasciata dal Dr. Pasquale Morelli, responsabile di questa Unità Operativa semplice presso il nosocomio matesino.
Un confronto per tornare a parlare di ciò che manca – il punto nascita chiuso il 1 luglio – e dell’auspicio di una ragionata progettazione tra medici, amministratori sanitari e politici per riavere un servizio necessario al territorio matesino, area interna ed area disagiata così dichiarata dagli organi di governo centrale e regionale. Requisiti di povertà sociale che garantirebbero sui territori la presenza di servizi e di diritti per la popolazione come già avviene in altre aree della Campania.
Il medico ginecologo ricorda la storia e i grandi numeri del punto nascita di qualche decennio fa; ma sulla soglia dei 500 parti annui, traguardo obbligato dal Governo Renzi per garantire la vita del Punto nascita sulla scorta della qualità del servizio esercitato per via dei grandi numeri, non ci sta: quel tetto non sarà più possibile per via del calo demografico che in tutta Italia fa registrare sempre meno nascite. Dal canto suo, Morelli, ipotizza l’urgenza di riscrivere i criteri che fissano la soglia minima. Come pure contesta il fattore “qualità” che a Piedimonte Matese è garantito oltre che dalla professionalità di medici specializzati anche dalla serenità con cui è possibile lavorare diversamente da come avviene in altri ospedali pubblici della Regione sovraffollati e congestionati. Nel suo pc ci sono i progetti per riscrivere il “dopo”, ossia quel tempo nuovo che in tanti sognano a seguito di una deroga alla Delibera di Giunta regionale che il 23 giugno ha fissato la chiusura del punto nascita: non giacere comodamente ma fare del dramma che si sta vivendo una opportunità per ripensare l’Ospedale Ave Gratia Plena, dove non mancano i servizi se si considera l’efficienza dei reparti di Ortopedia, Chirurgia, Radiologia, Terapia intensiva, Pediatria (questi ultimi coperti da turni h24) incluso Ginecologia ed Ostetricia dove il Dr. Morelli conferma l’arrivo di nuove e sofisticate strumentazioni grazie ai fondi del PNRR per il controllo della stato di salute del feto e della partoriente, per l’esame diagnostico completo nei primi tre mesi di gravidanza attraverso la semplice prescrizione medica, per la cura dell’endometriosi e il controllo della menopausa. Dunque ambulatori perfettamente funzionanti ad eccezione della possibilità di far nascere bambini, che in emergenza, trovano sì una sala parto a disposizione e il personale tutto pronto ad intervenire ma per le procedure in atto, ne è predisposto l’immediato trasferimento in altra struttura secondo prassi definite emergenziali che destinano il bambino a terapie intensive neonatali andando in strutture attrezzate ad occupare il posto di neonati che ne avrebbero effettivamente bisogno. Contraddizioni che Morelli spiega con chiarezza e franchezza. Un passaggio anche sul ruolo della sanità privata e della eccessiva concorrenzialità al pubblico.
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Ad oggi la cronaca rimane ferma a quella di luglio quando – chiuso il Punto nascita a Piedimonte come a Sapri e Sessa Aurunca – si è levata la protesta dal basso e nel caso di Piedimonte Matese ha spinto gli Amministratori comunali ad ipotizzare battaglie legali sul caso. Ad oggi nulla è cambiato. Nessun aggiornamento da parte del Governatore Vincenzo De Luca che si è visto bocciare dal Governo Meloni il Piano di Rientro della Sanità campana e quindi ridotta la libertà di operare sui “casi” territoriali. A riaccendere nuovamente i riflettori ci hanno pensato ieri i Comitati civici delle tre città coinvolte attraverso una lettera indirizzata ai Consiglieri regionali e ai sindaci chiedendo supporto nella richiesta di un incontro urgente presso il Ministero della Salute. All’attenzione della Politica nazionale si vuole portare non solo la questione “punti nascita” ma anche lo spinoso tema delle convenzioni con la sanità privata che attrae e porta numeri presso le proprie strutture, tema anche questo toccato dal Dr. Morelli nell’intervista di Clarus.
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