Destinazione Roma. I pellegrini delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca tra pochi giorni raggiungeranno la Città eterna, e non sarà un pellegrinaggio come gli altri, non sarà una giornata di turismo, ma un’occasione eccezionale di incontro con la misericordia del Padre, e il momento per professare la propria fede in Dio e nella Chiesa sulla tomba dell’Apostolo Pietro. È il Giubileo della Speranza indetto da Papa Francesco sul tema “Pellegrini di Speranza” che Papa Leone chiuderà il prossimo 24 dicembre.
Da mesi le Diocesi guidate dal Vescovo Giacomo Cirulli preparano il pellegrinaggio giubilare in programma il 10 settembre in San Pietro; sarà di mercoledì, occasione per partecipare all’Udienza generale ed incontrare Papa Leone XIV, ascoltare da lui la catechesi sul tema Gesù Cristo nostra speranza con cui sta guidando i cattolici durante il Giubileo. Per molti sarà il primo incontro con il Papa eletto al soglio Pontificio lo scorso maggio. Insieme, fedeli, sacerdoti e Vescovo vivranno comunitariamente anche la Celebrazione eucaristica; hanno dato la loro adesione anche diversi sindaci e alcuni consiglieri comunali.
Il giubileo, chiede un cammino che si traduce nella concretezza del passo verso un luogo sacro (appositamente designato) mediante un pellegrinaggio; non un comune procedere ma un progressivo prepararsi, accostarsi, gustare interiormente l’incontro con Dio. L’etimologia della parola che indica un vero e proprio superamento di frontiera spinge al superamento di se stessi, delle piccolezze umane, ad alleggerire il bagaglio di vita appesantito da piccole e grandi zavorre che frenano il fiorire della Parola di Dio nel proprio cuore e nelle relazioni fraterne, frenano la realizzazione della giustizia, la carità verso gli ultimi, ma anche la cura del rapporto personale con Dio: un percorso che richiede preparazione interiore, silenzio, preghiera, una vera e propria revisione di vita fino a raggiungere una nuova soglia, una demarcazione tra il prima e il dopo. Chi incontra la Porta Santa (in tutte le chiese giubilari) sa che il suo pellegrinaggio l’ha condotto all’incontro con Cristo; il superamento di quella soglia è ingresso nel tempo nuovo. Per chi comunemente si prepara a vivere l’esperienza del giubileo, è tappa del cammino il sacramento della riconciliazione che insieme alla preghiera sono il bagaglio che sostituisce le zavorre già citate…
Per molti gruppi parrocchiali il pellegrinaggio si arricchirà di altri momenti di fede come la visita alle altre Basiliche giubilari o Santuari; ma Giubileo è anche arte e cultura come dimostrano gli eventi collaterali al pellegrinaggio che promuove il Dicastero per l’Evangelizzazione (ente Vaticano per l’organizzazione del Giubileo): luoghi da visitare, mostre d’arte, rassegne librarie e cinematografiche, eventi per approfondire il tema della Speranza che accompagna quest’anno speciale della Chiesa. Infatti nel programma dei gruppi in partenza dall’Alto casertano non mancheranno ulteriori tappe, dopo l’appuntamento mattutino in San Pietro, sia di tipo spirituale che culturale.