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    Home»Attualità»Biodiversità del Matese, dalle parole ai fatti. “È tempo di cooperare”, l’agronomo Vincenzo Coppola
    Attualità Primo Piano Territorio

    Biodiversità del Matese, dalle parole ai fatti. “È tempo di cooperare”, l’agronomo Vincenzo Coppola

    Redazione6 Settembre 20251 commento
    Vincenzo Coppola – Possiamo smettere di parlare solo di biodiversità e iniziare finalmente a vivere di biodiversità!
    Spesso mi concedo il lusso di parlare di politica agricola. Forse perché sono figlio di agricoltori, forse perché sono un agronomo, o forse più semplicemente perché vivo l’agricoltura a 360 gradi, tutti i giorni, con le mani nella terra e la testa tra le carte.
    La nostra regione è la più ricca di biodiversità in Italia: basta spostarsi da un comune all’altro per incontrare prodotti unici, veri tesori autoctoni. Talmente tanti che persino io, per caso, mi sono imbattuto in un pomodoro quasi estinto.
    Per anni abbiamo sentito parlare di “valorizzare la biodiversità”. Bello, affascinante… ma a un certo punto il termine è diventato quasi ridondante, inflazionato.
    Eppure, va detto: la Regione, insieme ad associazioni e comuni, un buon lavoro lo ha fatto. Oggi però non basta più: servono bandi regionali moderni, adattati alle nuove esigenze. L’Europa e le Regioni devono mettere i giovani in condizione di vivere con e grazie ai prodotti autoctoni.
    Nel mio studio ogni anno passano ragazzi pieni di idee, entusiasmo e coraggio. Ma tutti hanno in comune tre cose: scarse risorse economiche, poche (o nessuna) spalle familiari su cui contare, e tanta difficoltà nel gestire le infinite competenze che il mondo agricolo richiede.
    Io la soluzione ce l’ho davanti: la cooperazione. Lo so, da noi non ha mai funzionato… ma oggi potrebbe essere l’arma vincente. In una cooperativa ognuno mette in campo ciò che sa fare meglio: così le capacità si sommano e i limiti individuali vengono ugualmente superati. Oggi alcune aziende già custodiscono e valorizzano i nostri prodotti autoctoni, grazie a loro la nostra regione non perde i suoi gioielli. Ma queste aziende non devono restare sole: hanno bisogno di sostegno, di sentirsi parte di un progetto più grande, di diventare sempre più protagoniste dello sviluppo del territorio.
    Perché se il futuro dell’agricoltura è giovane e cooperativo, allora sì: possiamo smettere di parlare solo di biodiversità e iniziare finalmente a vivere di biodiversità.
    Agornomia biodiversità prodotti tipici qualità Vincenzo Coppola

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    1 commento

    1. Gino Guadalupo on 8 Settembre 2025 18:56

      Sono d’accordo con il dott.Agronomo Vincenzo Coppola.da anni come cai per la Tutela Ambiente Montano,ho cercato con interviste e filmini far conoscere e valorizzare i prodotti Tipici del Matese(Campano e molisano)Il problema è politico Vanno rivisti e aggiornati gli interventi a pioggia e per amicizia.

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