Su Piazza San Pietro si posano gli sguardi sorridenti dei due nuovi Santi: Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. La Chiesa e l’Italia vivono ancora la festa per questo straordinario evento che ha innalzato alla Santità due giovani dalla straordinarie doti spirituali ed umane; ed è in questo clima di speranza e di festa che ha avuto luogo a Roma il pellegrinaggio giubilare delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca: guidati dal vescovo Giacomo Cirulli 3000 pellegrini (il numero dei biglietti distribuiti) hanno raggiunto la Città eterna vivendo tre intensi momenti nella mattinata di mercoledì 10 settembre: l’udienza generale di Papa Leone in Piazza San Pietro, il passaggio della Porta Santa, la Santa Messa presieduta dal Pastore, all’Altare della Confessione, in Basilica. Sono partiti dal Matese e dall’Alto Casertano che era ancora buio; il colonnato del Bernini ha accolto tutti con il suo abbraccio, poi l’attesa è stata tutta per l’arrivo del Papa che la maggior parte dei partecipanti ha incontrato ieri per la prima volta.
In Piazza San Pietro
La piazza si è ricoperta di ombrelli battuti da una scrosciante pioggia durata lunghi minuti, ma l’entusiasmo di vedere Leone XIV ed ascoltare le sue parole hanno coltivato l’attesa superando le difficoltà oggettive del momento. Presenti anche alcuni sindaci dall’Alto casertano invitati dalle Diocesi a rappresentare le comunità civili; per i disabili invece, si è aperta la porta dell’Aula Nervi per consentire a loro e agli accompagnatori di seguire l’udienza dai maxi schermi e al termine dell’udienza in Piazza poter incontrare il Papa che li ha raggiunti e salutati personalmente; nel medesimo luogo anche le fasce tricolore per un breve saluto al Pontefice.
La papamobile è uscita dall’Arco delle Campane accolta dal consueto incontro con la folla; un lungo giro tra i settori ha permesso ai pellegrini di salutarlo, incrociare il suo sguardo, di porgergli i bambini per una speciale benedizione. Al termine, ritornato sul sagrato della Basilia, ad una Piazza, sgombra dal peso della pioggia, Papa Leone ha rivolto la sua catechesi sul tema “Gesù Cristo nostra speranza”, in particolare su La morte di Gesù: “Nel viaggio della vita, ci sono momenti in cui trattenere tutto dentro può consumarci lentamente”, così il Pontefice sottolineando più volte il legame tra il grido di aiuto e la speranza. “Gesù ci insegna a non avere paura del grido, purché sia sincero, umile, orientato al Padre. Un grido non è mai inutile, se nasce dall’amore. E non è mai ignorato, se è consegnato a Dio. È una via per non cedere al cinismo, per continuare a credere che un altro mondo è possibile” (leggi il testo integrale).
La Porta Santa
Al termine dell’udienza, dopo la benedizione, nuovamente sotto la pesante pioggia, i pellegrini dell’Alto casertano hanno mosso i loro passi verso la Porta Santa. Dunque il pellegrinaggio ha rivelato di sé la fatica, la prova, il disagio; la fede ha risposto con l’unico desiderio: andare incontro a Dio. In silenzio, alcuni intensamente pregando, hanno varcato la soglia, il limite che spiritualmente segna il passaggio nel tempo nuovo dei credenti che la Chiesa offre di vivere in modo straordinario in occasione del Giubileo, aperto da Papa Francesco e che Papa Leone chiuderà il prossimo dicembre. È durato un’ora circa il passaggio dei pellegrini attraverso prima che in Basilica avesse inizio la Messa.
La Messa in Basilica
La più grande chiesa della cristianità, il luogo che accoglie le reliquie di San Pietro e numerose tombe di Papi, capolavoro di arte, la sede che accoglie le più grandi Celebrazioni pontificie, ha accolto i pellegrini di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca a cui si sono uniti non pochi fedeli presenti in Basilica. Dalla sagrestia la lunga processione ha portato sacerdoti e diaconi all’altare della Confessione dove il Vescovo Giacomo Cirulli ha presieduto la Santa Messa; celebranti il vicario generale don Luigi De Rosa e don Emilio Salvatore vicario episcopale per la formazione, la cultura e la comunicazione. Palpabile l’emozione del Vescovo Cirulli: “siete tantissimi, ed è bellissimo. Il nostro essere qui in pellegrinaggio, insieme le tre Diocesi, vuole essere un atto di affidamento a Dio, guidati dal suo Spirito, perché accolga di noi ogni limite e fragilità”. “Cercare le cose di lassù, come ci ha ricordato l’apostolo Paolo – ha parlato nell’omelia – non è separarsi dall’esperienza terrena ma in essa vivere secondo il piano di Dio per noi, scegliendo il Vangelo”. Poi commentando la Parola di Dio, il vangelo delle beatitudini, si è soffermato sul valore della gioia piena, della felicità che è nell’unica scelta di vita possibile, “come stamattina ci ha ricordato Papa Leone, la strada della Croce, fare sulla terra, nell’esperienza umana di ogni giorno, la volontà di Dio”. Alla fine della Celebrazione, parole di gratitudine a tutti i presenti, pellegrini e sindaci, sacerdoti e seminaristi e agli organizzatori del pellegrinaggio.
Riprende nella vita quotidiana il cammino di fede dei pellegrini; nell’esperienza di ogni giorno, nella fedeltà al Vangelo ma soprattutto “nel continuare a costruire insieme il cammino tra le Chiese dell’Alto casertano”, come ha auspicato ai nostri microfoni Mons. Giacomo Cirulli al termine della mattinata, prima di far rientro a casa.
