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Aiutiamo Caritas ad aiutare Gaza. Tre grandi progetti per favorire pace e futuro

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Il Card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca della Chiesa Latina di Gerusalemme in visita a Gaza

Insieme a Caritas Italiana per sostenere la popolazione di Gaza provata da due anni di guerra, dolore, fame e morte. È l’appello delle Chiese di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca che attraverso le Caritas diocesane si fanno promotrici di una raccolta fondi (Iban in locandina allegata) per sostenere quei progetti urgenti per la popolazione ferita, basi necessarie per sostenere il presente e pensare con speranza al futuro. Con il contributo di tutti, piccole o grandi somme, si può contribuire all’unico fine: favorire sul campo le azioni di Caritas, di Caritas Internationalis, delle chiese di Terra Santa che fanno di tutto per non abbandonare la popolazione e garantire cure mediche e pasti nonostante il punto medico e il magazzino di medicinali situato nell’area di Al-Bourka a Deir al-Balah, a Gaza, sia stato fatto sgomberare dopo i primi ordini di evacuazione da parte di Israele.
Al di là delle molteplici e quotidiane azioni sono tre i grandi progetti che Caritas sta realizzando sul posto, un programma di interventi del valore di 260mila euro destinati alla comunità cristiana locale ma non esclusivamente ad essa. Sono tre i grandi progetti da concretizzare: Empowerment socio-economico per famiglie e individui vulnerabili in Cisgiordania: si tratta di tirocini di re-inserimento lavorativo per 30 disoccupati, per sei mesi; ma anche di assistenza con generi di prima necessità per almeno 140 famiglie; previsto anche il sostegno psico-sociale per bambini e genitori (help line e centro di ascolto), assistenza medica (copertura spese per prestazioni) e sociale per almeno 80 anziani.

Il secondo progetto prevede il Sostegno ai bisogni urgenti della comunità parrocchiale di Gaza attraverso la distribuzione di generi per l’igiene personale a Gaza, presso la parrocchia della Sacra Famiglia, per circa 500 persone.

In ultimo l’impegno per il dialogo con i giovani nelle università attraverso la prosecuzione del progetto di educazione alla pace e al dialogo israelo-palestinese, iniziato circa 30 anni fa dall’ong israeliana Friendship Village e portato avanti ora da School for Peace di Neve Shalom Wahat al-Salam, il villaggio poco distante da Gerusalemme dove combinò un centinaio di famiglie israeliane e palestinesi. In programma corsi semestrali (da agosto 2025 a giugno 2026) in college e università israeliane, con formazione teorica e momenti esperienziali che favoriscano una conoscenza approfondita della storia e della cultura dei due popoli, i nodi politici e i punti per un possibile di dialogo.

L’aiuto che i cittadini dell’Alto casertano potranno offrire si fa concretezza attraverso queste esperienze che leniscono le ferite e al contempo costruiscono la pace, di oggi e di domani, con i progetti delle realtà cattoliche che da decenni lavorano accanto alle popolazioni di Terra Santa nel rispetto delle identità culturali e religiose locali, del diritto alla felicità e al futuro.

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