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Il miele del Matese è presidio Slow Food. Presentato nella vetrina internazionale di Cheese 2025

Sono tre i nuovi presidi Sloow Food presentati a Bra in occasione di Cheese 2025, l'evento che celebra i formaggi. La rete, la condivisione premia il lavoro dei piccoli e medi produttori e offre garanzie di futuro

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Il Miele Millefiori del Matese diventa presidio SlowFood e trova la sua prima vetrina nell’evento Cheese, il salone internazionale del formaggio che si tiene a Bra (CN) e celebra i formaggi italiani in tutte le loro sfumature di sapori e di storie. Si tratta di una delle iniziative di grande levatura che il movimento Slow Food organizza da qualche anno per confermare i valori “buono, pulito e giusto” in un settore trainante dell’economia italiana quale il caseario.

Quest’anno Cheese è stata l’occasione per presentare ben tre nuovi presidi Slow Food: due formaggi, rispettivamente di Valvestino (Lombardia) e dall’Aspromonte (Calabia) e il miele dei monti del Matese. L’evento internazionale infatti si apre anche ad altre esperienze, quelle che combinano il formaggio ad eccellenti sapori esaltandosi vicendevolmente al palato del consumatore.

Dal territorio matesino e dalla valle del Medio Volturno è partita una delegazione di produttori caseari (Caseificio Il Casolare e Fattoria Pagliuca di Alvignano, in foto) per vivere l’esperienza che non solo premia i migliori ma si attesta occasione per un confronto dinamico e aperto con numerosi colleghi ed esperienze. E poi i nuovi protagonisti del Miele matesino: sono 5 in totale gli apicoltori locali che hanno aderito al disciplinare Slow Food trovando facile corrispondenza tra le richieste del Movimento, la qualità del prodotto e le scelte personali di allevamento di api e trasformazione del prodotto.

Con loro Costantino Leuci referente di Slow Food Matese e Vincenzo D’Andrea, socop Slow Food e responsabile del presidio “miele” per raccontare direttamente e supportare con interventi di carattere scientifico l’ingresso in Slow Food del pregiato prodotto delle api. Ancora una volta, come confermato dalla strada già percorsa, conta il cammino comune, la condivisione di saperi e di prospettive; conta la capacità di associarsi, di fare rete per consentire anche alle piccole e sane attività agroalimentari di parlare e raccontare il buono e sano sapore italiano, ma anche la storia di vita e di lavoro che a quel sapore conferisce il valore più sacro.

Sui presìdi Slow Food del Matese leggi anche Sécena del Matese, nuovo presidio Slow Food. A Castello del Matese per ufficializzare il riconoscimento. Clicca.

Foto Slow Food Campania e Flow Food Italia: le delegazioni campana e matesina

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