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    Home»Primo Piano»Palazzo Ducale, il progetto di recupero. Sarà Centro di ricerca sul Carsismo, luogo di formazione e sede di servizi comunali
    Primo Piano Territorio

    Palazzo Ducale, il progetto di recupero. Sarà Centro di ricerca sul Carsismo, luogo di formazione e sede di servizi comunali

    Grazia Biasi25 Settembre 2025Nessun commento

    Il nuovo Palazzo Ducale spazio di cultura, di ricerca, di divulgazione, di servizi.  Presentato alla stampa mercoledì 24 settembre nella Sala Consiliare di Piedimonte Matese il progetto di recupero dell’antica dimora Gaetani-D’Aragona, simbolo della storia piedimontese tra XIV e XIX secolo, crocevia di saperi e di menti illuminate, prolungamento dei salotti borbonici che trovavano ispirazione nel suggestivo paesaggio naturalistico offerto dai monti del Matese e dalle sue sorgenti. Lo storico baluardo, una volta sottoposto ad azioni di consolidamento e restauro si preparerà ad essere il Polo Formativo del Matese, “contenitore di servizi essenziali per la comunità e motore propulsore di ricerca, studio e alta formazione”, un centro operativo per lo studio dei cambiamenti climatici e il loro impatto sulla società, con una serie di attività e progettualità di ampio respiro riservate in modo particolare agli amministratori locali, perché la salvaguardia e l’integrità del territorio passano dalla conoscenza e dalla consapevolezza. Accoglierà alcuni servizi oggi ospitati nella Casa Comunale, ma più in particolare sarà sede permanente del Centro Ricerche e Documentazione per il Carsismo, Speleologia e Scienze della Terra intitolato al fisico e speleologo Giovanni Badino e sede di un Centro di studi e documentazione sull’Appennino (con particolare cura alle aree interne).

     Le cifre, i protagonisti, le idee 
    12milioni di euro: a tanto ammonta l’importo destinato dalla Regione Campania al recupero strutturale dell’immobile nel più ampio piano di finanziamento che assegna al territorio una cifra che raggiunge i 60milioni di cui 34milioni e 200mila euro solo al comune di Piedimonte per la costruzione del nuovo polo scolastico (22milioni) e il celebrato Palazzo Ducale: il necessario per risanare una ferita ancora aperta dal terremoto del 2013 che lasciava il segno su numerosi edifici pubblici e storici; l’intero progetto infatti rientra nell’alveo dei finanziamenti PR FESR 2021/2027, Asse 2 “Energia, ambiente e sostenibilità”, nello specifico sull’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzine dei rischi catastrofici. Il Sindaco Vittorio Civitillo, che ha introdotto la conferenza stampa, nel salutare il progetto e l’avvenuto finanziamento ha indicato il protagonista di questa singolare operazione in Gennaro Oliviero, presidente del Consiglio Regionale, presente in sala: alla proposta di legge regionale che porta la sua firma si ascrive il risultato che consente a Palazzo Ducale di essere messo in sicurezza e vestire nuovamente il ruolo di baluardo del sapere. Premesse supportate dall’intervento del Consigliere all’Urbanistica e Lavori pubblici Agostino Navarra, amministratore di riferimento per questo filone di interventi. Il progetto esecutivo di Palazzo Ducale viene dalla volontà politica dell’Amministrazione comunale guidata da Civitillo che fin da subito sognava in grande per il monumento storico, è stato lanciato in avanti dalla volontà politica della Regione, ma come più volte sottolineato in sede di conferenza stampa, esso è frutto dal lavoro ininterrotto dell’Ufficio tecnico comunale nella persona degli architetti Cristina Volpe e Lorenzo Codone e della dott.ssa Cinzia Brandi incaricata della parte amministrativa. Presente in sala l’intera maggioranza, alcuni membri di minoranza, lo speleolgo e divulgatore Tullio Bernabei, lo speleologo e ricercatore delle Aree interne appenniniche Salvatore Capasso, questi ultimi ideatori dei contenuti per il nuovo Palazzo Ducale e delle numerose attività in esterna direttamente connesse alla nuova missione della struttura che si pone l’obiettivo ambizioso di tutelare il territorio, promuovere la diversità culturale e naturale dei luoghi, fare di Piedimonte Matese il punto di riferimento nazionale e non solo sui temi scientifici già citati, attivare un insieme di attività che coniughino conoscenza e turismo, sport e cura dei luoghi.  “Contenuti”, la parola d’ordine, rispetto ad un Matese ed un Palazzo ancora “vuoti” di proposte e per realizzarli urgente – stando alla proposta dei due speleologi – creare il collegamento tra montagna e pianura, tra le vette e l’edificio. Capo di Campo, una delle località matesine frequentate da escursionisti e speleologi sarà la sede operativa degli degli studi che si elaboreranno e troveranno il canale di diffusione attraverso le attività condotto a Palazzo Ducale. “Occorre costruire un filo diretto tra pianura e montagna, un ponte che unisca l’eredità del passato e i valori “nascosti” del presente al futuro della montagna”, così è stato presentato il progetto da Capasso, e l’acqua (quanta ne avremo ancora?) resta il fulcro della riflessione.

     Nel cuore del progetto 
    All’arch. Volpe il compito di mostrare alcune tavole del progetto sul Palazzo: foto di ambienti e planimetrie si sono alternati a considerazioni di carattere propriamente scientifico sulla natura dei luoghi e sulla origine storica di quella parte antica di Piedimonte in cui sorge l’antica dimora tra  Monte Cila e Valle dell’Inferno, tra il torrente Rivo e il fiume Torano che lambivano (e in parte ancora oggi) le mura del Palazzo e i cortili nobili del circondario: elementi di suggestiva bellezza ma causa di fragilità per il suolo, così come lo sono stati i terremoti che nei secoli ed oggi ancora interessano il Matese. Mura da consolidare, affreschi, stucchi e tele da recuperare alla loro bellezza originaria passando dagli stilemi del Cinquecento alle fatture barocche: lavori che richiederanno tempi e sempre nuove risorse se si considera l’allestimento ultimo degli ambienti. A Capasso e Bernabei la parola per entrare nei dettagli e svelare il volto nuovo del Palazzo. L’asse portante del progetto identificato nel Centro Ricerche e Documentazione per il Carsismo, Speleologia e Scienze della Terra “Giovanni Badino” è la proposta più attesa, quella che risponde alla sfida del futuro sull’impiego di acque carsiche contro la siccità destinata a prosciugare ghiacciai e corsi d’acqua di superficie: “secondo la FAO entro il 2035 l’80% dell’acqua potabile”, così i due speleologi esperti, “proverrà da aree carsiche esattamente come il Matese” su cui si concentrerà l’attenzione del mondo. In Palazzo ducale previsti laboratori per la ricerca scientifica, ambienti per la divulgazione e la formazione; ma Capo di Campo sarà la sede operativa per le ricerche, il luogo naturale deputato allo studio dotato di foresteria e strumentazione scientifica per la raccolta di dati e le sperimentazioni in grotta: entrambi i luoghi – Palazzo e montagna – accoglieranno il Centro sul Cambio Climatico del sottosuolo (CCC) che è già realtà attraverso il progetto europeo Underground Climate Change di cui Tullio Bernabei è promotore, sperimentatore e divulgatore: lo studio della temperatura in grotta e del mutare naturale di questo habitat (di essere viventi e microrganismi) si aggiunge alla lettura sui cambiamenti climatici, sulla portata delle acque carsiche, sulla loro potabilità. All’attività propriamente scientifica il Centro per il Carsismo del Matese coniugherà una serie di esperienze per le comunità locali, per la collettività: anche il turismo assumerebbe un volto nuovo, non fermo a ciò che vedo, alla bellezza di ciò che osservo ma alla conoscenza di tutto l’insieme, alla consapevolezza dei luoghi e del loro potenziale, delle fragilità, suscitando la responsabilità della tutela per questi beni: non un turismo di superficie – è il caso di dire – ma per restare in tema di grotte, una tipologia di turismo che scenda in profondità nei contenuti. Il progetto a firma di Capasso e Bernabei vede perciò altri filoni di intervento dove l’impiego di materiali non risulterà impattante con la naturalezza dei luoghi, primo passo per testimoniare il rispetto dell’intero habitat: nell’area di Capo di Campo previsto un  Centro visite degli animali selvatici dell’Appennino – Giardino della Flora appenninica “Angelo Scorciarini Coppola”; una Torre di arrampicata; un Centro Canyoning del Matese; un Parco avventura; e novità assoluta rispetto alle aspettative un’Area di Riequilibrio Motorio (ARMO). Citato in conferenza stampa anche un possibile Planetario il cui progetto mira a farne il più grande dell’Italia meridionale. Intorno al Palazzo, alle attività di ricerca scientifica, l’idea è quella di far sorgere un Campus di incubazione dei progetti dei più giovani; un centro di ricerca sul nomadismo e le migrazioni; un hub di Comuni d’Italia sui temi della montagna; un Centro dedicato alla fotografia per accogliere e raccogliere il patrimonio dedicato al tema “Matese”; un museo storico ed etnografico alla memoria di Dante Marrocco.

     Procedere per gradi 
    Al momento si guarda al cantiere edile “Palazzo Ducale”, il primo passo da compiere per la casa che i Piedimontesi vorrebbero al più presto bella da vedere, da visitare, ferita da una condizione che ha spinto la comunità chiedere con insistenza un saggio recupero soprattutto negli ultimi 10 anni; il baluardo su cui il Comitato Civico “Recuperiamo Palazzo Ducale” riaccendeva i riflettori nelle sedi opportune denunciando le fragili condizioni e il potenziale ancora da esprimere; la dimora su cui interveniva un finanziamento di 500mila euro del Ministero della Cultura con il Governo Cinque Stelle tra il 2018-2020 (per l’interessamento dell’On. Margherita Del Sesto) permettendo di mettere in sicurezza la copertura; il bene che l’Amministrazione guidata dal sindaco Civitillo ha ricomposto dopo decenni di divise e frammentate proprietà e vicende legali connesse. Concentrare i lavori su una precisa ala del Palazzo e sperimentarne da subito la funzionalità sarebbe la risposta ideale alla prolungata attesa della comunità piedimontese senza che passi un’altra generazione e rimanga “povera” della esperienza di cultura e di visibilità che si intende realizzare.

    Palazzo Ducale Piedimonte matese (4)
    L'architetto Volpe ha illustrato il progetto di recupero dell'immobile
    L’architetto Volpe ha illustrato il progetto di recupero dell’immobile
    L'intervento dello speleologo Tullio Bernabei
    L’intervento dello speleologo Tullio Bernabei
    capo di campo Gennaro Oliviero Matese palazzo ducale piedimonte matese Regione Campania ricerca scientifica Salvatore Capasso speleologia tullio bernabei vittorio civitillo

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