Il traffico nella larghe vie della Capitale si ferma al passaggio delle reliquie dei Santi Marcellino e Pietro; pochi minuti in cui la città sembra spegnere ogni frenetica fretta da rientro, fa una sosta, e guarda; qualche passante si ferma a pregare, altri osservano dai loro abiti che lasciano intravedere appartenenze e culture e religioni diverse.
Torpignattara, quartiere multietnico del V Municipio di Roma Capitale, sede del monumento funebre a Santa Elena madre dell’imperatore Costantino e delle catacombe dei martiri Marcellino e Pietro: in questo scenario si è tenuto l’incontro tra le comunità che venerano i due martiri come santi patroni: le parrocchie dei Santi Marcellino e Pietro al Laterano (Roma), San Marcellino Ad Duos Lauros (Roma), Santa Maria Maggiore (Piedimonte Matese), Santi Marcellino e Pietro (Seligenstadt an Main, Germania).
I fedeli hanno portato in processione le reliquie dei due santi percorrendo un tratto urbano del quartiere fino al luogo della loro sepoltura, qui voluta dalla matrona Lucilla che ne fece ricomporre i corpi per custodirli in un luogo sicuro e di preghiera; e poi hanno partecipato alla Santa Messa presieduta dal Vicegerente il vescovo Mons. Renato Tarantelli. È la prima volta che un simile incontro riunisce le quattro Basiliche che si alimentano della forza del martirio offerto dai primi cristiani; a dare valore aggiunto a questo momento l’esperienza dell’anno giubilare in corso.
La giornata dei piedimontesi
Partenza all’alba con i sacerdoti don Massimiliano Giannico (parroco), don Armando Visone e don Alfonso Caso; tappa alla Basilica di Santa Maria Maggiore per il passaggio della Porta Santa e le confessioni. Poi una sosta alla chiesa dei Santi Marcellino e Pietro al Laterano sulla via Labicana accolti dal parroco don Salvatore Cernuto; al cospetto della tela settecentesca raffigurante il martirio dei due santi, i presenti ne hanno ascoltato la storia e in particolare quella del luogo che li ha accolti: qui infatti vi fu la dimora di Marcellino, la Domus sede di incontri, predicazioni, sacramenti, conversioni. Nel pomeriggio il passaggio presso la comunità dei Santi Marcellino e Pietro Ad Duos Lauros a Torpignattara, accolti dal parroco Padre Ciro Sicignano dei padri Cavanis per il momento più intenso della giornata.
Prima la visita alle catacombe, occasione di approfondimento storico ma anche di meditazione e di preghiera davanti al luogo che accolse i corpi dei martiri e per secoli ha custodito migliaia di corpi di corpi per la fama di santità del luogo; a seguire la processione nel quartiere cittadino e poi la Celebrazione Eucaristica animata dai canti in tedesco intonati dal gruppo di Seligenstadt guidato dal parroco don Stefan Selzer, da meditazioni e preghiere.
La Messa: “il bene è diffusivo”
“Gesù e i martiri – le parole del Vescovo Tarantelli durante l’omelia – ci hanno insegnato il bene vince il male non perché lo distrugge con le stesse armi: la verità non si fa strada usando lo strumento alla bisogna, ma emerge da sola, senza bisogno di essere difesa”. Nella contrapposizione di luce e tenebre, Mons. Tarantelli ha poi approfondito: “la luce è speranza, ciò che tiene in piedi il martire e lo incoraggia a non tradire la verità. In tutti gli episodi di martirio – ieri come oggi – il bene si fa strada con accettazione di apparente sconfitta; ci si fa deboli perché Dio manifesti la sua forza con tempi e modalità che solo lui conosce”. Ha poi concluso, “Il bene non si contrapporre al male ma si fa spazio, si costruisce; è diffusivo, come la luce. Entra e piano piano fa in modo che non ci sia più posto per il male” e auspicato di vivere “ogni martirio quotidiano sul modello dei santi Marcellino e Pietro”.
Al termine della Celebrazione un momento di festa e di fraternità tra le comunità presenti offerto dalla parrocchia dei Santi Marcellino e Pietro Ad Duos Lauros prima di fare ritorno a casa.


















