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La Carità impegno concreto; no a voltafaccia e ideologie mondane. I programmi “sociali” delle Diocesi altocasertane

Impegni ordinari e straordinari: si comincia con la Veglia missionaria in programma venerdì 17 ottobre a Mondragone; il 20 novembre l'inizio della Scuola socio-politica a Teano. L'enciclica di Papa Leone Dilexi Te traccia la rotta

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Si comincia con la Veglia Missionaria venerdì 17 ottobre in programma a Mondragone nella chiesa di San Rufino alle 19.00: è il primo degli appuntamenti dell’Ambito “Testimonianza e Vita cristiana” delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca di cui il vescovo Mons. Giacomo Cirulli ha dialogato sabato scorso a Teano presso l’Auditorium “Mons. Tommasiello”, con i responsabili del settore laici e sacerdoti. “Non un calendario di eventi ma ad un vero e proprio percorso formativo incentrato sugli ultimi, sulle vittime di ogni povertà”, ha voluto sottolineare il Pastore. L’agenda di settore, aperta alla partecipazione di tutti, prosegue con la Giornata del Creato in programma il 26 ottobre a Pescopagano (frazione di Mondragone) dove il Vescovo per la prima volta celebrerà la Messa per la Custodia delle Creazione secondo il nuovo formulario in vigore dallo scorso luglio. Appuntamento con la Veglia di Preghiera per le vittime e i sopravvissuti degli abusi, anch’essa a Mondragone in San Rufino, il prossimo 15 novembre alle 19.30 a cura del Servizio per la tutela minori e persone vulnerabili. Segue la Giornata mondiale dei Poveri che la Chiesa celebra domenica 16 novembre: alle 18.00 nella Cattedrale di Sessa Aurunca il Vescovo conferirà il mandato agli operatori delle Caritas di Teano-Calvi, Alife-Caiazzo e Sessa Aurunca: è il momento solenne dell’invio a stare nel mondo in ascolto, per accogliere, per soccorrere. Il 22 novembre, con sede a Teano, si parte con il primo degli otto appuntamenti della Scuola di formazione socio-politica organizzati dalla Pastorale sociale. Oltre agli impegni interdiocesani, sui territori si moltiplicano iniziative e percorsi legati alle locali necessità, a progetti già attivi, a percorsi consolidati nei settori appena citati e negli altri del medesimo ambito (Migrantes, Pastorale della Salute, Progetto Policoro…).

L’incontro tra il Vescovo i collaboratori del settore “Testimonianza e Vita Cristiana” si è aperto con una riflessione su Dilexi Te, l’esortazione apostolica di Papa Leone diffusa giovedì 9 ottobre, l’invito del Pontefice a trasformare la quotidianità in amore verso gli ultimi a cui Dio guarda con predilezione, a stabilire con essi una relazione autentica di ascolto e servizio e non di azioni occasionali. Perché ciò avvenga, è urgente lavorare dentro la Chiesa, smontando l’apparato di diffidenza e di giudizio nei confronti della sua stessa azione missionaria suscitata da alcuni suoi membri, ha spiegato Mons. Cirulli ispirandosi al n.15 di Dilexi Te, dove il Papa chiarisce “Anche i cristiani, in tante occasioni, si lasciano contagiare da atteggiamenti segnati da ideologie mondane o da orientamenti politici ed economici che portano a ingiuste generalizzazioni e a conclusioni fuorvianti”; il Pontefice prosegue, “Il fatto che l’esercizio della carità risulti disprezzato o ridicolizzato, come se si trattasse della fissazione di alcuni e non del nucleo incandescente della missione ecclesiale, mi fa pensare che bisogna sempre nuovamente leggere il Vangelo, per non rischiare di sostituirlo con la mentalità mondana. Non è possibile dimenticare i poveri, se non vogliamo uscire dalla corrente viva della Chiesa che sgorga dal Vangelo e feconda ogni momento storico”.

“Tornare al Vangelo e non barricarci nelle sovrastrutture ideologiche che abbiamo generato”, le parole del Vescovo ai presenti; un ritorno all’essenziale, e qui suggerendo la scelta di San Francesco d’Assisi, il Pastore ha ricordato il suo ‘Vangelo sine glossa’ “perché la Buona Notizia parla da sé, e non ha bisogno di nostre devianti reinterpretazioni; l’essere qui, insieme, stasera vuole essere la scelta di un cammino che ci porti a realizzare il bene dei nostri fratelli, di ogni fratello nel bisogno”. La pluridirezionalità dell’ambito pastorale “Testimonianza e Vita Cristiana”, ha nuovamente sottolineato il Vescovo, comporta il coraggio di non aggirare l’ostacolo ma puntare al complesso mondo della povertà che è materiale, sociale, psicologica.

Su questa unità di intenti e di azioni si è espresso don Osvaldo Morelli, vicario episcopale del Settore: il sacerdote ha rivolto parole a sostegno del cammino comune che si compie fra le tre Diocesi dell’Alto casertano che nel rispetto delle identità territoriali, necessità di intenti, di comunione, e di servizio… “Questa sera ci auguriamo di fare nostro concetti forti di una chiesa di comunione: la comunione d’anima, ovvero mettere in comune i beni spirituali, condividere la Parola, i frutti della riflessione e del discernimento affinché ciascuno possa contribuire alla santità degli altri come alla propria. E ancora: l’amore come dare, il distacco da ciò che non è essenziale, la cultura del dono, la cura che ogni responsabile abbia a cuore non il potere o il comando, ma la carità come fondamento del servizio”.

Ad intervenire, anche il comboniano padre Daniele Moschetti, missionario a Pescopagano con alcuni confratelli, zona in cui convivono emergenze sociali molto forti che vanno dalla prostituzione allo smaltimento illecito di rifiuti, alla povertà materiale: ancora una volta l’invito alla “sinergia per il Vangelo; a guardare in faccia la realtà senza voltare lo sguardo oltre la richiesta di aiuto di quegli uomini e quelle donne che ci vivono accanto”.

Si comincia, allora, dalla prossima Veglia Missionaria (venerdì 17 ottobre) dal titolo “Missionari di speranza tra le genti” perché il Vangelo è senza confini e la forza della preghiera unita alla carità può consentirne la corsa in ogni angolo del Mondo.

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