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    Home»Arte e Cultura»Cinema»After the Hunt. Dopo la caccia: uno, nessuno e centomila, Guadagnino a confronto con il dramma della verità
    Cinema occhio allo schermo

    After the Hunt. Dopo la caccia: uno, nessuno e centomila, Guadagnino a confronto con il dramma della verità

    Noemi Riccitelli22 Ottobre 2025Nessun commento

    Noemi Riccitelli – “Non tutto ha lo scopo di metterti a tuo agio“: questo il claim dell’ultimo film del regista Luca Guadagnino, After the Hunt. Dopo la caccia., presentato Fuori Concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia.
    E, infatti, la sensazione dello spettatore è proprio quella di una certa scomodità e di un fine dubbio che si insinua e corre nella lunga successione degli eventi che coinvolgono i tre protagonisti, Julia Roberts, Ayo Edibiri ed Andrew Garfield.
    Il film, al cinema dal 16 ottobre, è la prima prova di scrittura di Nora Garrett, che ne ha curato la sceneggiatura.

    Julia Roberts è Alma, insegnante di filosofia (web)

    Alma (Julia Roberts) è un’apprezzata insegnante di filosofia nella prestigiosa università di Yale, in lizza per una cattedra a tempo indeterminato.
    All’indomani di una cena a casa sua, cui partecipano i suoi studenti, il sodale-collega Hank (Andrew Garfield), anch’egli in attesa della stessa cattedra di Alma, e la dottoranda Maggie (Ayo Edebiri), alle prese con il lavoro di tesi, la stessa Maggie confessa alla professoressa che Hank l’ha violentata.
    Alma, sconvolta, reagisce freddamente alla notizia, non sapendo quale sia la verità e temendo per la sua stessa carriera.

    Un intreccio che avvolge la realtà nei gangli, spesso infimi e scorretti, di un dibattito pubblico acceso e divisivo: in After the Hunt, infatti, il campus universitario, ambiente di caste e privilegi, diventa la lente di ingrandimento e la sede d’elezione per discutere di temi delicatissimi, cogenti della società contemporanea: molestie, superiorità razziale, orientamento sessuale, pregio e ambizione sociale.

    Tuttavia, Guadagnino e Garrett non inciampano nel tranello di voler trasmettere una verità assoluta in merito: al contrario, il film, seguendo l’ispirazione filosofica che orienta i protagonisti, dottori e dottoresse nell’arte della retorica, sembra quasi dispiegare un totale relativismo in quanto a cosa sia giusto e sbagliato.
    Ciascun protagonista è detentore di una verità, di una delle tante, possibili versioni della stessa vicenda, ma tutti possono avere ragione e torto allo stesso tempo.

    La sceneggiatura di Garrett, per quanto brillante e interessante nello spunto, nel suo corpo si fa, a tratti, farraginosa, ma la regia di Guadagnino riesce a recuperare la giusta atmosfera di suspense e oscurità che coinvolge lo spettatore, anche se il minutaggio complessivo della pellicola risulta, forse, eccessivo.
    Woody Allen fa capolino tra i titoli di testa e, probabilmente, anche nell’atmosfera stessa del racconto, ricordando qualche sua opera (per me, il clima torbido di Match Point).

    Le interpretazioni del cast sono rilevanti, ma a brillare è certamente Julia Roberts, il cui personaggio rappresenta il perno della vicenda, il filtro di tutto ciò che accade: carismatica sì, ma anche ambigua e sfuggente.
    Allo stesso modo, la giovane Ayo Edebiri, stella della serie The Bear, dà carattere ad un profilo sfaccettato ed enigmatico: su di lei grava la rappresentazione della nuova generazione, la GenZ, e tutte le istanze di progresso e autodeterminazione che essa rivendica, e che in qualche modo la trama stessa mette in discussione.

    Andrew Garfield, in un ruolo più decentrato rispetto alle comprimarie colleghe, ben interpreta le contraddizioni dell’intellettuale ipocrita e ambizioso, ma anche la disperazione nel vedere fallire un intero progetto di vita, sgretolato con un solo passo falso.
    Gli fa da contraltare, come figura maschile, il bravissimo Michael Stuhlbarg, nei panni di Frederik, lo psicanalista marito di Alma, il quale serafico e consapevole, appare l’unica figura realmente integra della storia.

    After the Hunt è una visione arguta e stimolante, conferma l’estro e l’acume artistico di Luca Guadagnino nello scegliere storie mai banali, vive, e mai come in questo film, come dichiarato, il regista vuole che il pubblico si ponga delle domande: perché si è inclini a credere ad una persona, piuttosto che un’altra? Perché una prova conferma o contrasta questa o quella determinata convinzione?
    Una discussione aperta, forse più ardente che mai negli Stati Uniti, ma che interessa la comunità internazionale e la coscienza di tutti.

    andrew garfield ayo edebiri julia roberts luca guadagnino Mostra del cinema di venezia

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