Palestre scolastiche aperte oltre l’orario delle lezioni, in uso alle società sportive che potranno contribuire anche con le spese di miglioramento degli impianti. La gestione extracurriculare degli spazi scolastici adibiti allo sport passa agli enti proprietari quali Comuni e Province superano l’ostacolo spesso imposto dalla burocrazia o dalla mancata disponibilità dei Dirigenti scolastici ad assumere la responsabilità della decisione. È il risultato della Legge Berruto – che porta il nome di Marco Berruto, deputato PD ed ex commissario tecnico dell’Italvolley maschile – approvata alla Camera pochi giorni fa con la totalità dei voti dei politici presenti alla Camera, ben 234. Al di fuori dell’uso didattico le palestre, gestite in sinergia tra gli enti, saranno spazi dove la pratica sportiva possa diventare esperienza sempre più vicina ai cittadini per l’impegno di associazioni e società sportive presenti sui territori spesso a fare i conti con la carenza di strutture e servizi. Ed esse si confermerebbero «presidi fondamentali per la crescita educativa, sociale e culturale delle giovani generazioni», come descritto nel Decreto di Legge.

Dunque nelle palestre scolastiche tornano le luci e le voci fino a tarda sera; e l’edificio scolastico ritorna ad essere luogo per la comunità, spazio di crescita aperto all’incontro tra generazioni, assumendo totalmente la dimensione di spazio educativo così come vuole lo sport. E senza pause: anche d’estate, infatti, i locali resteranno in uso alle società o ai comuni.
Necessaria l’intesa tra Dirigenti scolastici, Comuni e Società sportive al fine di condividere consapevolmente gli spazi comuni: all’inizio di ogni anno scolastico saranno le Scuole a comunicare per prime il calendario delle ore in cui palestre o altri ambienti adibiti allo sport saranno ad uso degli studenti o pensate per altre attività didattiche, come pure sarà cura dei Dirigenti comunicare nel corso dell’anno l’utilizzo di tali ambienti per manifestazioni e/o eventi interni; sempre alle istituzioni scolastiche la responsabilità di comunicare agli Enti locali proprietari le eventuali ragioni ostative all’utilizzo, legate allo svolgimento di attività curricolari o extracurricolari previste nei documenti di programmazione triennale. Servirà dunque un tempo di intesa e di adattamento in cui si conosceranno le norme e il disciplinare per tutti i fruitori degli spazi pubblici sportivi.
Tra le novità, anche la formula della collaborazione tra pubblico e privato: La Legge Berruto prevede che le società sportive senza scopo di lucro potranno proporre ai Comuni e alle Province interventi di miglioramento delle palestre scolastiche. In caso di accoglimento della proposta l’ente potrà concedere l’utilizzo gratuito degli impianti per un periodo fino a cinque anni, in cambio delle opere di riqualificazione in modo che tutti, alunni al mattino e sportivi al pomeriggio ne traggano beneficio.
Domande e sfide
Non tutti gli edifici scolastici sono dotati di palestre; non tutte le palestre sono all’altezza delle aspettative: il vero lavoro comincia adesso, nel sognare cioè la realizzazione di un diritto per l’intera comunità, il diritto allo sport che rende la vita migliore, sicura, sana. E le finalità: perchè le palestre non saranno spazi per qualunque impiego ricreativo o tale camuffato dall’etichetta di ‘attività sportiva’; esse dovranno esattamente corrispondere ad uno spazio per la disciplina sportiva proposta da una o dall’altra società con finalità sportive precise ed educative. La cura dei luoghi? Sarebbe superfluo parlarne in quanto le palestre diventerebbero la casa di tutti, ma nei nostri contesti si impone anche questa domanda. E allora servirà da parte di tutti uno sforzo in più alla partecipazione che consiste nel ricevere e nel dare.

















