Un volto nuovo per Pescopagano, lo sogna e prova a realizzarlo il vescovo Giacomo Cirulli. L’ultimo atto di un nuovo processo pastorale attivato per il litorale domitio è la Giornata del Creato celebrata domenica 26 ottobre sul tema “Semi di Pace e di Speranza” che la Chiesa Cattolica Italiana ha promosso per il tempo (settembre-ottobre) dedicato alla riflessione e alla preghiera per la Casa comune.
Appuntamento nel pomeriggio presso il Lido Marino di Bagnara, sul confine tra Castel Volturno e Mondragone, su cui trova posto la frazione di Pescopagano; qui il Pastore delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca ha celebrato la messa con la locale comunità e con la dei sindaci delle due città, Pasquale Marrandino e Francesco Lavanga. Ed è qui che lo scorso giugno Mons. Cirulli ha dato inizio ad una missione affidata ai padri Comboniani nella parrocchia di San Gaetano da Thiene. Un atto che dice molto di più di una scelta puramente pastorale ma esprime chiaramente il sogno del Pastore di mettere il seme della giustizia, del rispetto, della dignità di ogni uomo, della legalità, della cura del Creato nel tessuto umano, nel contesto civile.
Pescopagano guarda il blu di un mare che ogni anno appare sempre più pulito, ma basta voltare lo sguardo, riportarlo sulla terra ferma perché la visioni si tramuti in degrado, abbandono, incuria. I cumuli di rifiuti abbandonati ovunque sono le specchio di una innervata cultura dell’illegale: non è solo responsabilità di chi ci vive, di chi lascia correre, ma – come accade ovunque nella martoriata Campania dei rifiuti – anche Pescopagano è meta di passanti, casuali o intenzionali, che vengono a sversare la loro vergogna.
Dove si affacciano culture, etnie e religioni diverse per la forte concentrazione di immigrati, il Vescovo Cirulli lo scorso giugno chiedeva ai missionari di coniugare le diversità, coltivare armonia e soprattutto la fraternità: “Siamo tutti uno, in Gesù Cristo”, e sottolineando la vicenda di vita e di fede di Pietro e Paolo che “differenti per cultura, temperamento e percorso, ma uniti in Cristo, proclamarono l’unico Vangelo fino ai confini della terra”. Ogni giorno si prova a costruire, ma non da soli; padre Daniele Moschietti, (è lui responsabile della Parrocchia), insieme a Padre Filippo Ivardi e Padre Daniel Gbedenygna hanno trovato nella comunità locale, italiani e stranieri tante mani tese e la buona volontà di cambiare in meglio questo angolo di città.
Per queste ragioni, d’intesa con l’ambito pastorale “Testimonianza e Vita Cristiana”, Mons. Cirulli ha scelto di tornare nel luogo e celebrare la Messa per la Custodia della Creazione secondo il nuovo rituale della Chiesa Cattolica, frutto di un cammino teso ad una nuova sensibilità per i credenti – nella pratica e nella preghiera – avviato con la pubblicazione di Laudato sì di Papa Francesco nel 2015.
La pioggia purtroppo non ha permesso di concludere la Messa in spiaggia costringendo i presenti a ripararsi al coperto.
“Custodire significa riflettere, cambiare stile, assumere la responsabilità di ogni gesto”, le parole del Vescovo durante l’omelia. “Significa essere più riflessivi, più attenti, uscire dalla passività del non ci riguarda”.
“Siamo i custodi” – ha spiegato Mons. Cirulli. “Custodi come San Giuseppe lo è stato per Gesù: chiamati a prenderci cura della nostra Casa comune con operosità, responsabilità e attenzione. Il Signore ce l’ha affidata bella, armoniosa, vivibile. Eppure, abbiamo smarrito il senso della custodia. Abbiamo causato danni enormi, pensando che la responsabilità fosse degli altri, dimenticando che anche noi, ogni giorno, con gesti superficiali e cattive abitudini, contribuiamo a un sistema che consuma, sfrutta e dimentica”.
“Il consumismo è diventato uno stile di vita che ignora la bellezza del Creato e le relazioni che lo abitano, ha aggiunto. Dobbiamo prendere coscienza, assumerci responsabilità, interessarci. Non possiamo restare a guardare come se tutto fosse estraneo. Perché ogni pezzettino appartiene al tutto, e il tutto ci riguarda profondamente”.
Dopo la Celebrazione eucaristica i partecipanti hanno lasciato la spiaggia e si sono diretti verso la zona interna, in uno di quei tanti punti feriti dall’uomo. Di fronte alla realtà c’è stato ancora tempo per una riflessione collettiva, per la condivisione delle preoccupazioni e del disagio, come pure dei dati che oggi confermano l’incidenza di tanto degrado sulla salute dei cittadini: è il caso dei numerosi timori infantili che uno fra tanti, il medico pediatra Lorenzo Mottola, presente all’evento, continua a documentare e denunciare, così come ha fatto a Pescopagano.


















