La gratitudine. Questo è Thomas Corelli, di Alvignano un giovane che mentre si racconta e descrive la strada che ha percorso, si fa da parte per esprimere riconoscenza alle persone che fino ad oggi ha sentito come compagni di viaggio e per ciascuno ne spiega le ragioni.
Diciotto anni, e da poche settimane allievo del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli: sogna di diventare un cantante lirico da quella sera dell’11 febbraio 2015 quando al Festival di Sanremo vinse Il Volo con la canzone Grande Amore e lui (all’epoca aveva 8 anni), un po’ per gioco si mise alla prova. “Il vibrare delle finestre fu il segno”, dice sorridendo. In realtà si era misurato già da prima con la sua voce, iniziava a scoprirsi all’altezza di note e di timbri diversi da quelli dei suoi coetanei. Da allora non ha smesso di crederci e con lui le persone che lo hanno ascoltato da bambino ed oggi lo sostengono nel percorso e fanno il tifo per lui: dalle maestre delle Elementari ai docenti del Liceo Musicale passando per i musicisti che lo hanno conosciuto e lo stanno a guardare mentre cresce e si migliora; ma soprattutto la mamma e la nonna, quest’ultima memoria della canzone napoletana da cui Thomas ha imparato i più celebri pezzi, ormai suoi cavalli di battaglia.
L’entusiasmo e la fragilità: li rivela entrambi. La passione è il motore che lo spinge avanti a superare la solitudine che sta conoscendo adesso, fuori casa, in un nuovo contesto…
“Non mollare mai, e mai tradire la musica”, sono i messaggi che affida in un’intervista in cui si commuove con estrema libertà ricordando l’ex Sindaco di Alvignano Angelo Marcucci che voleva bene a quel ragazzino cantante e sognatore, e il Maestro Nicola Di Cerbo che lo ha inserito nel Gran Concerto bandistico Alessandro Vessella città di Baia e Latina e di recente lo ha portato a cantare a Salonicco nel 26 International Youth Festival Band. Lui, a 18 anni, non se l’aspettata. Come pure non si aspettava di trovare al Liceo Galilei di Piedimonte Matese la casa accogliente che lo ha fatto crescere, valorizzato, curato. La sua storia è un bell’esempio di come giovani e adulti possano intendersi, volersi bene, fidarsi reciprocamente e rispettarsi riconoscendo a vicenda l’esclusività di ruoli e doni, il valore che ciascuno porta nella vita dell’altro.

















