“Ho scoperto che la vera presenza è il dono più grande: stare accanto, ascoltare, condividere senza fretta e senza giudizio”.
Esiste un’esperienza nel cuore della Chiesa spesso meno visibile di altre, ma molto incisiva nel cuore della gente. Sono le missioni popolari, una forma di evangelizzazione caratterizzata dall’incontro personale tra i missionari, appunto, e i fedeli (ma non solo) di un determinato territorio. Chi ce la descrive è Simona Petti, giovanissima di Caiazzo, membro dell’equipe missionaria dei Missionari del Preziosissimo Sangue (la famiglia religiosa di San Gaspare del Bufalo) che dal 12 al 26 ottobre ha animato una missione a Priverno (LT) guidata da Padre Flavio Calicchia. In équipe con lei anche Vincenzo Di Lauro di Alife. “Chi è freddo non riscalda!”, il titolo dell’esperienza missionaria ispirata ad una frase di San Gaspare.
Durante la missione, chi annuncia e chi segue vivo un’esperienza di dialogo intenso, di preghiera condivisa, di relazione che parte dall’ascolto della parola di Dio. Un tempo straordinario nella vita ordinaria di una parrocchia, che lascia il segno. Nella Diocesi di Alife-Caiazzo, le ultime missioni hanno riguardato le parrocchie di Alife e Caiazzo proprio con i Missionari del Preziosissimo Sangue. Ne sono nate relazioni ancora vive tanto che diversi giovani di entrambe le comunità sono entrati a far parte della Pastorale giovanile dei Missionari e con loro si sono resi protagonisti di missioni in altre realtà d’Italia, come appena accaduto a Simona alla seconda esperienza di missione e a Vincenzo, ormai veterano di queste esperienze,.
È lei, alla viglia della Festa di tutti i Santi, a raccontarci di che è esperienza è stata; testimonianza da cui traspare con verità la gioia di aver conosciuto Cristo e di annunciarlo tra la gente.
“Anche se non era la mia prima esperienza, questa seconda missione è stata diversa: ho assaporato una grazia nuova, delicata ma profonda, che mi segnata particolarmente”. Simona si è unita alla missione non dall’inizio; la sua esperienza ha coperta la seconda settimana di presenza a Priverno, ma come lei racconta, “ fin dal primo giorno mi sono sentita accolta, parte di un cammino condiviso, fatto di sorrisi, gesti concreti e ascolto reciproco. Il mio servizio è stato in particolare con i giovani: incontri serali, momenti nelle scuole, dialoghi semplici e autentici. Ho avuto la possibilità di raccontare la mia storia. Ciò che mi ha colpita di più sono stati i loro occhi: attenti, sinceri, pronti ad accogliere con delicatezza ciò che avevo da condividere. In quel silenzio pieno di ascolto ho sentito una vicinanza profonda, un’energia che riempie il cuore di gratitudine”.
I giovani missionari di San Gaspare del Bufalo sono totalmente immersi nelle comunità che vanno ad incontrare, non solo realtà giovanili. “Ho visitato famiglie, comunità, luoghi della città, incontrando persone con le loro fragilità, speranze e storie uniche”, continua Simona. “Ho ricevuto più di quanto abbia dato e questa esperienza mi ha ricordato che l’amore si manifesta nei gesti semplici, nei sorrisi sinceri, nelle piccole attenzioni che parlano più delle parole. Torno da Priverno con il cuore pieno di gratitudine. La missione continua ogni giorno, in ogni incontro, in ogni gesto”. Il suo ultimo messaggio è un dono spendibile per da parte di ognuno, di chi pur non essendo ufficialmente un missionario, può vivere con intensità e concretezza la passione per il Vangelo: “Anche un piccolo segno di ascolto o di vicinanza può accendere speranza, seminare gioia e lasciare un segno che dura nel tempo”.


















