Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    Home»Attualità»New York ha scelto Zohran Mamdani, cambio epocale ai tempi di Trump
    Attualità

    New York ha scelto Zohran Mamdani, cambio epocale ai tempi di Trump

    Redazione5 Novembre 2025Nessun commento
    Foto Ansa/SIR

    Maddalena Maltese, da New York – La notte elettorale del 4 novembre ha riscritto la geografia politica americana. A New York, nel New Jersey, in Virginia e persino nel cuore repubblicano dell’Ohio, i democratici hanno vinto. Hanno vinto in modo diverso, con volti nuovi e motivazioni differenti, ma hanno vinto ovunque. E lo hanno fatto in una notte in cui Donald Trump ha scelto il silenzio e l’azione, convocando alla Casa Bianca i senatori repubblicani per negoziare la riapertura del governo e concludere lo shutdown che gli è costato la sconfitta. A New York, la vittoria di Zohran Mamdani segna un passaggio d’epoca. Trentaquattro anni, figlio di immigrati ugandesi di origine indiana, musulmano, socialista democratico, attivista nel Queens, Mamdani è riuscito a trasformare un discorso che sembrava confinato ai margini della politica cittadina in una proposta di governo convincente, soprattutto tra i giovani, gli operai e anche tra i giovani ebrei, nonostante alcune delle sue posizioni su Israele fossero sfociate in accuse superficiali di antisemitismo. Zohran ha parlato dei problemi reali della Grande Mela: dal costo della vita, agli affitti insostenibili, al sentimento di una classe media schiacciata tra i guadagni miliardari di Wall Street e la soglia di povertà sempre più minacciosamente vicina. Mamdani, durante la sua campagna, ha ascoltato molto e ha bussato porta a porta, quartiere per quartiere, soprattutto tra giovani, precari, immigrati e quella parte ormai vasta della città che non si riconosce più nel racconto ufficiale del glamour.

    La sua vittoria contro Andrew Cuomo, ex governatore e volto dell’establishment democratico, è una sconfitta netta per la vecchia guardia. E non c’è stata interferenza presidenziale che abbia cambiato il corso delle cose.

    Trump aveva appoggiato Cuomo apertamente, definendo Mamdani un “comunista” e minacciando di tagliare i fondi federali alla città. Ieri aveva anche definito “stupidi” gli ebrei che avrebbero votato questo immigrato, che in altri tempi, come quelli del primo sindaco italo-americano di New York, Fiorello LaGuardia, sarebbe invece stato celebrato come il successo del sogno americano. Martedì sera, Mamdani, parlando ai suoi sostenitori a Brooklyn, ha detto: “Da quando abbiamo memoria, i ricchi e i benestanti hanno sempre detto ai lavoratori di New York che il potere non appartiene a loro. Eppure negli ultimi 12 mesi avete osato raggiungere qualcosa di più grande. Stasera, contro ogni previsione, l’abbiamo afferrato”. Con oltre il 50% dei voti, Mamdani ha battuto Cuomo e il repubblicano Curtis Sliwa, diventando il primo sindaco musulmano della città, il più giovane da oltre un secolo e il primo immigrato dagli anni ’70. La sua agenda è ambiziosa: più alloggi, asili nido accessibili, scuole di qualità, trasporti efficienti. Se riuscirà a costruire una città più equa, dove i cittadini si sentano sicuri e rispettati, potrà aspirare a essere uno dei grandi sindaci della storia di New York. Ma dovrà farlo con una squadra mista: forse pochi socialisti democratici ideologizzati e molti funzionari esperti, capaci di gestire la macchina amministrativa. La sua elezione ha scosso anche i piani alti di Manhattan.

    I colossi di Wall Street, che avevano investito milioni per sostenere altri candidati, ora dovranno collaborare con un sindaco che consideravano impensabile. E sperare che le loro peggiori paure sull’impatto della sua politica economica non si avverino. Qualcuno su X si è già detto disponibile ad aiutare il nuovo primo cittadino.

    Il successo di Mamdani si inserisce in una valanga democratica che ha attraversato il Paese. Abigail Spanberger in Virginia, Mikie Sherrill in New Jersey, giovani che hanno rovesciato dinastie, donne che hanno scritto una prima volta nella storia. Tutti uniti da un messaggio: “Possiamo avere tante facce diverse – ha detto Alexandria Ocasio-Cortez – ma siamo consapevoli del compito che abbiamo: giocare insieme nella stessa squadra”.

    La protesta del “No Kings Day” del 18 ottobre, con 8,5 milioni di partecipanti, ha trovato voce nei seggi. La deriva autoritaria di Trump ha generato una risposta politica, non solo emotiva, mostrando che la paura non è più un programma di governo. L’economia, ancora una volta, è stata il cuore di questa risposta. Secondo l’AP Voter Poll, condotto su oltre 17.000 elettori in New Jersey, Virginia, California e New York, prezzi alti, salari fermi, minori opportunità sono stati il tema dominante. A New York, il costo degli alloggi; in New Jersey, tasse e bollette; in Virginia, tagli federali e licenziamenti. Immigrazione e criminalità sono rimaste invece in secondo piano. Ironia della sorte, le stesse preoccupazioni economiche che hanno portato Trump alla Casa Bianca un anno fa ora sembrano minare le prospettive del suo partito. E potrebbero essere ancora più problematiche nelle elezioni di medio termine del 2026, che decideranno l’equilibrio di potere della sua presidenza, poiché la maggioranza al Congresso potrebbe passare ai democratici. Se il modello Mamdani avrà successo, offrirà un modello di governo democratico in un momento in cui molti americani sono scettici. La sua vittoria è un segnale: New York non è solo democratica o socialista. È ancora una volta laboratorio politico. E il sogno americano, per una notte, ha parlato con accento ugandese, cuore indiano e voce newyorker.

    Foto Ansa/SIR
    Democratici democrazia donald trump elezioni Grande Mela new york Repubblicani Stati Uniti Zohran Mamdani

    Articoli correlati

    Sovraffollamento, dignità e diritti dei carcerati: il Garante dei detenuti della Provincia aderisce alla mobilitazione

    16 Luglio 2026

    Il Medio Oriente dopo Islamabad: cosa sta succedendo?

    15 Luglio 2026

    Stretto di Hormuz. La parola al Vicario apostolico mons. Paolo Martinelli

    15 Luglio 2026

    San Benedetto: quella “regola” che parla all’Europa del nuovo millennio

    11 Luglio 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • DIEGO DE ROSA su Acqua, fede e territorio: il prospetto dell’acquedotto dei conventi a Piedimonte d’Alife (1935)
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci la tua privacy

    Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

    Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.

    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    Statistiche

    Marketing

    Funzionalità
    Sempre attivo

    Sempre attivo
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Gestisci opzioni
    • {title}
    • {title}
    • {title}

    Caricamento commenti...