
Soffiano nuovi venti sulla Terra Santa; per i cristiani di Betlemme si annuncia un Natale diverso dopo quelli degli ultimi due anni senza luci, senza festa, senza pellegrini. Le celebrazioni, nella loro solennità, non sono mancate ma è stato come viverle in un tempo sospeso. Restituire all’intera popolazione palestinese serenità e futuro e ai cristiani il sostegno nella fede e nella cura dei luoghi santi: questo è l’intento ma anche l’appello che viene dal Patriarcato Latino di Gerusalemme e dai Francescani della Custodia di Terra Santa. Le antiche pietre di Betlemme si reggono sul più solido fondamento che sono le pietre vive, il popolo dei credenti che conserva la memoria, la tradizione, la fede e la speranza che alimentano quelle dei credenti nel mondo.
Betlemme, riprendono i lavori di restauro alla Basilica della Natività
Tra i segni di ripresa anche il rilancio dei lavori di restauro alla Basilica della Natività, mai toccata negli ultimi sei secoli. “Più volte, durante la sua recente visita a Roma, Abu Mazen ha fatto riferimento alla ripresa dei lavori di restauro alla basilica della Natività, voluti con un decreto del presidente palestinese e che in questa nuova fase riguarderanno la Grotta dove è nato il Principe della Pace”, ha spiegato all’agenzia SIR padre Ibrahim Faltas, francescano della Custodia di Terra Santa, riferimento di progetti educativi e di pace. “Il Presidente palestinese ne ha parlato anche a Papa Leone XIV e li ha annunciati inaugurando la mostra “Bethlehem Reborn” ospitata nel complesso di San Salvatore in Lauro. Abu Mazen mi ha detto con orgoglio: Riprendere i lavori è un segno di speranza e di rinascita per la Terra Santa. Sono molto contento”.
Pelegrinaggi, un atto di responsabilità verso i luoghi santi e il popolo palestinese
Ci vorrà lungo tempo e il giusto accompagnamento perché la Terra Santa superi il buio di questi ultimi due anni segnati da morte, distruzione, fame, miseria; occorreranno scelte eque affinché il popolo della Palestina veda riconosciuto il proprio Stato; servirà la scelta dei Governi del Mondo a sostenere il sogno di felicità e dignità di questo popolo. E i credenti, chiave che apre al futuro: i pellegrinaggi sono serviti e serviranno ancora a riconoscere l’identità e l’anima di un popolo, a confermare la fede di chi si mette in cammino sulle strade di Gesù, a sostenere l’economia di lavoratori di ogni settore quali artigiani, artisti, albergatori, guide turistiche, mercanti, ambulanti che siano giovani, donne, anziani e le loro famiglie. E insieme sostenere la vita religiosa che attraverso conventi, monasteri e parrocchie tiene in piedi una significativa macchina di accoglienza ed ospitalità, oltre che la principale manutenzione e cura dei luoghi.
La Terra Santa dipende anche noi. Nel tentativo, che pur procede a singhiozzi, di tornare a frequentare casa nostra, da qualche giorno si leva la proposta di Diomira Travel Tour Operator che fa dei pellegrinaggi in Terra Santa un’esperienza tra fede, arte, storia di ieri e di oggi e in particolare il contatto con le realtà socio-religiose locali impegnate nell’assistenza e nel sostegno alla popolazione: viaggi immersivi che uniscono la spiritualità alla conoscenza dell’attualità per suscitare la piena partecipazione alla vita della Terra Santa. La proposta, garantita dalla conoscenza dei criteri di sicurezza locali e delle dinamiche interne agli stati di Israele e Palestina, è quella di un pellegrinaggio dal 27 dicembre al 3 gennaio, per salutare il nuovo anno chiedendo la pace dalla Terra Santa per la Terra Santa e il mondo intero.

















