Home Primo Piano Il Matese in un libro, un film e uno studio statistico. Il...

Il Matese in un libro, un film e uno studio statistico. Il programma per le aree interne parte dalla cultura

Il lavoro della Biblioteca San Tommaso d'Aquino e della Fondazione San Bonaventura offrono al panorama nazionale un contributo sul tema Aree interne e spopolamento

1108
0

Un vero e proprio programma politico, non improvvisato ma frutto della minuziosa conoscenza della problematica e risorsa delle aree interne. Non soltanto uno sguardo allo specchio da cui rimbalza l’immagine di come siamo, ma soprattutto visione prospettica capace di guardare al domani senza dover fare le valigie. La Biblioteca San Tommaso d’Aquino della Diocesi di Alife-Caiazzo e la Fondazione San Bonaventura raccolgono i frutti dell’impegno dedicato al tema ininterrottamente dal 2019 attraverso studi, eventi, approfondimenti e collaborazioni culturali e scientifiche. È il caso di eventi come Dal Matese al Mondo o Matese & climate change che ha portato a Piedimonte Matese e a Castello del Matese politici, accademici, tecnici, ricercatori.

In un solo mese i contenuti donati al territorio e all’Italia nelle occasioni appena citate, prendono la forma di due libri e di un documentario. Il 28 novembre alle 21.15 in anteprima nazionale, al cinema Cotton Movie di Piedimonte Matese verrà proiettato Civiltà Transumanti della regista Anna Kauber ispirato al volume di Alberico Bojano, La ricchezza delle pecore. Il Matese dei pastori trova posto nel filone artistico della regista che da anni si occupa della vita e del lavoro nel mondo rurale aprendo riflessioni culturali e sociali sulle piccole comunità. La sua partecipazione all’evento Matese & Climate change del 2024 immetteva Kauber nell’anima antica della transumanza descritta da Bojano da cui ha tratto il racconto moderno di una società che porta in se stessa ancora la radice lontana. A breve su Clarus l’intervista con la regista a cura di Noemi Riccitelli.

Appaesati. Storie di ordinaria ruralità è il libro edito da Radici Edizioni pubblicato il 28 ottobre: il testo che rasserena sul futuro delle aree interne a partire da riflessioni, proposte virtuose, sperimentazioni maturate nei contesti direttamente interessati da spopolamento e povertà sociale. A cura di Rossano Pazzagli, storico e territorialista, insegna all’Università del Molise, esperto di aree interne; Luca Di Lello, docente di materie letterarie e animatore culturale; Pierluigi Reveglia, ricercatore di Chimica all’Università di Foggia, promotore di iniziative culturali sul tema delle aree interne e politiche territoriali. Il primo, ospite della Biblioteca diocesana nel 2021 per la presentazione del libro Un paese di paesi (ETS 2021); gli altri, animatori culturali della Biblioteca diocesana e della Fondazione San Bonaventura. Insieme hanno lavorato al podcast “Spaesati” che ha ispirato poi il libro di recente pubblicazione (vai all’articolo). Dopo la prima alla Feltrinelli di Caserta, il libro verrà presentato a Piedimonte Matese il 19 dicembre nella Biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino.

E ancora, la pubblicazione del libro Conoscere le Aree interne per restare, andare e ritornare edito dalla Fondazione San Bonaventura, frutto del medesimo progetto di ricerca, di confronto e divulgazione condotto dalla Biblioteca diocesana in collaborazione con la Fondazione, il Consiglio regionale della Campania, Officine Giovani Aree Interne (OGAI), Università di Salerno e Università Federico II. I contenuti del libro scaturiscono da un processo graduale che ha visto al lavoro gli studenti delle classi quarte delle scuole secondarie di secondo grado delle aree interne Matese e Tammaro-Titerno ai quali è stato somministrato un questionario; poi l’elaborazione statistica dei dati e la relazione finale condotta dalla Commissione Aree Interne della Regione Campania e da OGAI e dalle Università; e in ultimo la presentazione dei risultati nell’evento del 6 novembre presso l’Università degli Studi di Salerno. Far emergere le percezioni dei giovani residenti nei territori delle Aree interne, le loro aspettative e i bisogni reali al fine di costruire una strategia rispondente ed interventi mirati con le opportunità offerte dal PNRR. 
o che ha messo al centro il valore della conoscenza e della partecipazione per immaginare insieme il futuro dei territori delle aree interne.
La politica – impegno a realizzare giustizia sociale e bene comune – nasce dal basso, dall’ascolto e dal confronto non occasionali ma assunti come prassi da parte di enti, società, studiosi, cittadini che assumono l’educazione e il progresso sociale come scelta e da essa fanno scaturire la concretezza di azioni. E in questo caso conoscenza dei temi e competenze si offrono come pane per tutti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.