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Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Il punto sull’uso del digitale che danneggia la crescita

Rischio obesità e ipertensione; approccio precoce alla pornografia; difficoltà nel linguaggio e nelle relazioni: la proposta delle 7 P come risposta ai rischi di bambini e preadolescenti

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Foto FIP/SIR

C’è il diritto alla salute e ad una crescita sana tra i tanti a cui si fa appello in questa Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Se da un lato c’è la preoccupazione per quello che le guerre sottraggono ai più giovani con le conseguenti ferite inferte da fame, violenze, mancata istruzione fino alla morte, dall’altra c’è la consapevolezza che altre ferite stanno segnando la vita di una categoria che va tutelata e accompagnata nella crescita.

Si tratta dell’uso eccessivo del digitale che sottrae sonno, riduce capacità motorie e di linguaggio, frena le relazioni. L’allarme viene in questa circostanza dalla Società italiana di pediatria (Sip) che torna a lanciare un monito forte e chiaro portando all’attenzione dati e numeri che fanno preoccupare soprattutto la categoria al di sotto dei 13 anni.
I bambini dormono meno, si muovono meno, parlano meno. E, soprattutto, sono più ansiosi e soli. La vita digitale occupa più spazio di quella dedicata alla creatività, alle relazioni e agli affetti. I dati concreti che giungono dalla ricerche confermano che bastano 30 minuti in più al giorno di esposizione agli schermi per raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio nei piccoli sotto i due anni. Nei bambini tra i 3 e i 5 anni, ogni ora aggiuntiva di schermo riduce il sonno di circa 15 minuti. E già tra i 3 e i 6 anni, oltre 50 minuti quotidiani di dispositivi si associano a un rischio maggiore di ipertensione e sovrappeso.

La SIP in occasione degli Stati generali della pediatria 2025, dedicati al tema “Il bambino digitale”, attraverso la Commissione sulle dipendenze digitali ha presentato il 19 novembre a Roma, presso il Senato, nuove raccomandazioni e dati aggiornati.
Obesità e sedentarietà i rischi maggiori; alterazioni del sonno e del cervello talvolta compatibili con l’utilizzo di nicotina, il cyberbullismo e l’esposizione precoce alla pornografia che si associa a comportamenti sessuali a rischio e a disagio emotivo (scarica la scheda riassuntiva).

Ferma la proposta dei medici pediatri: ritardare il più possibile l’uso dei social media, anche se consentiti per legge; evitare dispositivi durante i pasti e prima di dormire; incentivare attività all’aperto, sport, lettura e gioco creativo; mantenere supervisione e dialogo costante tra genitori e figli; promuovere a scuola un’educazione digitale consapevole le ulteriori indicazioni. Confermate le raccomandazioni già fissate nel 2018: niente dispositivi sotto i 2 anni; massimo un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni; massimo due ore dopo i 5 anni, sempre sotto controllo adulto.

Individuato un vademecum fondato su 7 P in cui vengono riassunte le buone prassi da assumere, non come divieti ma come scelte per far fronte al male che indebolisce personalità e frena lo sviluppo cognitivo in un delicato momento della crescita: posticipare, proteggere, porre regole chiare, partecipare all’educazione digitale, prevenire rischi e dipendenze, preservare la presenza dell’adulto, promuovere esperienze reali (scarica la scheda riassuntiva).

“Dobbiamo restituire ai bambini tempo per annoiarsi, per muoversi, per giocare e per dormire”, la parole di Rino Agostiniani, presidente della SIP.

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