Perché la vita contemplativa è ancora attuale? Perché mentre il mondo fa fatica ad orientarsi continuando a scegliere la misura dell’eccesso, per i contemplativi e le contemplative continuano a scegliere l’essenziale nella preghiera.
La loro missione è testimoniare che nessuno nasce per caso e che ognuno, ricevendo in dono la vita, ha il compito di essere ovunque memoria vivente della presenza del Signore risorto.
Nella Giornata Pro Orantibus che la Chiesa ha celebrato sabato 21 novembre, anche le monache delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca hanno vissuto un momento comunitario nella Santa Messa presieduta dal vescovo Giacomo Cirulli presso il monastero Mater Ecclesiae di Teano; al termine della Celebrazione la testimonianza di suor Benedetta, badessa nel medesimo monastero di seguito riportata.
di Suor Benedetta, badessa Monastero Mater Ecclesiae, Teano
Il 21novembre memoria della Presentazione di Maria al tempio la Chiesa celebra la giornata ‘Pro Orantibus’ dedicata a tutti i Contemplativi del mondo. La giornata ‘Pro Orantibus’ e’ stata istituita e voluta da Pio XII nel 1953.
Essa in questo anno assume nella Chiesa un significato particolare in virtu’ del Giubileo del 2025: Peregrini della speranza.
Per questo motivo Sua Eccellenza Reverendissima Giacomo Cirulli ha voluto evidenziare in modo particolare l’ ecclesialita’ di questa giornata invitando tutte le Contemplative delle Diocesi Teano Calvi, Alife, Sessa Aurunca all’odierna celebrazione eucaristica nel Monastero di Santa Caterina, Teano.
Le suddette Diocesi hanno il dono di avere quattro monasteri di clausura. Questi monasteri con i loro diversi carismi sono fonte preziosa di grazie spirituali e materiali per tutti.
Essi sono: il Monastero della Santa Croce delle Sorelle Povere di Santa Chiara di Pignataro Maggiore , fondato nel 1987 ed eretto canonicamente nel 1993, l’attualeMadre del monastero e’ Madre Rosaria Coppola; il Monastero Roseto Santa Maria della vigna delle Clarisse dell’ Immacolata di Pietravairano fondato il 27 novembre2008, l’ attuale Madre e’ Madre Maria Francesca Stanco;il Monastero Nostra Signora di Guadalupe e San Benedetto delle Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento di Alife che hanno, sostituito il precedente Ordine Benedettino il 10 febbraio 2017, l’ attuale Madre e’ Madre Maria Anna di Gesu’ Risorto; il Monastero di Santa Caterina di Teano della Congregazione monastica Mater Ecclesiae che hanno sostituito le monache Benedettine del Santissimo Sacramento il 1° marzo 2025, l’attuale Madre e’ Madre Maria Benedetta Prassino.
Fonti di questi brevi spunti di riflessioni: sono la Lettera enciclica: ‘Dilexit nos’ di Papa Francesco, l’ Esortazione apostolica ‘Dilexi te’ di Papa Leone e la Costituzione apostolica ‘Vultum Dei quaerere’ di Papa Francesco.
Il fine di questi spunti di riflessione e’ di far accrescere in noi, nella Chiesa e nel mondo la coscienza della necessita’ della missione della vita contemplativa nei segni dei nostri tempi.
La vita consacrata rappresenta la santita’ della Chiesa, cioe’ il: cuore della Chiesa (Lumen Gentium 44). Pertanto la vita contemplativa in virtu’ della sua intima relazione con Gesu’ nella sua specifica ‘sequela pressius Christi’ rappesenta potremmo dire: il ‘cuore del cuore’ della Chiesa.
La missione della vita contemplativa e’ di diventare cuore del cuore di Gesu’ Cristo e testimoniarlo nel mondo ormai senza cuore: “fare di Cristo il Cuore del mondo”.
Per questo motivo Papa Francesco ci ha lasciato un piccolo testamento di amore sull’ amore umano e divino del cuore di Gesu’ basato sulla Sacra scrittura, sulla Tradizione, sul Magistero e sulla testimonianza dei Santi. Immergiamoci ora in alcuni spunti di riflessionie del cuore umano e divino di Gesu’: “Solo il cuore crea l’ intimita’, la vera vicinanza tra due esseri. solo il cuore sa accogliere e dare una patria. L’ intimita’ e’ l’atto, la sfera del cuore’ (Dilexit nos,12).
Il cuore e’ “il centro unificatore che conferisce a tutto cio’ che vive la persona lo sfondo di senso e di orientamento” (Dilexit nos 3),
Per cambiare il mondo bisogna partire dal cuore di Gesu’ (Dilexit nos 28); ‘…’ amore per amore.. donato e ricevuto, ricevuto e donato come prolungamento del Suo amore nei fratelli. Infatti l’amore del prossimo e’: ‘La migliore risposta all’ amore del suo cuore: non c’e’ gesto piu’ grande che possiamo offrirgli per ricambiare amore per amore’ (Dilexit nos n 164, 167). ‘L’ amore ripara, costruisce sulle rovine: ‘sulle rovine accumulate dall’odio e dalla violenza, potra’ essere costruita la civilta’ dell’ amore tanto desiderato, il regno del Cuore di cristo’; questo implica che certamente siamo in grado di unire all’ amore filiale verso Dio l’amore del prossimo; ebbene questa e’ la vera riparazione chiesta dal Cuore del Salvatore (S. Giovanni Paolo II, Dilexit nos 181-182) il cuore di Gesu’ Cristo diventa quindi una riparazione sociale per una nuova civilta’.
Chiediamoci quindi la vita contemplativa cuore del cuore della Chiesa puo’ cambiare il mondo?
Si, certamente puo’ cambiare il mondo nei segni del nostro tempo vivendo semplicemente la propria intrinseca vocazione: essere cuore del cuore, segno di speranza e misericordia nella attuale “societa’ liquida” nella societa’ “della svalutazione del centro intimo dell’ uomo” (Dilexit nos 9) e del suo essere persona in tutta la sua integrita’.
Come? Nell’ amore fraterno nelle comunita’ monastiche e nell’ amore per il prossimo.
Far innamorare il mondo di Gesu’, ‘la Bellezza di tutte le Bellezze’ (S. Bonaventura), l’ amore dell’ amore…’ come azione missionaria della Chiesa stessa…'(Dilexit nos 205-216)
Camminare insieme nella Chiesa sinodale del Dio vivente, come insiste sempre il Santo Padre Papa Leone cogliendo e riconoscendo: i segni, gli sguardi, le parole del Dio vivente con un Cuore che ama, nella ecclesialita’ quotidiana, nella realta’ umana di ogni giorno; Gesu’ Cristo che vive, che piange, che sorride, che ci consola, che cammina con noi, che e’ in noi e per noi fino alla fine dei tempi, perche’ ci ama, oggi come 2025 anni fa e per l’eternita’; Gesu’ Cristo che ci parla sempre e in questo momento ci dice: “Ci ha amati” (Dilexit nos) e Ti ho amato (Dilexi te). C’ e’ un plurare: ‘Ci ha amati’, e un singolare ‘ Ti ho amato’.
Ci ha scelte come cuore del cuore affinche” ognuna di noi diventasse cuore del cuore, amore per amore per ogni fratello e sorella vulnerabile.
Il messaggio del Santo Padre Papa Leone e’ molto chiaro. nel ‘Dilexi te’ che e’ la continuazione ed espressione concreta del ‘Dilexit nos’ (Dilexi te 3) Egli mette in evidenza che nella tradizione della Chiesa come Corpo mistico ogni realta’ religiosa nei secoli secondo il proprio status si e’ fatto cuore dei fratelli e delle sorelle vulnerabili (Dilexi te 53-58, 65). “la’ dove, i monaci hanno aperto le loro porte ai poveri, la Chiesa ha rivelato con umilta’ e fermezza che la contemplazione non esclude la misericordia, ma la esige come suo frutto piu’ puro (Dilexi te, 58).
Infatti i monasteri nei segni dei nostri tempi dovrebbero essere l’ espressione piu’ bella, piu’ riservata, piu’ tenera, piu’ intima delle sette opere di misericordia spirituali e corporali.
Centri intimi di accoglienza senza pregiudizi di ricchi e poveri, di razza e di colore, di cultura, di religioni: perche’ siamo” Tutti fratelli” (Fratelli Tutti Papa Francesco)
Quanti fratelli e sorelle dubbiosi, quanti afflitti, quanti ignoranti di spirito, quanti fratelli molesti, quanti fratelli chiedono preghiere per i vivi e i morti, quanti peccatori, quante persone che non sanno perdonare bussano alle porte dei monasteri perche’ cercano l’ intimita’ del Cuore di Gesu’ Cristo per guarire le loro ferite?
Quanti fratelli e sorelle bisognosi materialmente di cibo, acqua, vestiti, pellegrini per la vergogna delle file dei centri caritas bussano alle intime porte dei monasteri?
Quanti detenuti e infermi contattano i monasteri per preghiera e aiuti materiali?
Quante preghiere per il suffraggio dei defunti?
Ecco quindi che il Dilexi nos si esprime nel Dilexi te e viceversa perche’ non sono altro che i due comandamenti della carita’: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Amerai il prossimo tuo come te stesso’, perche’ ‘Deus caritas est’ (1Gv4:8).
Ed infine chiediamoci: siamo coscienti di come siamo necessarie alla Chiesa e alla societa’?
“Carissime Sorelle Contemplative, che ne sarebbe senza di voi della Chiesa e di quanti vivono nelle periferie dell’ umano e operano negli avamposti dell’ evangelizazione?.. La Chiesa ha bisogno di voi” (Vultum Dei quaerere 6)
Che il Cuore di Gesu’ ci aiuti a prendere sempre piu’ coscienza della ‘nostra necessita’ nella Chiesa e nel mondo, dono gratuito e di misericordia e fedele al mandato di Gesu’: ‘ Marta, Marta tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di UNA COSA SOLA C’E’ BISOGNO Maria ha scelto la parte migliore, che non le sara’ tolta’(Lc 10,41-42). Questa coscienza di necessita’ ci rendera’ ancora piu’ responsabili della nostra missione ad annunciare con gioia il Cuore di Gesu’ Cristo perche’: “Ci ha amati”e “Mi ha amato”. Amen.



















