Non spegniamo i riflettori sull’impegno della Caritas, ma periodicamente torneremo a raccontare di quel servizio che mentre guarda ai poveri sollecita la società ad essere attenta, a non voltare lo sguardo, suscitando – come spesso accade – nuove sensibilità ed interazioni, un’azione volta a collaborare affinché ci siano più mani ad aiutare.
Dopo la conferenza stampa del 14 novembre in cui il vescovo Giacomo Cirulli e i direttori delle Caritas id Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca entravano nel dettaglio di progetti ed iniziative ordinarie e straordinarie sottolineando la funzione pedagogica della Caritas, racconteremo più da vicino cosa accade, cosa si fa, come operano i volontari, e lanche la destinazione di certi beni e soprattutto quali bisogno si celano dietro le richieste di aiuto.
Partiamo con la Caritas della Diocesi di Alife-Caiazzo, ma presto sarà il turno di quelle di Teano-Calvi e di Sessa Aurunca: un tour legato dall’esperienza della condivisione tra le tre realtà che in maniera ormai strutturata si supportano nei servizi offerti quotidianamente alle persone in difficoltà: che si tratti di stranieri, di residenti, di detenuti, di singoli o famiglie, di disoccupati in cerca di lavoro.
Pochi giorni fa a Piedimonte Matese la Guardia di Finanza della locale Tenenza guidata dal dal Tenente Pasquale Cirelli ha consegnato al direttore della Caritas di Alife-Caiazzo don Alessandro Occhibove, accompagnato dal vicario generale don Luigi De Rosa, il quantitativo di un sequestro avvenuto nel territorio di Baia e Latina; dopo le pratiche legali connesse all’accaduto, per volontà del Sindaco del comune Giuseppe Di Cerbo a cui spetta la responsabilità della destinazione finale del materiale dissequestrato, tutto quanto è stato destinato al Guardaroba Peter Pan della Caritas. Circa mille capi di abbigliamento e un piccolo quantitativo di utensili per la casa sono stati catalogati ed opportunamente disposti insieme agli altri beni qui conservati. La prima azione è stata la condivisione con le Caritas di Teano-Calvi e di Sessa Aurunca che a loro volta provvederanno alle distribuzioni territoriali a seconda delle richieste.
Guardaroba Peter Pan
Inaugurato nel 2014 nei locali al piano terra dell’Episcopio in via Scorciarini Coppola, da 11 anni non viene meno alla sua funzione. Gli venne dato il nome di Guardaroba Peter Pan, ispirato alla nota storia di fantasia in cui al piccolo protagonista è offerta la possibilità di prendere in mano la propria vita e crescere: così nelle intenzioni della Caritas di Alife-Caiazzo vi era, allora come oggi, tutta la disponibilità perché tanti fratelli e amici possano essere accompagnati, aiutati a crescere, sostenuti nella difficoltà. “Ero nudo e mi avete vestito” è il refrain che accompagna il titolo del Guardaroba, richiamo evangelico che ricorda il fine di ogni azione di carità: farlo agli altri è farlo a Cristo. La sua funzione non è solo vestire così come le necessità richiedono, ma avvolgere di attenzioni, rivestire di dignità uomini e donne nel bisogno, proteggere chiunque sia esposto al giudizio, tutelare la fragilità… Un guardaroba dove l’aspetto pratico della sua funzione si coniuga a quello di tutela e cura della persona da soccorrere. Per queste ragioni, il Guardaroba distribuisce solo abbigliamento nuovo o in ottime condizioni: non vi si conservano infatti capi di seconda mano perché coloro che sono assistiti possano sentirsi trattati in maniera esclusiva.
Cosa ci trovi
Vestiario ed accessori qui conservati provengono da donazioni di cittadini ed esercenti; recentemente è stato potenziato grazie ai fondi 8xMille che ne hanno permesso la riorganizzazione degli scaffali, una aggiornata catalogazione e l’integrazione di alcuni beni. Come già accennato, esso raccoglie anche materiale provenienti da dissequestri per espressa volontà di Guardia di Finanza e/o Comuni; al suo interno a seconda delle stagioni è possibile trovare capi di abbigliamento per adulti e bambini (casual e cerimonia), accessori, calzature, intimo, materiale scolastico. La distribuzione dei beni avviene attraverso le Caritas parrocchiali sulla scorta di dettagliate richieste da parte delle persone in difficoltà. Per tutto il 2025 sono state assistite 80 famiglie; diversi beni (sia abbigliamento che calzature) hanno raggiunto il carcere di Carinola nella Diocesi di Sessa Aurunca o le Case della Carità di Pignataro Maggiore e di Mignano Montelungo nella Diocesi di Teano-Calvi. Il materiale di cancelleria (penne, quaderni, ma anche astucci e zainetti) è servito a garantire l’inizio del nuovo anno scolastico a 50 bambini anche grazie al coinvolgimento della cittadinanza; altro materiale didattico a breve raggiungerà l’Ucraina come parte di un dono collettivo in partenza dalla Campania. Un quantitativo di abbigliamento per neonati e bambini è in partenza per il Camerun tramite un sacerdote della Diocesi di Sessa Aurunca che sul posto si occuperà personalmente della consegna. Tra i beni qui custoditi, frutto della solidarietà collettiva, anche ausili sanitari di cui sedie a rotelle e deambulatori assegnati a famiglie che ne hanno fatto richiesta per necessità impellenti.
Il volontariato, esercizio per la vita
Nel loro servizio i volontari fanno esperienza per la vita immergendosi nelle esigenze altrui, conoscendo ed esercitando il valore della discrezione e della prossimità, ma soprattutto quella del dono del proprio tempo per qualcuno: sono adulti e soprattutto giovani che a rotazione raggiungono il Guardaroba presso l’Episcopio e qui, per ore, si dedicano a selezionare, etichettare, controllare condizioni e qualità dei prodotti; ad ordinare per taglie e tipologie di abbigliamento, a provvedere al cambio di stagione. Tutto deve essere curato e pronto per la prima necessità che si presenterà, per la prossima richiesta che giungerà da una Caritas parrocchiale o da un parroco, da un’associazione ecclesiale o laica altrettanto impegnata accanto agli ultimi.



















