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Da Piedimonte Matese a Seligenstadt, San Marcellino unisce. Celebrati i 15 anni del Gemellaggio

Giornate di preghiera, eventi, cultura: la città sul fiume Meno ai confini di quello che fu l'Impero Romano accoglie con cordialità ed amicizia i matesini

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Non una ma due delegazioni sono partite dal Matese alla volta di Seligenstadt en Main, la città tedesca sul Meno che custodisce le reliquie di San Marcellino e che condivide con Piedimonte Matese la devozione al sacerdote e martire dei primi secoli. Un viaggio per rinsaldare il gemellaggio che le due città siglarono 15 anni fa, frutto di un precedente tempo di studio, di conoscenza reciproca e di confronto in nome del comune Patrono di cui si rese protagonista il matesino prof. Michele Malatesta il cui ricordo è sempre vivo in entrambe le comunità. I primi a partire sono stati gli studenti dell’ISISS Matese con i loro docenti; a seguire una delegazione della parrocchia di Santa Maria Maggiore guidata dal parroco don Massimiliano Giannico e dall’ex parroco don Alfonso Caso. Con il gruppo anche la prof.ssa Bernarda De Girolamo nella duplice veste di vicesindaco e dirigente dell’ISISS. Risale ad ottobre un altro incontro tra le due comunità, questa volta a Roma, dove per una giornata si sono radunati i rappresentanti delle quattro basiliche che venerano i Santi Marcellino e Pietro: quella tedesca, quella matesina, la comunità dei Santi Marcellino e Pietro al Laterano e quella dei Santi Marcellino e Pietro ad Duas Lauros: anch’esso momento che travalica la storia e si rinsalda nella fede.

Come ogni viaggio a Seligenstandt, quello che i piedimontesi vivono oltralpe ogni qualvolta raggiungono la città sul Meno, è un momento improntato su familiarità ed amicizia: la preghiera, la tradizione locale, i momenti ricreativi riempiono giornate che sembrano scorrere troppo in fretta tra momenti informali ed ufficiali: non manca nella chiesa dei Santi Marcellino e Pietro la solenne concelebrazione; non manca neppure un momento istituzionale con le massime autorità della città che vede uno scambio di saluti e la conferma di un legame che puntualmente conferma l’impegno a riconoscersi vicendevolmente figli di una tradizione religiosa che ciascuno nella propria terra cura con particolare amore e fedeltà. Quest’anno, ai  saluti di rito, nella sala delle conferenze della Basilica, su invito della locale comunità tedesca, ha preso parte il vescovo emerito della Diocesi di Alife-Caiazzo Mons. Valentino Di Cerbo.

L’immersione nella cultura locale rimuove quel primo disagio scaturito ad abitudini e lingue diverse e diventa la strada su cui scivola facilmente la permanenza dei piedimontesi nella città sui confini di quello che fu l’Impero romano: eccezionalmente in questa edizione, è stato concesso ad alcuni rappresentanti della parrocchia di Santa Maria Maggiore di bere al cucchiaione, un rito che risale al 1500 riservato solo ai più illustri ospiti ed autorità invitate o di passaggio a Seligenstadt con tanto di annotazione sui registri storici. Una tradizione oggi racchiusa nella festa estiva del cucchiaione, contenente la misura di un litro di vino, da bere in un solo sorso, una sorta di atto d’onore nei confronti della città.

Un concerto d’Avvento; visita ad uno storico birrificio anch’esso legato alla tradizione storica e religiosa del luogo; un momento fuori porta come l’escursione a Francoforte tra i primi mercatini natalizi; la visita al monastero e all’abbazia benedettina di Seligenstandt; la Messa nella prima domenica di Avvento: sono stati i punti forti del programma messo a punto dalla locale comunità civile ed ecclesiale.

Ritornati nel Matese si pensa già ad un nuovo incontro, ma questa volta in casa Italia tra le bellezze del Matese e quelle dei territori circostanti tra luoghi divenuti cari anche agli amici tedeschi e qualche esplorazione nuova da condividere insieme; ancora una volta la fede e l’amicizia saranno il collante tra due popoli e diverse generazioni.

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