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Agostino Navarra lascia il Parco regionale del Matese: la politica delude ma continua l’impegno per il territorio

Nominato alla guida dell'Ente con un Decreto di Giunta regionale a maggio 2024; il Governo Meloni non ha mai formalizzato il suo ingresso nel Comitato di gestione provvisoria del Parco Nazionale

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A sinistra Agostino Navarra, presidente dimissionario del Parco regionale del Matese, a destra Andrea Boggia nominato a capo del Comitato di gestione provvisoria del Parco Nazionale in una foto scattata a settembre 2025 in sala consiliare a Piedimonte Matese.

Amarezza e delusione da una parte; consapevolezza del buon servizio dall’altra. Con questi sentimenti Agostino Navarra, presidente del Parco Regionale dal maggio 2024, saluta l’Ente dopo averlo traghettato nella nuova realtà di “Parco Nazionale”: un breve periodo di presidenza che lo ha visto al lavoro per rifondare (e in qualche caso fondare da zero) la sensibilità verso il nuovo parco nazionale ma anche lavorare alle basi politiche e amministrative di questo processo sui tavoli di concertazione territoriali, regionali e nazionali.

Il passo si è compiuto in agosto quando, dopo il ricorso di Italia Nostra, il Governo ha nominato il Comitato di Gestione provvisoria affidandone la guida ad Andrea Boggia, esponente di Fratelli d’Italia con incarichi e responsabilità maturate negli anni in seno al partito. Nomina politica, come altre, ma che avrebbe dato spazio anche a Navarra in una logica (prevista in questo caso) di ripartizione della rappresentanza territoriale di Campania e Molise. Nel suo percorso anche la recente candidatura alle recenti elezioni Regionali a sostegno di Fico presidente con la lista deluchiana “A testa alta”. Dalle urne sono venute fuori 4.045 preferenze che lui stesso ha tradotto come auspicio di “un nuovo percorso, uno dei più significativi della mia vita”. Ma oggi, quello che poteva rappresentare uno degli impegni diretti per il territorio, si infrange sullo scoglio della divisione politica perché la nomina nel Comitato di gestione provvisoria, inizialmente annunciata, non è stata mai formalizzata dal Governo. Se c’è del politico lo spiega direttamente l’interessato in una nota diffusa sui social ieri sera: “Permettetemi, in questo saluto, una sola nota stonata: il Ministero dell’Ambiente non ha mai ratificato il mio ingresso nel Comitato di Gestione del Parco Nazionale del Matese. Una mancanza formale, sicuramente frutto di valutazioni politiche e non di merito, che evidenzia quanto il merito e il lavoro di chi ama davvero il nostro territorio trovino spesso la strada in salita; ma noi siamo abituati alle montagne, alle vie impervie, e proprio da esse traiamo forza e determinazione” (scarica la lettera). Ma potrebbe esserci anche un’altra condizione politica, questa volta dettata dal campo largo di centro-sinistra che vedrebbe tra i rappresentati campani in seno al Comitato di gestione una diversa figura risultata più forte nelle urne, ma di sicuro meno rappresentativa e meno incarnata nel territorio matesino del versante campano: del resto l’attuale configurazione del Comitato, privo dei rappresentati dell’associazionismo che ci si aspettava, ha fatto storcere non poco il naso agli stessi, che si sono fatti giudici severi delle competenze e delle sensibilità dei membri nominati dal Governo venuto meno all’impegno della rappresentatività.

Per Navarra il cammino di impegno per il territorio e per il Matese continua: la sua immersione politica per il bene comune ha preso il ritmo. Ha scelto di esserci, di metterci del suo, di contribuire… Gli incontri pro-Parco prima e la campagna elettorale dopo hanno acceso il sapore delle partecipazione, in lui e nei cittadini che hanno fatto squadra intorno al suo nome. E la politica che diventa partecipazione, a qualunque colore appartenga, è già un traguardo. Urgente più che mai a fronte delle confermate astensioni dal voto. Ma su questo torneremo in un nuovo articolo.

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