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    Home»Scuola»Piedimonte Matese. La tartufaia dell’Istituto Agrario regala i primi frutti: scoperti gli esemplari di Tuber aestivum
    Scuola Territorio

    Piedimonte Matese. La tartufaia dell’Istituto Agrario regala i primi frutti: scoperti gli esemplari di Tuber aestivum

    Redazione12 Dicembre 2025Nessun commento

    Un ritrovamento simbolico, quello avvenuto l’11 dicembre 2025 tra i filari dell’azienda agraria dell’Istituto Tecnico Agrario Statale “A. S. Coppola” di Piedimonte Matese: alcuni carpofori di Tuber aestivum sono emersi dal suolo della tartufaia sperimentale realizzata nel 2019-2020, confermando la bontà del progetto avviato dalla scuola in collaborazione con Regione Campania ed esperti micologi. Un risultato cercato, atteso, e che oggi premia anni di cura e perseveranza.

    La tartufaia nacque grazie al supporto della dottoressa Agnese Rinaldi, responsabile per la divulgazione scientifica del tartufo in provincia di Caserta, e del dottor Michele Caputo micologo, referente del Consorzio Osservatorio per l’Appennino Meridionale. L’iniziativa proseguì nonostante la pandemia, trovando nella comunità scolastica un punto fermo capace di mantenere vivo l’impegno scientifico.

    “Quello che io vorrei che emergesse”, le parole di Rinaldi al termine della mattinata di studio e di verifica, “è che l’Istituto Agrario in questo caso ha assunto un ruolo ben preciso perché stiamo formando dei giovani tecnici agrari, ragazzi che poi potranno esercitare sul territorio queste competenze”. La prospettiva infatti, in tutta la Regione, è di impiantare un maggior numero di tartufaie, controllate, così come già avvenuto nei primi anni di sperimentazione in cui è stato coinvolto l’Istituto matesino e i vivai regionali del territorio e negli spazi demaniali toccando i comuni di Castello del Matese, Baia e Latina, Valle Agricola, Sant’Angelo d’Alife e Raviscanina. Un’operazione lungimirante, quella della Regione, pensata per dare forma ad un nuovo e più solido comparto economico, dando vita ad un caso unico – frutto di collaborazioni istituzionali –  che tuttavia si è scontrato con atti di vandalismo e sabotaggio da parte di chi sradicando le radici più tenere delle colture ha distrutto per gli altri e per se stesso il principio della coltura.   

    Lo storico Istituto matesino, di fondazione borbonica, da oltre un decennio promuove la conoscenza del patrimonio micologico del Matese, misurandosi già da prima con questa pratica grazie alla collaborazione con l’Associazione Micologica del Matese e al lavoro del professor Gabriele Alberico Rossi, micologo. Mostre micologiche, attività laboratoriali, uscite sul territorio e formazione specialistica contribuiscono a rendere la scuola un riferimento nel settore, grazie anche alla lungimiranza dei dirigenti che si sono succeduti: i professori Nicolino Lombardi, Annamaria Pascale e, oggi, Bernarda De Girolamo.

    La tartufaia sperimentale rientra tra le pratiche professionali del programma di arboricoltura che la Scuola matesina mette a disposizione e rappresenta un modello replicabile per la gestione delle tartufaie naturali e per la valorizzazione dei terreni del Massiccio del Matese, spesso considerati marginali e invece ricchi di potenzialità se accompagnati da cura tecnica e visione imprenditoriale.

    La verifica del grado di micorrizazione, svoltasi l’11 dicembre alla presenza della dottoressa Rinaldi, del dottor Caputo, del professor Rossi, del professor Antonio Landolfi e degli studenti della classe 5ª A, ha restituito un segnale incoraggiante: la comparsa dei primi esemplari di Scorzone, pur fuori dal periodo di raccolta previsto dalla normativa, indica che il processo di integrazione tra ambiente e i pregiati frutti sta procedendo correttamente.

    Un risultato che genera entusiasmo tra docenti, tecnici e collaboratori dell’Istituto, grati alla Dirigente per il supporto alle iniziative, e consapevoli che questo traguardo arricchisce l’offerta formativa con un esempio concreto di ricerca applicata. Una soddisfazione racchiusa nel motto che i protagonisti dell’iniziativa hanno racchiuso nel motto attribuito a Leonardo Da Vinci, “Non chi comincia, ma chi persevera”.

    Tartufi Istituto Agrario Piedimonte Matese (3)
    Tartufi Istituto Agrario Piedimonte Matese (1)
    bernarda de girolamo istituto agrario Laboratorio scolastico Matese Regione Campania studenti Tartufi Tuber aestivum

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