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Uno studio della Banca d’Italia sulle aree interne

Dieci anni dopo: la Strategia nazionale per le aree interne è stata efficace?

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Salvatore Capasso* – Nel mese di dicembre 2025 la Banca d’Italia ha pubblicato uno studio sulle aree interne in lingua inglese (Questioni di Economia e Finanza – Occasional Papers, n. 992), a firma di Michele Mariani. L’articolo valuta l’impatto della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) nel periodo 2014–2023. La SNAI, avviata nel 2014, è una politica territoriale volta a contrastare il declino demografico ed economico delle cosiddette aree periferiche.
Per lo studio è stato utilizzato un approccio difference-in-differences, una metodologia che stima l’effetto di una politica pubblica confrontando, in questo caso, un gruppo di comuni situati nelle aree interne che hanno ricevuto finanziamenti nel periodo di osservazione con un gruppo di comuni che non li hanno ricevuti, pur avendo accesso alle stesse opportunità.
Vale la pena ricordare che i comuni delle aree interne rappresentano oltre la metà del numero totale dei comuni italiani e sono abitati da circa 13 milioni di persone, pari a più del 20% della popolazione nazionale. Si tratta prevalentemente di territori montuosi, classificati come aree rurali. L’85% dei comuni ha una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. Queste aree presentano debolezze strutturali consolidate, tra cui:
– bassi tassi di occupazione;
– limitata attività imprenditoriale;
– livelli relativamente bassi di reddito e ricchezza;
– elevati tassi di spopolamento;
– emigrazione giovanile;
– calo della natalità;
– invecchiamento della popolazione.

Nonostante tali criticità, le aree interne dispongono di importanti risorse materiali e immateriali spesso sottoutilizzate: ricchi contesti ambientali e culturali, risorse naturali, un patrimonio storico di grande valore e forti identità locali, che potrebbero costituire la base per strategie di sviluppo sostenibile.

Sebbene la SNAI sia stata avviata nel 2014, le prime strategie sono state approvate solo nel 2016 e i pagamenti sono iniziati a partire dal 2018. Ad agosto 2024 risultavano definiti e approvati 1.688 progetti, che hanno coinvolto 982 comuni, per un valore complessivo di 410 milioni di euro. Al 2023 erano stati effettivamente erogati 160 milioni di euro a favore di 501 comuni, con un’allocazione media di circa 314.000 euro per comune.

L’analisi si concentra sui comuni situati all’interno delle Aree Progettuali formalmente idonei a ricevere i finanziamenti SNAI ed è basata su diverse fonti informative integrate in un unico dataset a livello comunale.

L’impatto della SNAI sulle dinamiche demografiche e sulle economie locali è stato valutato attraverso quattro variabili:
– popolazione;
– numero di stabilimenti di imprese locali;
– prezzi degli immobili;
– occupazione.

 I risultati 

Popolazione
Non è stato riscontrato alcun aumento significativo della popolazione. Come osserva lo studio, questo risultato è coerente con il fatto che i cambiamenti demografici richiedono tempi lunghi per manifestarsi. Invertire o anche solo mitigare lo spopolamento è particolarmente complesso, poiché implica non solo arrestare l’emigrazione, ma anche agire in un contesto più ampio di calo della fertilità e di contrazione demografica generale.

Imprese locali
La SNAI ha prodotto un effetto positivo e statisticamente significativo, pari a circa il 2%, sulla nascita di nuove imprese locali nei settori dell’industria e delle costruzioni. Non si osservano invece effetti analoghi nei servizi, in particolare nel settore turistico.

Prezzi degli immobili
Non emergono effetti positivi sui prezzi immobiliari, coerentemente con l’assenza di crescita demografica e con il mancato effetto di traino del turismo.

Occupazione
Non si rilevano effetti positivi sul mercato del lavoro. Ciò è attribuibile anche alle caratteristiche strutturali delle aree interne, segnate dalla prevalenza di piccole imprese a conduzione familiare e dalla diffusione di lavoro non regolarizzato.

Considerazioni finali
Pur trattandosi di una valutazione preliminare — alla data di rilevazione solo il 23% dei progetti risultava completato, il 59% era in corso e il 18% non ancora avviato — lo studio mette in evidenza due aspetti cruciali nell’allocazione e nell’efficacia dei fondi: la capacità amministrativa e l’eterogeneità geografica.

In termini semplici, laddove le amministrazioni locali sono più efficienti si registra una maggiore densità di nuove imprese, a conferma del ruolo decisivo della qualità della governance. Questo fenomeno è stato osservato soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, dove i comuni presentano:
– un più elevato livello di specializzazione industriale;
– mercati del lavoro più dinamici;
– maggiore capitale umano;
– una migliore qualità dell’amministrazione locale.

Lo studio conclude che tali caratteristiche hanno probabilmente contribuito all’aumento relativo del numero di imprese locali e che, nella valutazione delle politiche territoriali, è indispensabile tenere conto delle specificità regionali.

Non si tratta dunque di un fallimento totale, ma di una riflessione necessaria. Dopo un iter amministrativo complesso iniziato nel 2014 e con i primi fondi erogati solo dal 2018, a quasi dodici anni dall’avvio della SNAI si intravede una luce molto debole: un incremento di circa il 2% delle imprese locali nei settori dell’industria e delle costruzioni, concentrato prevalentemente nei comuni del Centro-Nord.

La realtà resta amara: il turismo non decolla, la popolazione non cresce e i prezzi degli immobili — indicatore importante dello stato di salute di un territorio — rimangono stagnanti.

Lo studio evidenzia chiaramente che dove le amministrazioni funzionano i risultati arrivano. Ma queste realtà si collocano, ancora una volta, soprattutto al di là della linea del fiume Tronto, che separa le Marche dall’Abruzzo.

Il Sud risulta quindi nuovamente penalizzato, anche rispetto a quei limitati effetti positivi che la SNAI è riuscita finora a produrre.

*Cicloviaggiatore e studioso dell’Appennino. É attualmente impegnato con il progetto di Buon Passo, una ricerca sulle Aree interne dell’Appennino utilizzando la bicicletta. Ripartirà la prossima primavera da Poppi (AR) per Giaveno (CN) per concludere definitivamente il viaggio. Su Instagram il suo percorso e i suoi contributi: @capasso_salvatore

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