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    Home»Chiesa e Diocesi»Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito venire su di lui. Commento al Vangelo domenica 11 gennaio
    Chiesa e Diocesi Commento al Vangelo

    Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito venire su di lui. Commento al Vangelo domenica 11 gennaio

    Redazione9 Gennaio 2026Nessun commento

    di Sorella Michela Arnone
    Comunità Monastica di Ruviano

    Battesimo del Signore – Anno A
    Is 42,1-4.6-7; At 10,34-38; Mt 3,13-17

    Piero della Francesca: “Battesimo di Cristo” (1440-1450) – National Gallery, Londra.

    Con l’Epifania si è compiuto il tempo di Natale e oggi entriamo, con questa prima domenica del tempo ordinario, nel ministero di Gesù. La porta di tale ministero è l’evento del Battesimo, che Matteo, Marco e Luca ci raccontano: il testo di Matteo, che in questo anno A leggiamo, è più lungo e articolato rispetto agli altri due. Comprendiamo, dunque, che ci sono degli elementi importanti sui quali Matteo vuole farci soffermare affinché questo racconto sia anche per noi porta di ingresso nel ministero di Gesù che seguiremo in queste domeniche. Terminata la parte dedicata all’infanzia, con il ritorno in Galilea di Maria e Giuseppe dall’Egitto, il racconto ci fa saltare molti anni conducendoci direttamente a Giovanni Battista adulto che battezza nel fiume Giordano. Il passo che precede il racconto del Battesimo di Gesù è quello con il quale attraversavamo il tempo di Avvento, nella II domenica, riflettendo sulla conversione e sull’apertura della nostra vita all’attesa di Colui che deve venire. Ricordare questo ci aiuta a non vivere i tempi liturgici come compartimenti stagni che hanno pochi contatti tra di loro: l’eredità del tempo di Avvento e Natale appena vissuto va portato con noi, per attraversare da persone nuove il racconto eterno del Figlio di Dio che con la sua vita ci salva! Così, ogni domenica di questo tempo ordinario, va vissuta sia nell’oggi che nella continua attesa, nella consapevolezza che Colui che è venuto e ha obbedito al progetto del Padre, verrà alla fine della storia: a Lui volgiamo lo sguardo! Colui che verrà è colui che un giorno ha voluto farsi battezzare da Giovanni, anche se poteva non essercene bisogno… Giovanni ci aveva parlato di un doppio battesimo, il suo e quello di colui che sarebbe venuto dopo di lui, un battesimo nello Spirito. Il battesimo di Giovanni, allora, è “solo una preparazione”, per la conversione dei peccati. Nessun lettore del racconto si aspetterebbe che colui che viene dopo, quello al quale Giovanni sta preparando il cuore degli uomini, sarebbe voluto passare egli stesso per il battesimo di Giovanni. Eppure, è esattamente questo che avviene. Gesù adulto compare per la prima volta nel racconto di Matteo proprio mentre va da Giovanni per farsi battezzare; a causa della perplessità di Giovanni, qui ci sono anche le prime parole che Gesù pronuncia, esse toccano due temi collegati tra loro molto cari a Matteo: il compimento e la giustizia.

    «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». In tutto il suo Vangelo Matteo cercherà di mostrare come Gesù sia il punto di arrivo della Scrittura e come il suo vivere e il suo operare portano a pienezza ciò che è stato promesso, dunque lo compiono. La giustizia, così, è quella di chi obbedisce a Dio e al suo progetto; allora, tutte le cose vanno al loro posto… La frase di Gesù a Giovanni non si comprende, però, se si legge la giustizia solo come l’adempiere alla Torah: nessuna prescrizione dice di farsi battezzare da Giovanni, ovviamente. Tante sono le spiegazioni date a questa necessità di Gesù di passare per Giovanni; per esempio, leggere il battesimo come segno del prendere su di sé i peccati, per Gesù che è senza peccato! Tra tante altre letture significative, possiamo anche guardare al fatto che il Battesimo è legato al mistero dell’incarnazione: Dio ha scelto di scendere e prendere la natura umana, quando poteva salvarci in altri modi. “Non era necessario”… eppure, il figlio eterno di Dio ha obbedito al Padre e ha accolto di farsi carne. Però, da uomo, questa che ascoltiamo oggi è la prima scelta diretta di Gesù: da uomo, appunto, qui Egli conferma la sua volontà di scendere nell’abisso della fragilità della carne degli uomini, conferma l’obbedienza all’incarnazione! È questa la via che Dio ha scelto per la salvezza e Colui nel cui nome c’è salvezza, Gesù, oggi accoglie che sia questa la via e scende nel Giordano. Dalla sua obbedienza, il battesimo di Giovanni che sarebbe stato nell’acqua, diventa battesimo nello Spirito! Gesù ha avuto ragione, era necessario compiere ogni giustizia. Così quel battesimo nel fuoco che Giovanni aveva annunciato nasce lì, tra le sue mani, ma nell’obbedienza di Gesù! Gesù donerà lo Spirito agli uomini, ma prima di tutto a lui viene donato!

    E così si aprono i cieli: immagine forte, apocalittica, che corrisponde all’attesa dell’intervenire di Dio nella storia, del suo entrare e riportare la giustizia. Ed ecco che quella voce, che probabilmente sente solo Gesù, con l’inizio di Isaia 42 che Matteo usa, indica Gesù come il compiacimento di Dio Padre. Lui è il Figlio, l’amato, questa la prima grande rivelazione, a Gesù e ai lettori, che già sapevano dal racconto dell’infanzia l’unicità di questo uomo, ma che ora lo sentono dalla voce del Padre. E poi, questa stessa voce esprime la gioia di Dio, che si compiace in Gesù; Dio Padre si compiace e gioisce dell’accoglienza che Gesù opera nei confronti dell’incredibile percorso dell’incarnazione, ora liberamente scelta da uomo adulto e libero. Quanto è forte il volto di Dio che questo passo ci racconta! Un Dio che gioisce… troppe volte nella Scrittura i profeti hanno dovuto raccontare della sofferenza di Dio per l’uomo che sceglie le vie sbagliate, che non sceglie Dio, che “si prepara strumenti di morte” (Sal 7,13). E invece qui, finalmente, Dio gioisce: Egli che è la vita e che desidera ardentemente la vita per noi, gioisce perché il Suo Figlio sta finalmente aprendo a noi uomini la via della salvezza. E nella gioia di Dio, ride il creato e trova la sua pienezza. Anche noi, di fronte a questa gioia di Dio e all’obbedienza di Gesù, possiamo chiederci quanto siamo gioia per Dio, portando al vero compimento la nostra libertà; o quanto, invece, ci uniamo alla schiera di coloro che non scelgono le sue vie e per i quali i profeti devono ancora cantare a nome di Dio il suo dolore!

    Battesimo del Signore bibbia chiesa cattolica Commento al Vangelo fede Parola di Dio Sacra Scrittura

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