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    Home»Attualità»Intelligenza artificiale e giocattoli tecnologici: pupazzi che parlano senza alcun filtro
    Attualità

    Intelligenza artificiale e giocattoli tecnologici: pupazzi che parlano senza alcun filtro

    Redazione13 Gennaio 2026Nessun commento

    Andrea Ciucci – In occasione del Natale appena festeggiato, gli italiani hanno speso circa 3 miliardi di euro in giocattoli regalo, un terzo degli stimati 8-10 miliardi destinati a tutti i regali. Se il regalo tecnologico è una costante sugli scaffali, già da molti anni, la vera novità è, naturalmente, l’intelligenza artificiale. Sistemi più o meno raffinati sono stati inseriti in bambole e orsetti, dedicati anche a bambini sotto i tre anni. Quello che una volta era la bambola parlante, che emetteva tre o quattro parole con una voce gracchiante, ora è un pupazzo con una chatbot che dialoga fluentemente di qualunque argomento e in qualunque lingua del mondo. Si stima che nei prossimi dieci anni il mercato dei giocattoli con l’intelligenza artificiale varrà da solo 10 miliardi di dollari.

    Uno studio dell’organizzazione no profit americana Project Liberty, ha voluto verificare questi giocattoli, facendo scoperte sorprendenti. Alcuni di questi giocattoli non hanno alcun filtro che adegua la conversazione a utilizzatori quali bambini piccoli e piccolissimi: non ci è voluto molto per avere un dialogo con questo bellissimo pupazzetto sui diversi gusti sessuali delle persone. Qualche giocattolo invia sullo smartphone dei genitori la registrazione del dialogo: un buon inizio ma forse non sufficiente. Altri giocattoli invece sono risultati molto filtrati: a una domanda su Taiwan, un pupazzo prodotto in Cina ha risposto, senza dubbio alcuno, che l’isola fa a tutti gli effetti parte della Repubblica Popolare cinese. Qualcuno vende questi giocattoli come educativi, talvolta dovremmo definirli indottrinanti. I modelli migliori hanno anche una video camera: l’interazione con il bambino è più immersiva. Ma se non la si spegne, cosa succede? Una telecamera connessa alla rete perennemente accesa nella cameretta del bambino. È ciò che vogliamo? In realtà, questi difetti sono tutti facilmente superabili con qualche accortezza e acquistando oggetti sottoposte alle rigide regole europee che ci sono e che, probabilmente, dovremo adattare nel futuro alle nuove tecnologie.

    Quello che più invece colpisce è il fatto che il salto di qualità del giocattolo parlante, che ormai interagisce con il bambino in modo molto naturale, può diventare un vero e proprio compagno di giochi e di vita, con un coinvolgimento emotivo mai visto prima. Anche in passato qualcuno si affezionava alla bambola, ma non c’era alcun dubbio che la bambola fosse un oggetto ben diverso da noi. Se a questa situazione associamo il fatto che, per eccellenza, questo gioco non richiede un particolare controllo dei genitori, l’esito può essere davvero problematico. Avremo giocattoli che sostituiscono il fratellino o la sorellina, ormai quasi completamente scomparsi nell’era del figlio unico? Cosa fare davanti a questo scenario? Lo psichiatra francese Serge Tisseron raccomandava nessuno dispositivo digitale prima dei tre anni; il suggerimento diventa ancor più saggio con l’avvento di questa nuova generazione di giocattoli ipertecnologici. Non compriamoli, non regaliamoli, non accettiamoli tra i regali. È semplice: basta spiegarlo ai parenti e accordarsi tra genitori.

    Dopo i tre anni, quando ha senso iniziare una iniziazione del bambino al digitale, si potranno acquistare quei giocattoli che offrono rigide garanzie di sicurezza e un facile e potente sistema di controllo gestito dai genitori. Poi però portateli alle giostre del parco e fate giocare i piccoli con altri bambini loro coetanei. Prenderanno qualche raffreddore in più, magari si picchieranno pure, certamente si sporcheranno molto. Ma avranno iniziato a imparare l’arte complessa e affascinante dello stare insieme tra umani. L’orsacchiotto sorridente, che ti spiega la fisica quantistica meglio di Einstein, questo proprio non lo può fare.

    Fonte SIR

    etica giocattoli parlanti giocattoli tecnologici intelligenza artificiale

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