
La festa di Sant’Antonio Abate, la cui memoria liturgica viene celebrata il 17 gennaio, ogni anno risveglia presso le comunità usi e tradizioni dal sapore nostrano. Al Santo eremita, vissuto in Egitto tra il 250 e il 356 d.C. e considerato fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati, sono legati aneddoti e storie che rendono la sua immagine straordinariamente suggestiva come dimostrano i diversi riti locali che ne suggellano le virtù spirituali e le sue proprietà taumaturgiche.

Particolarmente devota al culto di “Sant’Antuono”, come popolarmente viene chiamato, è la parrocchia di Ave Gratia Plena in Piedimonte Matese, guidata da don Armando Visone, nel cui territorio sorge una chiesetta intitolata al Santo anacoreta. Proprio qui, nell’angusto tempio che porta il Suo nome, da mercoledì 14 e fino a venerdì 16 gennaio, si terrà la preghiera del Triduo, alle ore 17.30, cui seguirà la celebrazione della Santa Messa.
Sabato 17 gennaio, memoria di Sant’Antonio Abate, nella Cappella di Don Bosco presso i Salesiani, la comunità si ritroverà alle 18.00 per partecipare al Rosario e successivamente alla Santa Messa. Al termine della funzione religiosa, si procederà alla tradizionale benedizione degli animali domestici, che viene praticata in diverse parrocchie italiane e chiese in quanto rievoca uno dei patronati attribuiti al Santo.
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