“Non c’è strada nella comunità cristiana che non sia quella del servizio”, le parole del vescovo Giacomo Cirulli hanno accompagnato l’intera celebrazione eucaristica domenica 18 gennaio nella chiesa di Santa Croce a Castello del Matese presentando alla comunità locale il nuovo parroco, don Angelo Salerno. Il sacerdote, che svolge il suo ministero nel vicino centro di San Gregorio Matese, da ieri è ufficialmente investito di un’ulteriore responsabilità nella vicina comunità di Castello in cui il predecessore don Antonio Rinaldi ha svolto un lungo ministero durato ben 23 anni e che lascia per raggiunti limiti di età dopo aver affidato alle mani del Vescovo una lettera in cui a lui rimetteva le decisioni sul futuro della parrocchia: un gesto che ordinariamente spetta ad ogni sacerdote al compimento dei 75 anni di età con cui restituisce al Vescovo incarichi e responsabilità che ogni Pastore, nella logica della continuità, sceglie di affidare ad altri.
Chiesa gremita dai fedeli di entrambe le comunità; presenti autorità civili e militari (i sindaci di Castello Salvatore Montone e di San Gregorio Giuseppe Mallardo; il Comandante dei Carabinieri della locale stazione Giovanni Orsino; il comandante dei Vigili Urbani di San Gregorio Italo Ciallella); diversi sacerdoti tra cui il vicario generale don Luigi De Rosa; bambini e adulti; le corali parrocchiali dei due piccoli centri che insieme hanno animato la liturgia; ma anche gli amici del nuovo parroco che gli si sono stretti in un momento così significativo per la sua vita e per quella nuova famiglia che l’accoglie.
Il sacerdote, servo sul modello di Cristo
In questa logica, di una relazione fondata sull’annuncio e l’ascolto della Parola di Dio, Mons. Giacomo Cirulli ha parlato nell’omelia e al termine della Messa: l’Agnello di Dio mostrato da Giovanni Battista, al centro della scena evangelica della II domenica del tempo ordinario, è stata la misura che il Vescovo ha proposto, il modello di servo che salva l’umanità attraverso il dono di se stesso: “Gesù è l’agnello, colui che avrebbe offerto la sua vita e la liberazione dal potere della morte, dal peccato, dalla separazione da Dio. Questa è la sua missione attraverso il dono di sé stesso. Per noi cristiani riflettere su questo è comprendere il modo di agire di Dio nei nostri confronti, la strada che egli sceglie ed indica a ciascuno di noi”, così il Pastore. “Il cristiano sa che la propria vita è disponibilità a servire nella concretezza di ogni giorno, ciascuno secondo la propria chiamata. Così come oggi è chiesto a questo nostro sacerdote”.
Pregare gli uni per gli altri: la forza della Comunità
Accompagnarne la missione di don Angelo con la preghiera; manifestare vicinanza non solo nella partecipazione e nella collaborazione alla vita della parrocchia ma invocare ogni giorno per lui la misericordia di Dio, il dono dello Spirito che suggerisce e guida: questo Mons. Cirulli ha chiesto ai presenti, di “pregare gli uni per gli altri” ricordando in modo particolare don Antonio Rinaldi e la sua vita interamente spesa per il Vangelo e per la vita della Chiesa diocesana di Alife-Caiazzo attraverso le responsabilità che ha ricoperto come collaboratore dei vescovi e come parroco. “La preghiera è anche il nostro modo per dire ‘grazie’, per essere riconoscenti di quanto abbiamo ricevuto da lui”, mons. Cirulli.
Una vita per la Chiesa
Ma don Antonio resta nella sua Castello, la comunità in cui è nato e ha mosso i primi passi alla sequela del Vangelo; oggi, senza la responsabilità di dover guidare la parrocchia, se ne fa collaboratore come lui stesso ha manifestato al termine della Celebrazione, soprattutto donando tempo e competenze per la cura del canto liturgico. Accanto a lui domenica c’era l’amico e il compaesano sacerdote don Salvatore Zappulo che dopo le dimissioni dagli incarichi parrocchiali, da dieci anni fa si è ritirato nella comunità di origine condividendo con don Antonio il servizio alla parrocchia. Entrambi, esempi luminosi di dedizione, di annuncio della Parola di Dio, di carità nei gesti e nelle parole anche quando il peso degli anni ha presentato il suo conto. “Una presenza preziosa per tutti noi”, così don Angelo Salerno al termine della Celebrazione, “Sieti i saggi di questa comunità; alla vostra esperienza e al vostro entusiasmo sentiamo il bisogno di attingere e di nutrirci”; parole a cui ha aggiunto il ringraziamento a coloro che hanno collaborato alla riuscita della celebrazione; l’augurio ad essere famiglia che collabora fondando sull’unità, il dialogo, la preghiera e il rispetto ogni azione e ogni scelta finalizzata alla crescita comune.
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Verso un nuovo tempo di crescita spirituale
Diversi i riti della presa di possesso canonico che ieri sera ha visto protagonista don Angelo: il rinnovo delle promesse sacerdotali che ha rivolto personalmente al Vescovo, la presentazione del nuovo parroco e la lettura della Nomina da parte del cancelliere vescovile; il sacerdote invitato dal Vescovo ha preso posto alla sede (cattedra), gesto che ha simboleggiato l’inizio del suo ministero pastorale alla guida della parrocchia di Santa Croce; poi – come nelle migliori ricorrenze – l’offerta di un dono da parte della comunità locale sia a don Angelo che a don Antonio Rinaldi; ultimo atto dei riti dell’ingresso del nuovo parroco, ma quello che formalizza quanto accaduto, è stata la firma di alcuni testimoni al verbale letto dal cancelliere vescovile. In chiusura, da parte di Mons. Cirulli l’augurio ai presenti “di un nuovo tempo di crescita spirituale”.
Al termine della messa tutti i presenti hanno preso parte ad un buffet offerto dal Comune di Castello del Matese: in tanti, nonostante il freddo, si sono portati in una struttura dell’ente per trascorrere insieme un breve tempo in compagnia.
