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Club Alpino Italiano. I vertici regionali a Piedimonte Matese. Sarà la “prima” per la presidente matesina Loredana Loffredo

Sabato 24 gennaio la presentazione delle attività del CAI della Campania; da Loredana Loffredo, presidente del CAI Piedimonte Matese, l'impegno a "guardare al futuro con rispetto, educazione e senso di responsabilità per quanto è stato realizzato nel corso di questi anni"

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Sarà Piedimonte Matese, ai piedi del massiccio del Matese, nel cuore del nascente Parco Nazionale del Matese, ad ospitare il 24 gennaio la presentazione delle attività del Club Alpino Italiano della Regione Campania per il nuovo anno.

L’incontro in programma dalle 9.40 presso l’Auditorium comunale Sveva Sanseverino, organizzato dalla Commissione Regionale Escursionismo, rappresenterà un momento di confronto e programmazione per le sezioni campane del CAI. Il calendario delle iniziative spazierà dall’escursionismo all’alpinismo, dalla formazione tecnica e culturale alle azioni di tutela ambientale, sulla sicurezza in montagna e sulla prevenzione dei rischi (la locandina).

A fare gli onori di casa Loredana Loffredo presidente del CAI-Sezione di Piedimonte Matese, in carica da marzo 2025 quindi alla sua prima programmazione della nuova stagione di attività dopo aver raccolto il testimone alla guida del locale Club da Franco Panella, volto simbolo dell’associazionismo locale e in particolare di quello ispirato alla cultura della montagna.

“Raccolgo la passione, l’amore per la propria terra, per la montagna, che spingeva il Conte Antonio Filangieri di Candida Gonzaga a fondare nel 1946 a Piedimonte Matese, una sottosezione del Cai Napoli, col nome di “Scarponi del Matese” le parole di Loffredo alla vigilia dell’evento regionale; ricorda i primi passi della sezione matesina del CAI, rifondata l’11 ottobre del 1990 come Sottosezione di Napoli divenendo poi Sezione di Piedimonte Matese nel 1999 con i Presidenti Giulia D’Angerio, Carlo Pastore, Franco Panella, Ugo Iannitti. “Da tutti loro eredito progetti, idee, condivisione e amore per il territorio, che mi spingono a guardare al futuro con rispetto, educazione e senso di responsabilità per quanto è stato realizzato nel corso di questi anni”.

Alla giornata del 24 gennaio prenderanno parte anche i rappresentanti del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), che offriranno approfondimenti sui temi della sicurezza nelle attività in ambiente montano. Interverranno inoltre i componenti del Comitato Scientifico e della Commissione Medica regionale, con contributi dedicati alla ricerca, alla conoscenza del territorio e alla salute dei frequentatori della montagna.
La scelta di Piedimonte Matese come sede dell’evento (la prima volta la città ospitò l’appuntamento regionale nel 2016) si inserisce nel percorso di istituzione del Parco Nazionale del Matese e sottolinea l’impegno del Club Alpino Italiano nella promozione di una fruizione consapevole e sostenibile della montagna, nel rispetto dell’ambiente e dei suoi equilibri naturali.

A questa filosofia si ispira la considerazione di Loffredo sul rapporto tra uomo e montagna nel territorio matesino di abbiamo chiesto un commento: “Il rapporto tra uomo e montagna necessita di essere rivisitato; restiamo ancora lontani e distanti dalla bellezza dei luoghi, dal concetto di origini e radici delle nostre aree”, fondamentale per la presidente del CAI “una sempre maggiore conoscenza del proprio territorio” e l’invito a ciascuno, in particolare a chi promuove e vive la montagna “ad essere parte attiva per il rispetto e per la cura ambientale”.

 Loffreda si racconta: i primi passi con il CAI Torino 
Le responsabilità alla guida del CAI, l’impegno a programmare le future attività dell’associazione, la custodia di una eredità storica importante poggiano su una pregressa esperienza nel CAI che Loredana Loffreda matura a partire dal 2008  quando giunge a Torino per motivi di lavoro, dunque nella città dove nel 1863 era nato il Club Alpino Italiano per volontà di Quintino Sella. Di quella primissima esperienza traccia un dettagliato ricordo: “Il CAI diventa parte di me nelle giornate soleggiate trascorse al Parco del Valentino, là dove nel 1863 venne fondato il Club Alpino Italiano; oppure quando, nelle giornate terse, alzando lo sguardo potevo scorgere la sagoma inconfondibile del Re di Pietra, un po’ come Henriette d’Angeville che da Ginevra vedeva il Monte Bianco, e fu così ispirata a scalarlo nel 1838 diventando la seconda donna in assoluto e la prima a farlo con le proprie forze, guadagnandosi il soprannome di “Fidanzata del Monte Bianco”.

Idee e sensazioni che per Loredana Loffredo si tramutano in impegno, nella scelta di prendere parte ad una esperienza per la montagna; e aggiunge: Col tempo compresi che quel richiamo non era soltanto contemplazione, ma desiderio di appartenenza. Il CAI divenne così il luogo naturale in cui far convergere la passione per la montagna, il rispetto per il suo ambiente e il valore della condivisione. Così, il Re di Pietra e il Re delle Alpi sono diventati parte di me: non più soltanto cime da ammirare da lontano, ma da vivere e comprendere”.

Tornata nella sua Alife, la passione per le vette e il paesaggio non sono venute meno ma sono diventate fedeltà ad un impegno, rafforzato senso di appartenenza alla famiglia del Club Alpino Italiano.

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