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    Home»Attualità»Ci protegga la memoria
    Attualità Editoriali Territorio

    Ci protegga la memoria

    Grazia Biasi28 Gennaio 2026Nessun commento

    Ho visto un anticipo di primavera. Non è raro in queste settimane ancora tutte invernali, ma aveva un profumo diverso. La fioritura generosa di creatività, di disponibile ascolto, di curiosità negli occhi di bambini e giovani, alunni di alcuni Istituti scolastici, in occasione di due eventi di “memoria”, di difficile e pesante memoria. E poi il loro dolore, il dolore giovane, un po’ fanciullo, che prende forma attraverso le parole, per nulla distanti e distratte, nel commentare le barbarie della Storia contro l’umanità, dell’uomo contro un altro uomo.

    Il primo appuntamento è stato a Caiazzo, sabato 24 gennaio, nella memoria di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti; occasione per ricordare l’eccidio nazista di Monte Carmignano, la frazione di Caiazzo dove il 13 ottobre 1943 un commando guidato dall’Ufficiale delle SS Emden, sparò su 22 civili inermi (uomini, donne e bambini); e l’altro evento, la Liberazione dell’Italia di cui ad aprile scorso si sono celebrati gli 80 anni, oggetto, di un concorso promosso dalle associazioni locali Monte Carmignano per l’Europa e Associazione Storica del Caiatino a cui hanno partecipato 276 alunni degli istituti Comprensivo di Alvignano; Comprensivo Moro-Pascoli di Casagiove; Liceo Giannone con la sezione staccata di Caiazzo; Industriale Mattei di Caserta. Il secondo appuntamento è stato a Piedimonte Matese il 27 gennaio, Giorno della Memoria, nell’anniversario dell’entrata dell’Armata Rossa nel campo di Concentramento di Auschwitz e la scoperta concreta di quanto vi era accaduto. Anche in questo caso grande partecipazione. “Rileggere la Shoah. E adesso sono nel vento”, l’evento promosso dal Comune di Piedimonte per le scuole cittadine che compatte hanno partecipato da protagoniste con una rappresentanza di studenti che ha sfiorato le 150 presenze: l’Istituto Comprensivo Matese; il Liceo Statale Galilei; l’ISISS (Agrario,  Alberghiero, Industriale); l’ISS De Franchis.
    13 ottobre e 27 gennaio, date spartiacque per l’Europa, per il mondo, per le comunità locali; eventi che segnano un prima di orrore e un dopo di pace e di impegni fino ad arrivare ai nostri giorni.

     

    Gerusalemme, Yad Vashem, il monumento alla memoria della Shoah. Il pavimento della Sala della Memoria e le incisioni di 21 campi della Shoah La Scuola controcorrente 
    Alunni, studenti, docenti e dirigenti scolastici fuori dal coro, perché parlare di pace resta una condizione controcorrente; il lavoro di approfondimento condotto in classe, in piccoli o grandi gruppi di lavoro e poi reso concreto attraverso forme espressive di vario genere (poesia, musica, grafica, cinema, testi…) ha manifestato una chiara presa di posizione: nessuno ha rinunciato ad esprimersi, a prendere una posizione. Un valore che si somma a quelli proclamati nelle due giornate di memoria, perché oggi, lo capiamo ogni giorno, sono sempre meno coloro che prendono una chiara e robusta posizione per la pace.Le ragioni? Troppo riduttivo riassumerle così, ma io a tutti loro, curiosi di conoscere la risposta alla domanda l’ho spiegato solo in due righe: “Perché la pace costa fatica del dialogo, di un passo indietro, di scomparire un po’ per lasciare posto ai diritti di altri uomini; perché comporta la rinuncia di qualche privilegio. Di fronte a questa scelta, scegliamo di cambiare strada, spesso fuggendo addirittura. La Pace, sempre meno citata e vissuta 
    Sono sempre meno le persone coraggiose nel prendere in mano le parole dialogo e pace e farne un’esperienza concreta. Quasi quasi, (lo confermano i dati statistici sull’uso delle parole nel lessico comune ed istituzionale) la parola pace trova sempre meno scenari o contesti in cui essere pronunciata, e nel farlo si corre il rischio di suscitare addirittura disagio. Papa Leone, nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2026, va dritto alla questione; dipinge con chiare linee tutto questo: “Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Sembrano mancare le idee giuste, le frasi soppesate, la capacità di dire che la pace è vicina. Se la pace non è una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare, l’aggressività si diffonde nella vita domestica e in quella pubblica. Nel rapporto fra cittadini e governanti si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze”. Aggiunge il Pontefice in chiusura di questa analisi: “Molto al di là del principio di legittima difesa, sul piano politico tale logica contrappositiva è il dato più attuale in una destabilizzazione planetaria che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticità e imprevedibilità”.

     Pensieri che edificano 
    L’hanno definita frustrazione, gli studenti dell’Agrario di Piedimonte Matese, la logica della sopraffazione spregiudicata a cui assistono da tv e social e sembra essere l’ininterrotto leitmotiv di odio dalla Shoah ai nostri giorni: “In un mondo come il nostro, pieno di povertà, rabbia e ingiustizie, può essere facile riversare la propria frustrazione su chi è diverso da noi, specialmente quando anche i potenti della Terra fanno sembrare lecito discriminare qualcuno in base a etnia, orientamento sessuale, religione, disabilità”.

    “La Scuola, ambito privilegiato per la formazione alla cittadinanza, ai valori della tolleranza e dell’accoglienza, al senso critico e al giudizio” il commento in apertura dell’evento piedimontese da parte della prof.ssa Bernarda De Girolamo, nel duplice veste di dirigente scolastico e assessore comunale, ma anche ambiente di esercizio delle relazioni in cui si scopre il bisogno intrinseco di ogni diversità, di tutto ciò che si aggiunge al proprio bagaglio o da esso si dona agli altri.

    Due appuntamenti, quello di Caiazzo e quello di Piedimonte coniugati al presente perché l’oggi si impone come il contesto da pacificare; non più il futuro l’orizzonte da costruire ma questo presente poggiato su fragili fondamenta sociali e politiche che i più giovani stanno ad osservare e da cui dovrebbero attingere ispirazione, idee, visioni. “Un presente affamato di amore e di saggezza”, così è stato tratteggiato nelle riflessioni che seppur diverse hanno trovato ritmicamente elementi comuni.

    C’erano disegni, c’erano poesie, il suono dei violini, citazioni storiche e letterarie, dei plastici, cartelloni e manifesti esposti; abbiamo aperto la valigia della memoria ed esplorato il suo prezioso contenuto: c’era su tutto il bisogno di rinfocolare il valore della memoria, perché come hanno detto i più piccoli “La memoria ci protegge” e come qualche adulto ha aggiunto, “essa ci interpella tutti, nessuno escluso, a scelte importanti”.

    La conclusione, spontanea e senza calcolo, viene da Dea, una giovanissima alunna dell’IC Matese, Dea, ha ricordato a coetanei ed adulti presenti all’evento matesino, che la memoria non è questione di date e ricorrenze, ma impegno quotidiano. Che la primavera continui la sua generosa fioritura di valori, e la memoria ci protegga.

    Caiazzo
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    Piedimonte Matese
    Piedimonte Matese
    Piedimonte Matese
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    Piedimonte Matese
    Piedimonte Matese
    Piedimonte Matese
    Piedimonte Matese
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