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    Home»Chiesa e Diocesi»Leone XIV: “costruire una nuova unità del continente europeo”
    Chiesa e Diocesi Papa Leone XIV

    Leone XIV: “costruire una nuova unità del continente europeo”

    Redazione11 Febbraio 2026Nessun commento
    Costruire “una nuova unità del continente europeo, per superare tensioni, divisioni e antagonismi, religiosi e politici”.

    E’ l’appello di Leone XIV, durante i saluti ai fedeli polacchi in Aula Paolo VI, oggi gremitissima di fedeli, tanto che molti di loro hanno trovato posto solo in piedi, nell’atrio dell’Aula, appositamente transennato, lungo il quale il Papa si è fermato a salutarli, prima di fare la stessa cosa, come di consueto, concedendosi all’abbraccio dei 7mila fedeli posizionati all’interno. Dopo aver percorso il corridoio centrale, Leone ha salito i gradini che lo conducono verso il palco e prima di cominciare la catechesi ha acceso una candela davanti alla statua della Madonna di Lourdes, nella Giornata mondiale del malato, soffermandosi in preghiera e cantando l’Ave Maria.

    “Al termine dell’udienza mi recherò alla grotta di Lourdes nei Giardini vaticani – ha poi annunciato al termine dell’appuntamento del mercoledì – e accenderò un cero, segno della mia preghiera per tutti gli ammalati, che oggi, Giornata Mondiale del Malato, ricordiamo con particolare affetto”.

    Papa Leone all'udienza generale del 11 febbraio 2026.
    Foto Calvarese/SIR

    “La Chiesa non smette mai di riflettere sul valore delle Sacre Scritture”, che sono il suo “habitat”, l’esordio della catechesi, durante la quale il Papa ha continuato la riflessione sulla Dei Verbum, soffermandosi in particolare sul “legame profondo e vitale che esiste tra la Parola di Dio e la Chiesa”, a partire dal Concilio. “Nella comunità ecclesiale la Scrittura trova l’ambito in cui svolgere il suo compito peculiare e raggiungere il suo fine: far conoscere Cristo e aprire al dialogo con Dio”, ha spiegato Leone XIV, che sulla scorta di San Girolamo ha ribadito che “l’ignoranza della Scrittura – infatti – è ignoranza di Cristo”. Lo scopo ultimo della lettura e della meditazione della Scrittura è infatti “conoscere Cristo e, attraverso di lui, entrare in rapporto con Dio, rapporto che può essere inteso come una conversazione, un dialogo. E la Costituzione Dei Verbum ci ha presentato la Rivelazione proprio come un dialogo, nel quale Dio parla agli uomini come ad amici. Questo avviene quando leggiamo la Bibbia in atteggiamento interiore di preghiera: allora Dio ci viene incontro ed entra in conversazione con noi”.

    “La Sacra Scrittura, affidata alla Chiesa e da essa custodita e spiegata, svolge un ruolo attivo: con la sua efficacia e potenza dà sostegno e vigore alla comunità cristiana”, ha affermato Leone, che ha rivolto un appello preciso: “Tutti i fedeli sono chiamati ad abbeverarsi a questa fonte, anzitutto nella celebrazione dell’Eucaristia e degli altri Sacramenti”. Secondo il Papa, infatti, “l’amore per le Sacre Scritture e la familiarità con esse devono guidare chi svolge il ministero della Parola: vescovi, presbiteri, diaconi, catechisti. Prezioso è il lavoro degli esegeti e di quanti praticano le scienze bibliche; e centrale è il posto della Scrittura per la teologia, che trova nella Parola di Dio il suo fondamento e la sua anima”.

    “Viviamo circondati da tante parole, ma quante di queste sono vuote!”, ha esclamato il Pontefice: “A volte ascoltiamo anche parole sagge, che però non toccano il nostro destino ultimo”, il monito: “La Parola di Dio, invece, viene incontro alla nostra sete di significato, di verità sulla nostra vita. E’ l’unica Parola sempre nuova: rivelandoci il mistero di Dio è inesauribile, non cessa mai di offrire le sue ricchezze”. “Ciò che la Chiesa ardentemente desidera è che la Parola di Dio possa raggiungere ogni suo membro e nutrirne il cammino di fede”, ha ricordato il Papa: “Ma la Parola di Dio spinge la Chiesa anche al di là di sé stessa, la apre continuamente alla missione verso tutti”. “Vivendo nella Chiesa si impara che la Sacra Scrittura è totalmente relativa a Gesù Cristo, e si sperimenta che questa è la ragione profonda del suo valore e della sua potenza”, ha concluso Leone: “Cristo è la Parola vivente del Padre, il Verbo di Dio fatto carne. Tutte le Scritture annunciano la sua Persona e la sua presenza che salva, per ognuno di noi e per l’intera umanità. Apriamo dunque il cuore e la mente ad accogliere questo dono, alla scuola di Maria, Madre della Chiesa”.

    M. Michela Nicolais, SIR 

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