Due giornate dedicate ai detenuti della Casa di Reclusione maschile “G. B. Novelli” di Carinola; due giorni di preghiera per tutti loro, per chi lavora in mezzo a loro e per esprimere un gesto di carità nei confronti di uomini che nella condizione della loro pena vivono un tempo di solitudine, di dramma interiore, di povertà. All’inizio della Quaresima, come segno concreto di vicinanza, la Pastorale carceraria interdiocesana in collaborazione con le Caritas, e in accordo con la Direzione del Carcere, promuove le Giornate di Preghiera per il Carcere. Il primo appuntamento è per sabato 21 febbraio presso la Casa Circondariale dove il vescovo Giacomo Cirulli si recherà per la celebrazione della Messa, appuntamento ormai consueto nei tempi forti dell’anno liturgico; domenica 22 febbraio invece saranno protagoniste le comunità parrocchiali di tutto l’alto casertano chiamate a donare biancheria intima da uomo da destinare a coloro che in carcere ne hanno più bisogno: si tratta di quei detenuti privi di ogni contatto con la realtà esterna, senza il supporto di famiglie o provenienti da famiglie che vivono in condizioni di estrema povertà.
Rivestire di dignità
Ero nudo e mi avete vestito: nelle parole di Cristo che si riconosce amato dagli uomini capaci di esprimere sostegno e vicinanza, ci sono già le parole di gratitudine di coloro che potranno scartare un piccolo dono e rivestirsi di dignità nel sentirsi “pensati”, riconosciuti nella loro condizione di uomini bisognosi di attenzioni. Dal carcere di Carinola viene la richiesta di maglieria intima (estiva ed invernale), slip, boxer, calzini (cotone o spugna) che all’interno della struttura il personale provvederà ad assegnare a seconda delle esigenze.
Un impegno che si allarga
Si tratta di un servizio che le Caritas di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca già offrono agli ospiti della struttura: negli ultimi anni abbiamo più volte raccontato del dono di calzature ed abbigliamento consegnato al Carcere affinché si provveda alle necessità; questa volta ad afferrare la mano che chiede aiuto ci saranno giovani, uomini e donne delle parrocchie invitati ad alzare lo sguardo oltre il proprio spazio ed idealmente ad incrociare tra le sbarre del carcere gli occhi – talvolta bassi – di chi è in attesa di conoscere il senso più autentico della vita.
