Si cerca ininterrottamente da 6 giorni, da domenica 15 febbraio, quando i familiari hanno lanciato l’allarme sulla scomparsa dell’uomo. Massimiliano Ferraiuolo, 54 anni, originario di Calvisi, frazione di Gioia Sannitica, con sindrome bipolare, si è allontanato da casa nella mattinata, indossando solo il pigiama; nessun effetto personale con sé. E nessuna traccia dell’uomo a distanza di alcuni giorni dall’accaduto.
Sulle sue tracce Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari mobilitati dall’Amministrazione Comunale e in particolare gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico esperti delle ricerche in territori impervi, e in questo caso, i boschi.
Si sono concentrate infatti su Monte Sant’Angiolillo, primo fronte del Matese, le ricerche dell’uomo sia con l’ausilio di cani molecolari che con strumenti di rilevazione termica ma nessun risultato fino ad oggi: di lui né i droni né i cani riescono a percepire alcuna presenza: il fiuto degli animali ne ha rilevato le tracce solo nel centro abitato, poi più nulla. In forze alle squadre di ricerca ci sono moderni sistemi con radiocomandati per visionare dall’alto il territorio ma anche sistemi di rilevamento topografico; in aggiunta una squadra di sommozzatori esperti ha preso in esame ben 5 pozzi della zona ma anche in questo caso nessuna traccia dell’uomo mentre il lavoro successivo è quello di prendere in esame il collegamento tra i pozzi stessi.
Si infittisce il mistero su un caso anomalo; precedenti episodi di sparizioni nei boschi si sono risolte solitamente nel giro di 24 ore riportando le motivazioni a semplice perdita di orientamento da parte dei malcapitati; questa volta però a compromettere le speranze sono proprio le condizioni psicologiche di Ferraiuolo per il quale si è valutata anche l’ipotesi di allontanamento con qualche mezzo di passaggio verso altre destinazioni. In ogni caso le ricerche non si fermano e restano costanti gli aggiornamenti tra esperti e autorità civili coinvolti nelle ricerche.