
Sono state due giornate intense e ricche di emozioni quelle appena trascorse dai giovani animatori di comunità del Progetto Policoro riuniti a Roma per il Convegno nazionale che ha celebrato i trent’anni di attività di un servizio che nella Chiesa Italiana propone l’esperienza che coniuga giovani, vangelo e lavoro. Un anniversario celebrato con un’assemblea, un momento di confronto e soprattutto l’incontro con Papa Leone XIV. Presenti la Governance del Progetto Policoro, coordinamenti regionali, fe filiere, animatori in carica. È tempo di bilanci e cambiamenti, di obiettivi raggiunti e nuovi sogni, così ha voluto il convegno dal titolo “Trent’anni di Progetto Policoro, tra memoria e futuro”.
“La Dottrina Sociale della Chiesa e le reti comunitarie sono temi per noi essenziali. Ciò che cambia, grazie al cammino sinodale, è il protagonismo delle comunità nella scelta degli ambiti in cui gli animatori e tutto il Progetto Policoro possono operare. La struttura del Progetto resta a disposizione dei vescovi e delle Chiese locali, che potranno rileggere la propria realtà e individuare i punti su cui intervenire. È un invito a un maggiore protagonismo e al desiderio di utilizzare questa grande esperienza proprio dove ce n’è più bisogno”: ha sottolienato S.E. Mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale della Cei delineando le prospettive future del Progetto Policoro: un metodo di lavoro che accoglie la spinta del cammino sinodale, valorizza il protagonismo delle comunità locali e orienta l’azione degli animatori lungo alcune direttrici fondamentali. Tra queste, l’attenzione prioritaria alle aree interne, la promozione dell’impegno socio‑politico, il sostegno alle startup e la valorizzazione e fruizione dei beni culturali ecclesiastici.

Le Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca vivono l’esperienza del Progetto attraverso l’impegno di quattro animatori: Francesco Mantini e Rossella Faella (Diocesi di Teano-Calvi), Annamaria Tartaglia (Diocesi di Alife-Caiazzo) e Chiara Iannotta (Diocesi di Sessa Aurunca) accompagnati da Giulia Lettieri, animatore di Comunità Senior e Tutor interdiocesano. Non è solo un traguardo da festeggiare, ma l’occasione per rivivere questi trent’anni insieme a chi c’era quando tutto ha avuto inizio: S.E. Mons. Domenico Sigalini (tra i fondatori del Progetto); a chi c’è, don Marco Ulto, Coordinatore nazionale del Progetto Policoro, Marco Menni (Presidente Ineecop, che ne ha sostenuto il progetto), S.E. Mons. Giuseppe Baturi (Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana) che ha offerto uno sguardo sulle prospettive future del Progetto; e a chi ci sarà, nuovi giovani appassionati e pronti ad accompagnare i ragazzi verso la loro vocazione.
“La memoria non ha paura dell’innovazione, una vera riforma sa interpretare l’oggi. La crisi serve per trasformare il mondo, ma per farlo occorre uno sguardo e quello sguardo è di Cristo” ha dichiarato mons. Baturi.
I giovani sono cambiati e necessariamente va adattato anche il percorso di accompagnamento previsto dal progetto, un obiettivo resta saldo e usiamo le parole del segretario generale CEI “Prioritaria é la realizzazione di sé, della propria vocazione: si chiama libertà”.
Molto significative le tre testimonianze, una per ogni decennio del Progetto, che hanno raccontato di tre percorsi diversi e di come la forza e la perseveranza dei giovani abbiano trasformato idee in opportunità. Ogni giovane che crea occupazione e si sente realizzato è una piccola vittoria per il progetto.
Durante il pomeriggio è stato inoltre presentato il video commemorativo realizzato dal regista Giovanni Panozzo, con le testimonianze di Alessandro Corina e Gilda Falcone, che hanno messo in luce la forza della speranza e la bellezza di un lavoro che genera vita.
Al centro della riflessione è stata la lectio magistralis della Sociologa Cristina Pasqualini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dal titolo “Giovani e lavoro: il senso mai perduto” che ha mostrato come in questo tempo convivano tante generazioni diverse, ognuna cresciuta con fratture e crisi differenti e che per questo hanno un nuovo approccio al lavoro, per loro è fondamentale che ci sia tempo da dedicare agli affetti.
Sabato 21, il momento più emozionante, l’incontro dei giovani con Papa Leone XIV.
I membri della grande famiglia del Progetto Policoro sono venuti da tutta Italia e si sono dati appuntamento sotto l’obelisco in piazza San Pietro, pieni di gioia incredulità, solo il cartellino identificativo appeso al collo per riportarli alla realtà.
Dopo gli attimi di silenzio in Sala Clementina, l’ingresso del Pontefice è stato accompagnato da un fiume di applausi, più di un minuto, come un lungo abbraccio di ognuno di loro al Papa.
Il discorso del Santo Padre può trovare sintesi nelle parole gratitudine e fiducia.
“Grazie per tutto questo bene seminato! Grazie perché avete ben chiaro che nessun giovane nella vita può essere lasciato “in panchina”, ma va sostenuto nel realizzare i suoi
sogni e nel migliorare il mondo”.
Ha ricordato i tanti testimoni di fede che ha definito “padri e madri spirituali” e ha incoraggiato i giovani a conoscere queste storie e a narrarle, perché è il segno concreto che Dio non ci lascia mai soli.
Alla fine un monito a tutti i giovani e agli operatori “La bussola del vostro impegno è il Vangelo: in esso sta la vera forza che trasforma i cuori e il mondo. Non smettete di sognare e di stringere legami”.
Annamaria Tartaglia

