Hanno cercato ininterrottamente per dieci giorni, fino alla decisione ultima assunta dal Prefetto di Caserta: sospese le ricerche di Massimiliano Ferraiuolo, l’uomo residente nella frazione di Calvisi di Gioia Sannitica scomparso domenica 15 febbraio.
Per lunghi giorni lo hanno cercato Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e in particolare i volontari del Soccorso Alpino e Speleologico ma di lui nessuna traccia. Droni, cani molecolari, strumenti sofisticati di tracciamento dei percorsi e in ultimo anche una squadra di sommozzatori per scandagliare i pozzi della zona.
La situazione ha destato da subito forte preoccupazione in quanto Massimiliano è affetto da disturbo bipolare, cosa che ha provocato nei familiari e nei soccorritori l’urgenza di una soluzione. Se si sia diretto verso i boschi di Monte Sant’Angiolillo (ai piedi del Matese), se abbia potuto camminare in altra direzione e salire a bordo di un’auto di passaggio, se abbia seguito strade di campagna mai battute o sconosciute: tutte le ipotesi restano aperte ora che di lui non è arrivato alcun segnale dalle ricerche effettuate. Da parte del sindaco facente funzioni Carmine Porto sono giunti i ringraziamenti ai tanti che hanno partecipato alle ricerche e ai volontari del paese che si sono uniti ai professionisti del soccorso. Resta la speranza di avere quanto prima un segno, un segnale di presenza anche in un luogo che Massimiliano possa avere raggiunto inconsapevolmente. Ma resta anche l’ombra su un caso non risolto nonostante in campo siano scesi qualificati esperti e nessuna pista sia rimasta esclusa dalle ricerche.