
Numerosissimi come ogni anno in questa giornata. Sono i fedeli dei Gruppi di preghiera fra Umile Fidanza che nella mattinata del 3 marzo si sono dati appuntamento nel Matese in memoria del frate francescano morto in questa giornata del 1990.
Primo appuntamento a Calvisi, la frazione di Gioia Sannitica di dove era originario fra Umile e dove riposano le sue spoglie mortali presso il Santuario di San Liberato. Hanno affollato la piccola frazione per un saluto al loro “amico e confidente” come amano definirlo. Non una ma centinaia le mani che hanno accarezzato la lastra di marmo del suo monumento funebre e tanti i capi poggiati come in ascolto delle sue parole. Chi l’ha conosciuto ne ricorda i consigli spirituali, l’invito continuo alla preghiera e ai sacramenti in particolare a quello della confessione e all’Eucarestia. Anziani, famiglie con bambini, giovani coppie: in tanti si rivolgono a lui in cerca di grazie.
Vengono dall’hinterland napoletano l’area dove ha più lungamente vissuto il francescano prima di ritirarsi a vita privata a Calvisi perché fosse assistito nelle infermità dalla famiglia di origine. Aversa, Bacoli, Ischia, ma anche dalla vicina zona beneventana, da alcuni centri del Matese e soprattutto da Portici, sede del convento di San Pasquale da cui Fra umile dispensò parole e segni di carità.
“Fedele e coerente con il Vangelo”, così lo ha ricordato il vescovo Giacomo Cirulli nell’omelia durante la celebrazione della Messa nella cattedrale di Alife, seconda tappa dei pellegrini giunti da ogni dove.
Hanno riempito ogni angolo della chiesa, hanno pregato in attesa della celebrazione, si sono accostati al sacramento della penitenza, hanno accolto con fiducia le parole del Vescovo che ha aggiornato i presenti sull’andamento della fase diocesana del processo di canonizzazione. Era dicembre 2023 quando infatti la Diocesi di Alife-Caiazzo avviava il processo dando inizio alla raccolta delle testimonianze sulle virtù del francescano affidando ad un postulatore e ad apposito tribunale la valutazione di ogni singolo caso. È stato un crescendo di racconti, di confidenze, di narrazioni che oggi costituiscono un primo valido corpus in esame presso le competenti autorità ecclesiastiche della Santa Sede. “Non conosciamo i tempi di questo percorso, ma ci affidiamo alla volontà di Dio”, ha spiegato mons. Cirulli alla folla dei fedeli che attende con trepidazione esiti positivi. Da parte del Pastore la richiesta di pregare, di affidare “questo tempo di particolare attesa solo a Dio che più di tutti conosce veramente ciò di cui abbiamo bisogno”. Il riconoscimento della santità da parte della Chiesa necessita dell’attribuzione di un miracolo che scaturisce solo da fede e affidamento all’intercessione di Fra Umile. “È Gesù Cristo la nostra meta; a lui guardiamo come ha fatto fra Umile prendendo con serietà la Sua Parola, aderendo al suo progetto di amore e di pace per il mondo”. È la pace l’appello finale del Vescovo, impegno personale da compiersi nelle piccole e grandi azioni quotidiane, guardando alla morte e alla distruzione del momento attuale globale.
Al termine della Messa i ringraziamenti dell’assistente spirituale don Cesare Tescione ai preenti, in particolare ai parroci di nuova nomina che hanno trovato nelle parrocchie la presenza dei gruppi di preghiera fra Umile Fidanza e ne hanno conosciuto la mission; l’ultimo intervento quello di Carolina Casoria, presidente dei gruppi di preghiera Fra Umile Fidanza: nelle sue parole il grazie per la partecipazione collettiva, per l’impegno profuso da ciascun gruppo nelle molteplici attività caritative, nell’attesa paziente dei lavori del Tribunale diocesano sulla causa del francescano e l’invito a camminare nella fedeltà al Vangelo così come fra Umile avrebbe desiderato e insegnato.
L’ultimo atto della giornata, la distribuzione del pane benedetto: un gesto semplice ma atteso e amato da quanti partecipano a questa giornata e si impegnano a farne dono ai tanti amici e familiari non presenti nel segno della condivisione e del supporto reciproco sul modello di fra Umile.





