Si è tenuta la scorsa notte, 15 marzo, la 98esima edizione degli Academy Awards, meglio conosciuti come Premi Oscar, presso il Dolby Theatre di Los Angeles, come di consueto.
La serata è stata condotta per il secondo anno consecutivo dall’attore Conan O’Brien e l’edizione di quest’anno ha visto l’introduzione di una nuova categoria, quella per il Miglior Casting.
L’Italia, invece, non è rientrata nelle categorie in corsa, non partecipando di fatto alla competizione.
La cerimonia, inoltre, ha risentito del teso clima internazionale attuale, infatti, l’attore Motaz Malhees, membro del cast del film The voice of Hind Rajab, candidato tra i Miglior Film Internazionali, non ha potuto prendere parte alla cerimonia a causa del divieto di ingresso negli USA che Trump ha disposto per i cittadini palestinesi.
Presente, invece, il regista iraniano Jafar Panahi, candidato nella stessa categoria per il film Un semplice incidente, il quale tuttavia si è detto pronto a rientrare in Iran dopo i premi.

Paul Thomas Anderson, dopo una stagione cinematografica vincente, in cui i riconoscimenti non si sono fatti attendere (qui i Golden Globes), ha confermato le attese e sbaragliato la concorrenza, ottenendo i premi più desiderati: Migliore regia, film e Miglior sceneggiatura non originale per il suo Una battaglia dopo l’altra (la recensione).
Inoltre, premio anche per il Miglior attore non protagonista a Sean Penn, non presente alla cerimonia per la consegna del premio, e quello per il montaggio a Andy Jurgensen, così come il nuovissimo premio per il casting di Cassandra Kulukundis.
Un totale di 6 statuette su ben 13 candidature.
Confermata e anch’ella acclamata a “furor di pubblico”, Jessie Buckley, Migliore attrice protagonista per il suo intensissimo ruolo nel film di Chloé Zhao, Hamnet (la recensione); Michael B. Jordan è, invece, il miglior attore protagonista in Sinners – I peccatori, vincendo così il suo primo Oscar in un film con un doppio ruolo.
Tra i candidati anche Wagner Moura, Ethan Hawke, Leonardo DiCaprio e l’altro favorito, Timothée Chalamet.
A Sinners va anche l’Oscar per la Miglior sceneggiatura originale di Ryan Coogler.
Sentimental Value di Joachim Trier ha vinto l’Oscar per il Miglior Film Internazionale.
La pellicola dell’autore norvegese ha battuto gli altri titoli celebrati dalla critica e dal pubblico, L’Agente segreto, The voice of Hind Rajab, Un semplice incidente e Sirat.
Invece, KPop Demon Hunters, per la regia di Maggie Kang e Chris Appelhans, è il Miglior film di animazione, sancendo un fenomeno pop diffuso e apprezzato, anche grazie al brano Golden, aggiudicatosi, infatti, l’Oscar per la Migliore canzone originale.
Frankenstein di Guillermo del Toro, anche tra i candidati a Miglior film, si aggiudica tutti i premi delle maestranze: Miglior scenografia a Tamara Deverell e Shane Vieau, Migliori costumi a Kate Hawley e Miglior trucco e acconciatura a Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey.

La cerimonia degli Oscar, tuttavia, oltre a premi e glamour, attira su di sé anche un’attenzione particolare riguardo tutto ciò che accade nel resto del mondo, di cui, spesso, l’establishment artistico-culturale di Hollywood si fa rappresentante: non molti, ma alcuni dei presenti hanno orgogliosamente mostrato e affermato ancora una volta il loro supporto alla causa palestinese, chiedendo la fine di ogni conflitto.
La regista Kawthar ibn Haniyya, ricordando l’assenza del cast del film a causa del divieto imposto da Trump, ma soprattutto, l’indomito Javier Bardem, il quale indossava una spilla con scritto “No alla guerra”, già mostrata nel 2003, nel corso di un’altra cerimonia, al tempo della guerra in Iraq.
Inoltre, l’attore, presentando sul palco la categoria del Miglior film internazionale, ha ribadito in modo chiaro “No alla guerra. Palestina libera”.
Affermazioni che non rappresentano di certo una formula magica per risolvere le drammatica vicende del mondo in questa delicata fase storica, ma coerenza e sensibilità sono doti apprezzabili anche in chi guardiamo solo da uno schermo.
E, come detto dalla regista di The voice of Hind Rajab, “questo red carpet non è così distante dalla realtà”.
Momento delicato e toccante quello dell’In memoriam, spazio in cui vengono tradizionalmente ricordati gli artisti scomparsi nel corso dell’ultimo anno: in particolare, l’attore Billy Crystal ha omaggiato il regista Rob Reiner e sua moglie Michele Singer Reiner, ricordando con affetto la sua carriera e l’eredità indelebile dei suoi film, così come coinvolgente è stata la memoria di Robert Redford, affidata a Barbra Streisand, sua partner nel film Come eravamo di Sydney Pollack, di cui ha intonato il brano The Way We Were.
Statuette andate ai film migliori? Sì e no: Una battaglia dopo l’altra di P.T. Anderson ha goduto certamente dell’accordo e del favore di un’Academy compatta che ha condiviso il messaggio del suo film-critica alla società americana, ma non si tratta probabilmente del lavoro migliore del regista, che tuttavia ha così sancito e visto riconosciuta una carriera di successo e di talento.





Ecco la lista completa dei vincitori:
Miglior film
L’agente segreto
Una battaglia dopo l’altra
Bugonia
F1 – Il film
Frankenstein
Hamnet – Nel nome del figlio
Marty Supreme
I peccatori
Sentimental Value
Train Dreams
Miglior regista
Paul Thomas Anderson (Una battaglia dopo l’altra)
Ryan Coogler (I peccatori)
Josh Safdie (Marty Supreme)
Joachim Trier (Sentimental Value)
Chloé Zhao (Hamnet – Nel nome del figlio)
Miglior attore
Timothée Chalamet (Marty Supreme)
Leonardo DiCaprio (Una battaglia dopo l’altra)
Ethan Hawke (Blue Moon)
Michael B. Jordan (I peccatori)
Wagner Moura (L’agente segreto)
Miglior attrice
Jessie Buckley (Hamnet – Nel nome del figlio)
Rose Byrne (If I Had Legs I’d Kick You)
Kate Hudson (Song Sung Blue – Una melodia d’amore)
Renate Reinsve (Sentimental Value)
Emma Stone (Bugonia)
Miglior attore non protagonista
Benicio del Toro (Una battaglia dopo l’altra)
Jacob Elordi (Frankenstein)
Delroy Lindo (I peccatori)
Sean Penn (Una battaglia dopo l’altra)
Stellan Skarsgård (Sentimental Value)
Miglior attrice non protagonista
Elle Fanning (Sentimental Value)
Inga Ibsdotter Lilleaas (Sentimental Value)
Amy Madigan (Weapons)
Wunmi Mosaku (I peccatori)
Teyana Taylor (Una battaglia dopo l’altra)
Miglior casting
L’agente segreto – Gabriel Domingues
Una battaglia dopo l’altra – Cassandra Kulukundis
Hamnet – Nel nome del figlio – Nina Gold
Marty Supreme – Jennifer Venditti
I peccatori – Francine Maisler
Miglior sceneggiatura originale
Blue Moon – Robert Kaplow
Marty Supreme – Ronald Bronstein, Josh Safdie
I peccatori – Ryan Coogler
Un semplice incidente – Jafar Panahi
Sentimental Value – Eskil Vogt, Joachim Trier
Miglior sceneggiatura non originale
Una battaglia dopo l’altra – Paul Thomas Anderson
Bugonia – Will Tracy
Frankenstein – Guillermo del Toro
Hamnet – Nel nome del figlio – Chloé Zhao, Maggie O’Farrell
Train Dreams – Clint Bentley, Greg Kwedar
Miglior colonna sonora
Una battaglia dopo l’altra – Jonny Greenwood
Bugonia – Jerskin Fendrix
Frankenstein – Alexandre Desplat
Hamnet – Nel nome del figlio – Max Richter
I peccatori – Ludwig Göransson
Miglior canzone originale
Dear Me (da Diane Warren: Relentless) – Diane Warren
Golden (da KPop Demon Hunters) – EJAE, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon, Teddy Park
I Lied to You (da I peccatori) – Raphael Saadiq, Ludwig Göransson
Sweet Dreams of Joy (da Viva Verdi) – Nicholas Pike
Train Dreams (da Train Dreams) – Nick Cave, Bryce Dessner
Miglior fotografia
Una battaglia dopo l’altra – Michael Bauman
Frankenstein – Dan Laustsen
Marty Supreme – Darius Khondji
I peccatori – Autumn Durald Arkapaw
Train Dreams – Adolpho Veloso
Miglior montaggio
Una battaglia dopo l’altra – Andy Jurgensen
F1 – Il film – Stephen Mirrione
Marty Supreme – Ronald Bronstein, Josh Safdie
I peccatori – Michael P. Shawver
Sentimental Value – Olivier Bugge Coutté
Miglior scenografia
Una battaglia dopo l’altra – Florencia Martin (set decoration: Anthony Carlino)
Frankenstein – Tamara Deverell (set decoration: Shane Vieau)
Hamnet – Nel nome del figlio – Fiona Crombie (set decoration: Alice Felton)
Marty Supreme – Jack Fisk (set decoration: Adam Willis)
I peccatori – Hannah Beachler (set decoration: Monique Champagne)
Migliori costumi
Avatar – Fuoco e cenere – Deborah L. Scott
Frankenstein – Kate Hawley
Hamnet – Nel nome del figlio – Malgosia Turzanska
Marty Supreme – Miyako Bellizzi
I peccatori – Ruth E. Carter
Miglior makeup e hairstyling
Frankenstein – Mike Hill, Jordan Samuel, Cliona Furey
Kokuho – Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino, Tadashi Nishimatsu
I peccatori – Ken Diaz, Mike Fontaine, Shunika Terry
The Smashing Machine – Kazu Hiro, Glen Griffin, Bjoern Rehbein
The Ugly Stepsister – Thomas Foldberg, Anne Cathrine Sauerberg
Miglior sonoro
Una battaglia dopo l’altra – José Antonio García, Christopher Scarabosio, Tony Villaflor
F1 – Il film – Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo, Juan Peralta
Frankenstein – Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke, Brad Zoern
I peccatori – Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor, Steve Boeddeker
Sirāt – Amanda Villavieja, Laia Casanovas, Yasmina Praderas
Migliori effetti visivi
Avatar – Fuoco e cenere – Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon, Daniel Barrett
F1 – Il film – Ryan Tudhope, Nicolas Chevallier, Robert Harrington, Keith Dawson
Jurassic World – La rinascita – David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan, Neil Corbould
The Lost Bus – Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen, Brandon K. McLaughlin
I peccatori – Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter, Donnie Dean
Miglior film internazionale
L’agente segreto (Brasile)
Un semplice incidente (Francia)
Sentimental Value (Norvegia)
Sirāt (Spagna)
La voce di Hind Rajab (Tunisia)
Miglior film d’animazione
Arco
Elio
KPop Demon Hunters
La piccola Amélie
Zootropolis 2
Miglior documentario
The Alabama Solution
Come See Me in the Good Light
Cutting Through Rocks
Mr. Nobody Against Putin
The Perfect Neighbor – La vicina perfetta
Miglior cortometraggio
Butcher’s Stain
A Friend of Dorothy
Jane Austen’s Period Drama
The Singers (ex aequo)
Two People Exchanging Saliva (ex aequo)
Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud
Children No More: Were and Are Gone
The Devil Is Busy
Perfectly a Strangeness
Miglior cortometraggio d’animazione
Butterfly
Forevergreen
The Girl Who Cried Pearls
Retirement Plan
The Three Sisters