
Mondragone si prepara ad un momento di significativa memoria ricordando la vita e le opere di don Franco Alfieri, il sacerdote di piccole e grandi rivoluzioni, sociali e spirituali, scomparso il 4 novembre 2020 a causa del Covid.
Domenica 22 marzo, alla presenza del vescovo Giacomo Cirulli, la parrocchia di San Rufino Vescovo intitolerà al caro sacerdote l’auditorium, già allestito di un bassorilievo che lo ritrae sorridente, con lo sguardo presente alla vita, così come in tanti lo hanno conosciuto, non solo i cittadini di Mondragone ma i turisti della stazione estiva, stranieri ed immigrati fortemente presenti in città. Appuntamento alle 20.00 in parrocchia per un momento che vedrà diverse voci raccontare l’uomo e il sacerdote, l’impegno per la comunità, le novità della sua azione pastorale. Un gran lavoro di squadra quello che ha visto al lavoro l’attuale parroco di San Rufino don Osvaldo Morelli, il Consiglio Pastorale, il Comitato memoriale don Franco Alfieri.
Era nato a Nocelleto di Carinola il 6 ottobre 1946. La sua formazione teologica e vocazionale avvenne nel Pontificio Seminario regionale “Pio XI” di Benevento; al termine del percorso di studi fu ordinato sacerdote nella Cattedrale di Sessa Aurunca il 14 agosto 1971 dal vescovo Vittorio Maria Costantini. Lo studio e la formazione furono la sua grande passione ed esigenza: oltre alla Teologia, conseguì due dottorati (Teologia dogmatica e Storia e Beni culturali della Chiesa); la laurea in Filosofia alla Federico II. Il suo livello di formazione si tramuta presto in impegno e servizio come insegnante nelle Scuole superiori e Università statali e in Facoltà teologiche; in quasi cinquant’anni di sacerdozio ricopre numerosi incarichi pastorali fino alla nomina nel 2014 di Vicario generale della Diocesi di Sessa Aurunca, e oltre i confini locali come delegato italiano al Consiglio presbiterale Europeo (fino al 2019). Ha lasciato in eredità a quanti lo hanno conosciuto, e non solo, la sua passione per i versi, attestandosi negli anni quale poeta dell’anima e delle coscienze.
La quotidianità è stata la frontiera su cui ha lasciato un segno di speranza a Mondragone. A don Franco Alfieri si devono piccole coraggiose imprese e solo per citarne alcune l’aver portato in luoghi poco sicuri della città dediti allo spaccio momenti di preghiera e di ascolto dei giovani; l’aver sostenuto e incoraggiato le iniziative imprenditoriali locali soprattutto se create da giovani; l’aver reso il quartiere intorno alla parrocchia di San Rufino (lì dove è stato parroco dal 1978 al 2014) un riferimento per il nascente quartiere che su Viale Margherita, quindi verso il mare, diventata catalizzatore della vita cittadina; sempre a don Franco si deve la tradizione dello Sbarco dell’Assunta (pellegrinaggio nella seconda domenica di agosto che procede via mare da Baia Felice al molo di Mondragone) che egli introduceva nel 1980 pensando di restituire alla gente del luogo (che vive di mare) la certezza della protezione mariana sulle vite e il lavoro quotidiano; e ai turisti il ‘ritorno’ alla sacralità di una data – il ferragosto – tante volte scollato dalla Festa che la Chiesa celebra in nome della Vergine Assunta.
Presto su Clarus l’intervista a don Roberto Palazzo, originario di Mondragone, oggi Vicario Episcopale per l’Evangelizzazione e la Catechesi nelle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca, e Parroco a San Giuseppe in Cascano – Gusti – San Felice. La sua vocazione maturava accanto a don Franco Alfieri, e con lui muoveva i primi passi da sacerdote.