
Partecipazione oltre le aspettative quella di mercoledì sera all’incontro proposto dal vescovo Giacomo Cirulli alle Associazioni, ai Gruppo e ai Movimenti ecclesiali delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca.
Ad accogliere i tanti che si sono mossi da tutto l’alto casertano, la parrocchia dei Santi Cosma e Damiano di Vairano Scalo che ha messo a disposizione il salone parrocchiale per la meditazione che il Vescovo ha rivolto ai presenti.
Non è la prima volta che nei tempi più forti dell’anno liturgico, in questo caso la quaresima, il vescovo Mons. Giacomo Cirulli condivide con la comunità dei credenti momenti di riflessione e scegliendo in questo caso la figura dell’apostolo Pietro come modello e riferimento di chi nella chiesa – i laici – incarna la missione di apostolo in maniera spontanea e fruttuosa da sempre innestata nella vita della Chiesa così come ricorda il Concilio Vaticano II.

“La fede provata”, il tema della serata. L’umanità di Pietro, specchio della fragilità di ogni uomo e ogni donna chiamati ad una vocazione più grande, quella della sequela è stato questo il contenuto portante della riflessione che il Pastore ha offerto ai presenti. L’apostolo Pietro, la sua povertà, la fragilità e la grandezza della fede, modello per chi ogni giorno vive la missione di realizzare il progetto di Dio sotto il peso dei desideri e dei limiti umani.
Tre le scene presentate dal Vescovo, attraverso i Vangeli, rivelatrici del bellissimo e complesso legame tra Pietro e il suo Signore, ognuna portatrice di una esperienza forte, presupposto della maturazione che l’apostolo compie in direzione dell’amore vero, quello della vita donata.
Dapprima un Gesù estraneo per Pietro; a lui il Maestro dovrà rivelare e far comprendere che la grandezza non sta nell’essere primi ma nel servire, nella prova fisica della morte di cui anche il Figlio dell’Uomo sarà protagonista. “A che punto sta la nostra capacità di comprendere? Le nostre comunità cristiane vivono lo stesso limite anche oggi?” ha chiesto il Vescovo ai presenti invitando ad interiorizzare e a pensarsi di fronte alla proposta di Gesù che a Pietro a ai suoi chiede insistentemente lo sforzo di comprendere.
L’altra scena è quella dell’arresto di Gesù, dove Pietro a fronte di tanta paura arriva a rinnegare il Signore e l’appartenenza alla Comunità dei Discepoli, schiacciato ormai dal peso della prova. È l’uomo che vive la confusione, il disagio di mettere in ordine le continue proposte di vita nuova che Gesù ha fatto a lui e ai discepoli. È il momento in cui l’amore per il Maestro è talmente forte da superare la capacità tutta umana di gestire la prova e si sprigiona in un pianto che confessa il suo legame intimo e lo prepara al dopo.
“Mi ami tu più di costoro?” È l’ultimo quadro che Mons. Cirulli ha proposto ai presenti. “Pietro è un uomo nuovo” ha sottolineato il Pastore. “Il Crocifisso risorto arriva al suo cuore e parla al suo cuore. E il cuore, l’ostacolo più grande di Pietro, è conquistato e riprende il cammino, quello vero, definitivo, quello secondo il progetto di Dio”.
Al termine della meditazione Mons. Cirulli ha chiesto ai presenti la partecipazione al confronto: diverse le voci che si sono levate sul valore della testimonianza di cui se ne avverte la fatica e spesso la contraddizione, aprendo però al desiderio sempre vivo di non venir meno nell’impegno assunto di annunciare il Vangelo, di farlo tra gli uomini così come la Chiesa chiede ai laici confermando l’urgenza del loro apostolato.