
Martedì 17 marzo la città di Piedimonte Matese, tappezzata dal tricolore italiano in coccarde e bandiere, ha celebrato la giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, istituita nel 2012 per commemorare la proclamazione dell’Unità d’Italia, avvenuta a Torino nel 1861. Iniziativa a cura dell’Amministrazione comunale; protagonisti alunni e studenti delle scuola del territorio.
I bambini, i ragazzi e la rappresentanza comunale si sono riuniti a Piazza Roma per assistere all’alzabandiera solenne a cura dell’Esercito Italiano, la fanfara a cura dell’8° reggimento bersaglieri della Brigata Garibaldi, per poi spostarsi all’auditorium comunale “Sveva Sanseverino”, dove ha avuto luogo il convegno.
Il 17 marzo è una data che invita a fermarsi e riflettere sul significato profondo dell’identità e dell’appartenenza. Non si tratta soltanto di ricordare un evento storico, ma di interrogarsi su cosa significhi davvero sentirsi parte di una comunità, di una storia, di un popolo. E’ un giorno che porta con sé il valore dell’unità, non intesa come uniformità, ma come capacità di riconoscersi diversi e allo stesso tempo uniti da qualcosa di più grande.
Pensando a questa giornata, viene spontaneo chiedersi quanto oggi siamo davvero consapevoli di ciò che ci unisce. Spesso viviamo immersi nella quotidianità, senza soffermarci a riflettere sulle radici che ci hanno portato fin qui. Eppure, ogni lingua che parliamo, ogni tradizione che viviamo, ogni diritto che esercitiamo è il risultato di un percorso lungo e complesso, fatto di sacrifici, di scelte coraggiose e di ideali condivisi.
Il 17 marzo può allora diventare un’occasione per riscoprire il senso di responsabilità verso gli altri. Essere parte di una comunità non significa solo beneficiare dei suoi vantaggi, ma anche di contribuire al suo benessere. Significa rispettare, ascoltare, partecipare, costruire. Significa anche accettare che l’unità non è qualcosa di dato una volta per tutte, ma qualcosa che va continuamente coltivato.
In un mondo sempre più globale e interconnesso, il rischio è quello di perdere il contatto con le proprie radici, oppure, al contrario, di chiudersi in esse. Questa giornata ci invita invece a trovare un equilibrio: riconoscere la propria identità senza trasformarla in un limite, ma facendone una risorsa per incontrare gli altri.
La Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera ci ricorda che il passato non è qualcosa di lontano e immobile, ma vive nelle scelte che compiamo ogni giorno. Sta a noi decidere se essere spettatori o protagonisti della nostra Storia. Riflettere su questa data significa, in fondo, chiederci che tipo di comunità vogliamo costruire e quale ruolo vogliamo avere al suo interno.
Caterina Messercola, Liceo Statale “Galileo Galilei”
