
Una mattinata intensa, ricca di riflessioni all’Istituto Comprensivo Matese. Dalle 10 alle 12 nell’Aula Magna si è tenuto un incontro con don Luigi Merola, sacerdote napoletano che ha fatto della città partenopea la base di ripartenza per una cittadinanza attiva lontana dalle contraddizioni del nostro tempo e schierandosi in prima linea contro chi è padrone del male.
Classe 1982, la sua storia ha inizio nel 2007 con l’istituzione della Fondazione “A voce d’è criature”, Onlus che si occupa del recupero dei minori a rischio, presente nel quartiere Forcella. La Fondazione, come spiega don Luigi, ha sede nella storica “Villa Bambù” confiscata alla camorra negli anni ’90 e divenuta simbolo del bene che sconfigge un sistema di criminalità e malaffare.
Durante l’incontro, il sacerdote, utilizzando un linguaggio familiare e senza giri di parole per definire la criminalità organizzata, ha descritto testimonianze crude ma necessarie, il valore del “no” e spiegato ai ragazzi presenti che non bisogna cedere alle logiche del potere e del facile denaro. Ha insistito inoltre, sull’importanza dell’investimento nello studio e nella cultura pronunciando le seguenti parole: ”Studiate, perché il clan vi vuole ignoranti. Se non avete parole per difendervi, userete le mani. La penna pesa meno della pistola, ma spara molto più lontano.” L’obiettivo è trasformare l’indignazione in azione. Agli studenti non è stato chiesto chiesto solo di ascoltare, ma di diventare sentinelle di legalità nelle proprie famiglie e nei propri quartieri, dove viene riscoperto anche il valore delle istituzioni, vedendole non più come nemiche ma alleate per un futuro diverso.
L’incontro si è concluso con la presentazione di cartelloni e lavori vari eseguiti dalle classi partecipanti nei giorni antecedenti l’incontro con la supervisione di tutti docenti.
Non sono mancati foto e autografi con alunni e docenti che hanno letto e leggeranno il suo libro “Oltre la devianza: percorsi di rinascita”.
L’articolo di questa giornata non finisce con l’ultima riga: continua fuori dai cancelli della scuola, in ogni zaino che oggi pesa un po’ di più, carico di una nuova consapevolezza.
Annalina Marotta



