Il racconto di chi ha fatto del proprio territorio una scommessa d’amore e di resistenza: ma lungi da visioni romantiche e idealizzate, vivere le aree interne richiede una dedizione e una forza messe alla prova quotidianamente dalle sfide che la specificità del territorio stesso contempla, unite ai forzati cambiamenti messi in atto da chi in quell’ambiente vede solo meri vantaggi economici.
E, così, Ritorno al tratturo, scritto e diretto da Francesco Cordio, da un’idea dello stesso Cordio, Elio Germano e Filippo Tantillo, nella forma del documentario, giocando con un titolo che richiama il celebre film di Robert Zemeckis, Ritorno al futuro, racconta il passato e il presente delle aree interne del Molise.

Girato interamente tra le province di Isernia e Campobasso, Ritorno al tratturo è un viaggio intimo e collettivo che segue il percorso del tratturo, l’ampio sentiero erboso largo un centinaio di metri e lungo centinaia di chilometri, storicamente utilizzato per la transumanza, che ha messo in comunicazione per secoli le popolazioni d’Europa con quelle del Mediterraneo.
Elio Germano, attore di origini molisane, di Duronia (Campobasso), è protagonista di questa visione in cui esplora e attraversa i luoghi, incontra le persone e le ascolta, muovendosi tra le montagne di Frosolone e i sentieri di Pietracupa; con la sua voce si fa narratore e illustra la complessità degli interventi sul territorio, tra la minaccia dello spopolamento e le difficoltà quotidiane dei residenti.
Il documentario sarà presentato in anteprima questa sera, nella sezione “Per il cinema italiano” – fuori concorso – alla 17esima edizione del Bif&st, il Bari International Film&Tv Festival alla presenza del regista e dei produttori per un Q&A.
Prodotto e distribuito da Own Air, il docu-film arriverà nelle sale italiane dal 29 aprile.
Un’occasione di riflessione su un tema cogente e sfaccettato, che merita l’attenzione e la cura della politica e la sensibilizzazione dei cittadini per un fronte comune volto alla salvaguardia e a concrete azioni di sostegno e vivibilità di queste aree, la cui bellezza sembra essere insieme dono e maledizione.


Qui il trailer del film: