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    Home»Chiesa e Diocesi»Verso la Pasqua, il richiamo del Vescovo: “Risvegliamo una fede stanca”
    Chiesa e Diocesi

    Verso la Pasqua, il richiamo del Vescovo: “Risvegliamo una fede stanca”

    Nella V domenica di Quaresima, mons. Giacomo Cirulli invita le comunità a riscoprire la forza della Risurrezione tra conversione autentica, memoria delle prime comunità cristiane e urgenza di pace
    Grazia Biasi24 Marzo 2026Nessun commento

    La Quaresima si può dire alle spalle; il tempo della conversione, del cambio di rotta interiore può dirsi smaltito. Ma è stato vissuto fino in fondo? Con quale consapevolezza entreremo negli prossimi riti della Settimana Santa? Sul piatto della bilancia cosa peserà di più, le usanze o la vita nuova?

    Nella V domenica di Quaresima è stato il vescovo Giacomo Cirulli a sollecitare, alla vigilia della festa di Risurrezione, la presa di coscienza per il più grande dono offerto ai credenti. E lo ha fatto nella Cattedrale di Alife, durante la Messa di celebrazione della Statio quaresimale, una delle tante programmate per le Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca.

    “Avremmo bisogno di un risveglio”, ha suggerito il Pastore nell’omelia. “Noi, già battezzati e confermati e sempre invitati al banchetto della vita eterna, chiamati a partecipare della straordinaria esperienza di vittoria della vita sulla morte, molte volte ci mostriamo stanchi nella fede, spenti nell’entusiasmo di essere annunciatori della più grande verità: Cristo è morto ed è risorto”.

    Anticipando la solennità delle parole che risuoneranno nel giorno di Pasqua ha chiesto ai presenti:“Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello: lo crediamo veramente che la vita abbia vinto per sempre? Crediamo che Gesù è la vita del mondo? Crediamo che è così?”. Opacità di azioni e di scelte; la mancanza di coraggiose posizioni nella vita di tutti i giorni da cui possa trasparire il Vangelo nei gesti della prossimità, della giustizia, della fraternità, dell’amore per la Chiesa che nelle parole del Pastore si è tramutata nel parallelismo con la vita delle prime comunità cristiane, di fatto più vicine all’esperienza di Cristo e dei discepoli e vicine al rischio della persecuzione e della morte. Lì, nella penombra dei riti sacri celebrati nascostamente, la fiamma della fede ha brillato nel buio della paura, ha acceso altri cuori, ha rischiarato il cammino della Chiesa nascente. A tal proposito mons. Cirulli ha aggiunto: “Come vorrei, per me e per voi, che questa Pasqua ci possa avvicinare sempre di più, nella gioia, ai fratelli e alle sorelle cristiani dei primi secoli! Quando essere cristiani costava la vita eppure essi credevano che quel buio di morte non avrebbe vinto sulla luce che Gesù è venuto a darci”.

    È la Storia a confermare le certezze dei credenti di ieri e di oggi; sono gli accadimenti a raccontare l’alleanza perenne tra Dio e il suo popolo continuamente salvato, e la Sacra Scrittura proclamata in quest’ultima domenica di Quaresima prima delle Palme ne è rivelatrice: “Dio è attento alla storia del suo popolo; ci conosce, conosce la nostra sofferenza” ha spiegato il Pastore chiedendo la fiducia in Essa. “Ci segue, ci guarda attentamente attraverso gli occhi del figlio Gesù; ascolta il nostro grido e ci libera dalla morte restituendoci la gioia della vita nuova”. Lazzaro, la sua vicenda umana, dimostra la compassione di Dio per i suoi figli “perché partecipe della nostra storia”, l’ascolto e la presa in carico del loro dramma perché è la gioia che Egli vuole per il popolo che si è scelto, la vita piena scaturita dalla libertà da ogni schiavitù interiore, da ogni catena che di fatto ancora oggi nel mondo impedisce agli uomini e alle donne di esercitare diritti, di vivere rispettati e amati.

    Il riferimento all’attualità ancora una volta prende posto nella meditazione del Pastore, in un passaggio conclusivo come tanti che Mons. Cirulli puntualmente sceglie di condividere con le comunità: l’urgenza della pace, e la preghiera per la pace che viene a mancare sempre a più popoli e famiglie ha chiesto ai fedeli riuniti in Cattedrale.

    Poi un ultimo augurio e l’invocazione: “Come vorrei che questa Pasqua fosse nuova, entusiasmante, piena di gioia!” Ci diremo ‘auguri’, ‘buona Pasqua di Risurrezione’; ‘benedetto Dio’, e lo diremo con la gioia e con la certezza che è così, che nessuna tenebra può vincere il Signore Gesù. A te, Signore, gridiamo dal profondo della nostra Storia e ti preghiamo, ascolta la nostra voce”.

    Ancora due appuntamenti con le Statio quaresimali prima di entrare nel vivo Settimana Santa: a Teano il 25 marzo; a Liberi il 26 marzo. La domenica delle Palme Mons. Cirulli sarà nuovamente a Teano per la celebrazione della Passione di Cristo.

    Covnersione Pasqua vescovo giacomo cirulli

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